Fotogallery di F antico!!!

Tempo Attenzione 5 minuti

Quando la fotografia è considerata arte?

La questione della possibile ontologica “artisticità” della fotografia fu aspramente discussa da pittori, poeti e intellettuali, che a fatica l’hanno fatta parte del mondo delle arti. Il legislatore, chiamato a dover stabilire la proteggibilità o meno dell’opera fotografica tramite diritto d’autore non trovò dunque gioco facile. Il diritto infatti il più delle volte non fa che ratificare quello che si è già affermato sul piano socio-culturale: se questo non è chiaro e univoco, la macchina legislativa va in tilt.
La fotografia vede la sua tutela autorale piena in Italia quindi solo alla fine degli Anni Settanta, con l’entrata in vigore del d.p.r. 8 gennaio 1979, n. 19 che modificò la Legge Autore del 1941.
Da quel momento la Legge Autore opera una distinzione tra la c.d. opera fotografica di carattere creativo (protetta ex art. 2) e la c.d. semplice fotografia, cioè quella priva del carattere creativo (protetta dagli artt. 87 e ss.). 

Chi sono i primi inventori della fotografia?

Nel caso della fotografia, quello che possiamo considerare il vero inventore è Joseph Nicéphore Niépce, ricercatore francese che deve la sua notorietà soprattutto per essere stato l’autore del primo scatto fotografico.

Come si è sviluppata la fotografia?

Fissare le immagini del mondo in tempi brevi è stato il sogno e l’obiettivo di Louis Jacques Mandé Daguerre, l’inventore della prima forma di fotografia: il dagherrotipo, nato nel 1839. Questo strumento era composto da due scatole che scorrevano l’una dentro l’altra e da una fessura sul retro.

Quando e dove è nata la fotografia?

Lunedì 19 agosto 1839le prime fotografie dal 1839 fino al 1880. Lunedì 19 agosto 1839 è oggi riconosciuto come il giorno in cui è nata la fotografia. In questo giorno, infatti, questa nuova invenzione fu presentata ufficialmente ai Parigini presso l’accademia delle scienze e quella delle arti visive.

Una foto è “opera” quando l’autore non si limita, tramite lo strumento meccanico, a riprodurre la realtà, ma riesce a carpire dal dato reale ciò che corrisponde al suo personale modo di vederlo, sentirlo e interpretarlo“.

Tiziana Megna Domenico ComparatoSonia CeruttiImma AnnaSabrina BrioliOrazio Di MartinoLeonarda BrancatoMarilù Murra

Appuntamento alla prossima settimana!

La comunicazione tra scuola e famiglia! di F. Antico

Capita davanti alla scuola, come al parco, che gli adulti parlino tra loro dell’esperienza scolastica dei propri figli; pertanto i figli di ascoltare che i genitori si lamentino del loro personale rapporto con la scuola e in particolare con gli insegnanti.
Emergono difficoltà nel comunicare, nel chiedere informazioni o momenti dedicati, oppure difficoltà a condividere punti di vista differenti sui bambini, o ancora emergono un uso di linguaggi poco compatibili, scontri su quale sia la corretta visione dei bambini e dei loro comportamenti.


Due istituzioni cruciali per la crescita dei bambini, la famiglia e la scuola

Sembrano avere spazi angusti per comunicare e modalità lasciate al buon senso, laddove invece sarebbe utile un confronto accurato inteso come parte integrante della relazione professionale scuola – famiglia.
Crescere è un processo complesso e i bambini hanno – oggi più di ieri – bisogno di una rete educativa che li orienti e li sostenga lungo il percorso, una rete fatta di alleanze e di competenze complementari in dialogo tra loro.
Se lo sforzo maggiore per una comunicazione più efficace va senz’altro affidato alla scuola in quanto comunità di professionisti che si occupa del benessere e degli apprendimenti dei nostri figli, molto possono fare anche le famiglie in relazione, coinvolte pienamente nell’esperienza scolastica dei bambini e aperte agli stimoli che la scuola ci può offrire.
Come genitori alla ricerca di maggiore dialogo con la scuola si può provare a stabilire un clima di fiducia con gli insegnanti comunicando loro che abbiamo bisogno di momenti dedicati di confronto sull’esperienza scolastica dei nostri bambini, anche se non sono stati programmati a breve; 

Se riteniamo che gli spazi e i tempi per le comunicazioni siano troppo esigui, chiediamo momenti più estesi esprimendo le nostre reali necessità senza imposizione, ma per cortesia, con formule di cortesia

(Vorrei capire meglio…, Mi piacerebbe essere rassicurato su…).

Per poter valutare in modo più sereno e consapevole metodologie o strategie didattiche dei docenti dei nostri figli, dedichiamo un po’ di tempo a dialogare con i nostri bambini, facendoci raccontare come si trovano, che cosa è piaciuto loro di più o di meno della loro giornata a scuola. È importante – senza che diventi però un interrogatorio – aprire presto un dialogo con i bambini che ci aiuti a capire meglio cosa accade in classe. Ricordiamoci, infatti, che una delle finalità della scuola è essere un ambiente di apprendimento accogliente, che suscita il desiderio di apprendere e stimola la curiosità.
A volte siamo timorosi perché non abbiamo abbastanza informazioni su che cosa avviene in classe e sul perché di alcune scelte (adozione alternativa al libro di testo, oppure il lavoro a gruppi come modalità prevalente, o ancora la scelta di non mettere voti o di non correggere tutti gli errori negli scritti dei bambini, oppure la scelta di dare o non dare compiti a casa, e in quale misura…).
In caso di dubbi di questo tipo, una buona scelta è sicuramente quella di chiedere un confronto aperto con gli insegnanti, esplicitando i nostri dubbi, ma al tempo stesso ascoltando le loro spiegazioni. Spesso le loro scelte hanno motivazioni pedagogico-didattiche che non erano state esplicitate e che è utile condividere. È probabile che esplicitando reciproche aspettative e reciproci desideri, si arrivi a una condivisione del percorso che tranquillizza e rassicura
.


E’ prezioso “fare rete” tra genitori e scuola, perché insieme si possa valorizzare l’esperienza dei singoli che magari hanno già vissuto e affrontato momenti delicati, passaggi difficili o al contrario successi nello stabilire un confronto utile sull’esperienza scolastica.

F. Antico

Fotogallery di F. Antico

Tempo attenzione 5 min.

Cos’è la fotografia?

La fotografia è l’immagine che immortaliamo con la macchina fotografica, pertanto ogni immagine è arte .

“La fotografia ha sempre avuto un posto speciale nel mondo dell’arte sin dai suoi esordi, ha cercato di essere riconosciuta come forma artistica che si avvaleva di tecniche differenti. Ma ancora oggi troviamo detrattori che sostengono il contrario, affermando che sia più tecnologia che arte. In parte questo fenomeno è dovuto alle sue origini, che raccontano il desiderio di catturare la realtà più che un impulso creativo . Essa condivide alcuni dei principi fondamentali che caratterizzano la pittura. Mentre l’arte classica emula l’inespressiva forma umana perfetta, la fotografia sovverte questo principio, poiché i fotografi cercano proprio di trasmettere la natura umana. «La scelta della composizione, gli effetti tecnici, la luce sono tutti elementi importanti, ma gran parte del potere della fotografia deriva dal fatto che gli artisti creano immagini che ci toccano nel profondo e ci affascinano. Alcune foto hanno un vero e proprio potere estetico che va oltre la semplice rappresentazione. Rivelano il potere empatico della fotografia, quello di creare un’emozione. Le immagini nascono da un’espressione personale che risiede in ciò che il fotografo vuole trasmettere e ha bisogno di raccontare»

Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia.

Helmut Newton

Appuntamento alla prossima settimana con Fotogallery

Felice Antico

L’angolo della poesia! di M. Murra

La poesia è una forma speciale di testo, fatti di ritmi e rime che sanno suscitare armonie ed effetti sonori e possono usare un effetto magico. Il poeta utilizza le parole in un modo speciale, un po’ magico. Le sceglie non solo per il significato, ma anche per l’effetto sonoro che creano.

La poesia, suscita diverse emozioni che variano da persona a persona, può nascere da un semplice gesto, da un semplice evento e può trattare argomenti infiniti. Può riguardare l’amore, l’amicizia, la morte, la fiducia, la guerra, la famiglia e tanto altro.

Marilù Murra

Che cos’è il registro elettronico, come si usa quando si usa! di F.Antico

Come nasce il primo atto normativo che parla dell’ uso del registro elettronico è riferito all’articolo 7 comma 31 del DL 95/2012 che recita così: “A decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 le istituzioni scolastiche e i docenti adottano registri on line e inviano le comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico”.

Tuttavia si riscontrano ancora molte criticità dovute principalmente a:

  • scarse competenze informatiche, che crea difficoltà nella compilazione e nell’accesso ai registri, da parte dei docenti e delle famiglie.
  • mancanza di fondi adeguati, che rende impossibile la dotazione informatica in tutte le scuole italiane e in ogni famiglia.
  • problematiche in merito alla privacy e al trattamento dei dati personali.

A causa di questi problemi, in molti istituti si utilizza ancora il registro cartaceo o il doppio binario, ossia entrambi le tipologie di registro. Tuttavia il tradizionale registro cartaceo del docente rimane ancora uno strumento efficace di rilevazione, molti insegnanti “tradizionalisti” ne difendono l’ utilità attribuendogli una valenza significativa nel proprio lavoro. Un tema su cui si è discusso molto riguarda l’obbligatorietà del registro elettronico. Per comprendere meglio è opportuno andare con ordine, e partire dal momento in cui è stato introdotto il nuovo registro, con il Decreto Legge n. 95 del 2012 che prevedeva l’obbligo dell’utilizzo del registro elettronico a partire dall’ a.s. 2012/2013. Tuttavia, quest’obbligo non è mai stato del tutto attuato a causa del mancato piano di dematerializzazione previsto dal decreto stesso che doveva regolamentare la digitalizzazione delle procedure amministrative nelle scuole.

Un altro aspetto non trascurabile è quello relativo alla connessione internet funzionante all’interno delle scuole, elemento che in diversi casi lascia alquanto a desiderare. Ne deriva che l’uso del registro elettronico dovrebbe essere deliberato in collegio docenti solamente nei casi in cui il docente venga messo nelle condizioni dalla scuola di poter operare correttamente dal punto di vista tecnologico.

ll registro elettronico scolastico è una piattaforma online che permette al docente di inserire i principali dati sull’andamento scolastico dei propri alunni. In particolare il docente, tramite un pc o un tablet, può inserire informazioni su:

  • presenza e assenze;
  • voti delle interrogazioni e dei compiti in classe;
  • ritardi, uscite anticipate e giustificazioni;
  • compiti assegnati e verifiche programmate;
  • orario delle lezioni;
  • pagelle in formato elettronico;

Registro elettronico per i genitori

Le famiglie possono consultare in qualsiasi momento l’andamento del proprio figlio e avere informazioni generali sulla sua classe. Per accedere al registro elettronico anche per i genitori serve un nome utente e una password che solitamente vengono forniti dalle segreterie didattiche all’inizio del primo anno scolastico.

 La scuola è cambiata e un simbolo di questo cambiamento è il registro elettronico.

Felice Antico

La pinacoteca di Dali’di Leonarda Brancato!

Crogiolarsi al sole mattutino è una delle attività preferite dei gatti di strada. Così, mentre stava pigramente sdraiato sul davanzale di una finestra, il nostro Dalì notò tra i passanti una fanciulla che camminava a passo spedito con un quadro tra le mani. Pensó allora, fissando la ragazza dai lunghi capelli rossi con i suoi occhietti vispi, che sarebbe stato interessante scoprire quale fosse la destinazione e cosa mai era raffigurato in quella tela. Magari, con un pó di fortuna, sarebbe riuscito ad ammirare poter ammirare un campo di papaveri o il tramonto in riva al mare… Insomma, qualcuna di quelle immagini così travolgenti che un gatto di città non riesce a trovare se non dentro una galleria d’arte. E così, lesto lesto, si mise a seguire la ragazza del quadro, finché, ancora una volta, fingendosi un gatto da compagnia, riuscì a passare sotto i baffi del custode Beppe e si ritrovò, guarda il caso, all’interno della Pinacoteca di Tertuliaweb.
I quadri in mostra quel giorno erano, come al solito, un’esplosione di colori e c’era tanta di quella meraviglia in ogni tela da rimanere dentro quel posto in contemplazione per l’intera giornata.

Assunta Tammaro
Contro corrente Tecnica mista su foglio da disegno . Realizzato Febbraio 2021
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Marcella Molea
Val Gardena. Tecnica :olio e acrilico su tela. Dimensioni : 13×18
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Cesare Scarpa
Olio su tavola 80×60…prima della pesca notturna in laguna…colori luci ..riflessi mai uguali..il paesaggio rimane sempre uguale .
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Paola Passantino
Pastelli a olio su carta 35×50 cm
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Elisa Campisi
Divenire, olio su tela 100×120 cm
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Cinzia Corti
Il mare d’inverno 2018 Tela in acrilico con pezzi di legno e stucco 30×30
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Carmen Trigiante
Fantasia: Valle d’Itria. Olio su tela cm140x60
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Assunta Tammaro
Viale ventoso Realizzato con colori ad olio e spatola su mensola di recupero. Le dimensioni sono lunghezza 90 Altezza 26 Profondità 2.5
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )

Ma ecco che la ragazza dai capelli rossi, consegnato il quadro, stava per andare via.. Meglio sgattaiolare verso l’uscita con lei e continuare a fare il gatto di compagnia prima di incappare tra le grinfie di Beppe.
E voi, amici, non dimenticate il prossimo appuntamento con la Pinacoteca di Tertuliaweb  per ammirare ancora una volta in compagnia del nostro amico Dalì  le straordinarie opere dei nostri bravissimi Artisti!!!

Leonarda Brancato

I segreti di Nonna Peppa e Pino il contadino!




Pino il contadino è orgoglioso del suo giovane vigneto,ogni giorno rovista in cantina, prepara i tini, ultima i lavori prima della nuova vendemmia.
Tra i filari taglia l’erba per consentire una buona percorribilità
e un facile accesso ai vendemmiatori, bisogna prestare attenzione a non smuovere il terreno, a ridosso della vendemmia, per evitare un’eccessiva sofficità del suolo, per non affondare e non rendere più difficoltoso il lavoro. Prepara e lava i secchi, le cassette e i contenitori per la raccolta manuale e il carretto destinato al trasporto delle uve.
Nonna Peppa, amica di famiglia di Pino il contadino,non soltanto si prodiga a partecipare alla gran festa della vendemmia,di buon ora taglia l’ uva e canticchia a squarciagola, ma prima del desinare aiuta a preparare il companatico per gli amici affamati e stanchi.
Ma non ha dimenticato il taccuino nel cassetto, come da consuetudine è pronto un pentolone … per ufficializzare il rito annuale.


Il vincotto d’uva:


basta recuperare pochissimi ingredienti per realizzare il vincotto d’uva . (Tradizione annuale di ogni famiglia contadina).

Pronti alla sua preparazione?

Ingredienti:
mosto di uva
zucchero


Procedimento:


Era necessario mosto di uva che si passava attraverso un colino a maglie molto strette.
Pesato il liquido e aggiunto uguale quantitativo di zucchero. Si cominciava la lavorazione…
Si versava il composto in una pentola e si faceva cuocere lentamente, per qualche ora (2 o 3 ore ), rimescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Il vincotto era pronto quando si addensava s

e filava, proprio come il miele.
Ancora caldo si imbottigliava, (mi raccomando, non bollente) e quando il composto si é raffreddato chiudete le bottiglie ermeticamente.
Si può tranquillamente utilizzare anche, dopo molto tempo dalla sua preparazione (lo si può usare anche dopo un anno sulle cartellate o per ciuffate le pittole e sulle tagliatelle con il vincotto,ottimo dolce natalizio).

Curiosità:


Se vi è capitato di fare un giro per i mercatini di Natale del Trentino, sicuramente avrete assaggiato questo ottimo vino caldo: un vin-cotto, appunto, che viene fatto bollire con spezie varie (cannella, chiodi di garofano e altre) e zucchero. Caldo e corroborante! Se vogliamo andare oltreconfine, troviamo diversi cugini del vincotto, ossia il vin brulè, come il punch o la sangria. Ma torniamo da dove tutto ebbe inizio, ovvero in Puglia!

Il vincotto in Puglia


In Puglia, il vincotto nasce come mosto d’uva che, in autunno, viene cotto e messo da parte per l’inverno: serve come accompagnamento per pettole, cartellate ed altre golosità tipiche di questa splendida regione situata nell’estrema propaggine sudorientale del nostro Bel Paese.

Oggi ho deciso di postare un’ulteriore ricetta, unica…inedita…


Tagliatelle al vincotto ( lasagna con il cotto)!!!


E’ un dolce povero tipico pugliese, che ormai nessuno più della nostra generazione sa fare, infatti è una ricetta rinvenuta dal ricettario di Nonna Peppa, un tesoro da imparare ma anche da tramandare.
Non ha dosi precise, come tutte le ricette delle nonne, tra l’altro, la cosa importante è quella di aver un ottimo cotto d’uva (il nostro è fatto in casa da Nonna Peppa e la moglie di Pino il contadino!)
Si preparano le tagliatelle soltanto con farina bianca e acqua.
Si diluisce il cotto con l’acqua e si mette sul fuoco, quando arriva a bollore si calano le tagliatelle, si mette un pò di sale, un pò di zucchero e si girano di continuo fino a cottura, si deve anche assorbire l’acqua e quindi molto importante la dose iniziale (meglio di meno e poi se serve si aggiunge).
Una volta cotte si metteno noci a volontà e qualche buccia di mandarini e/o di arancia, mescolare un’ultima volta e metterle nei piatti oppure in un’unica grande sperlunga! Fare raffreddare un pò e cospargere con la cannella.


Nonna Peppa ci ha insegnato un dolce della tradizione natalizia del suo paese…


Odori e sapori!


Il profumo che emana il cotto durante la cottura ricorda molto l’ infanzia dei nostri nonni e l’atmosfera magica del natale!!
Sempre in Puglia, esiste un’altra versione del vincotto preparato stavolta non con il mosto d’uva, ma con i fichi.

Appuntamento alla prossima settimana con altri segreti ed amici di Nonna Peppa!

“Nonna, eredità di intenti, sogni e speranze, riposo del cuore in una carezza, gioia infinita di rispecchiarmi nei tuoi occhi.”
STEPHEN LITTLEWORD

(Un augurio a tutti i nonni per il 2 Ottobre, giornata in cui ricorre la festa dei nonni 💐)

Marilù Murra

Fotogallery di F. Antico!

Ogni essere umano ha un proprio mezzo speciale per potersi esprimere e trasformare in energia il proprio vissuto, pertanto decide di fermare un istante, con o senza tecnica, oppure semplicemente per passione. La fotografia è esattamente questo, un modo per raccontare ciò che percepiscono i propri occhi e lo stupore che un momento evoca con emozioni, decidendo di condividerlo con il mondo…

F.Antico

Nella fotografia c’è una realtà così sottile che diventa più reale della realtà.
(Alfred Stieglitz)

Sfoglia l’album e vota per la foto che preferisci 👍

Roberta Alberti
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Imma Anna
Imma Anna
Marilù Murra
Marilù Murra
Sonia Cerutti
Tiziana Megna
Sonia Cerutti
Sonia Cerutti
Sonia Cerutti
Tiziana Megna
Tiziana Megna
Tiziana Megna
Tiziana Megna
Rosy Costa
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Imma Anna
Domenico Comparato
Caterina Semeraro
Caterina Semeraro
Caterina Semeraro

I nostri fotografi danno appuntamento alla prossima settimana!!! 📷📷📷

L’angolo della poesia di Marilù Murra!

VOTA LA POESIA CHE PREFERISCI…

Che cos’è la poesia?

A mio parere, é uno sfogo, la voglia e il coraggio di esternare ciò che agita il cuore e offusca la mente, con l’auspicio di essere compresa da qualcuno che sa raccogliere perché sa ascoltare o perché ha vissuto esperienze simili.
La Poesia è l’arte di esprimere e rappresentare fatti, immagini, sentimenti, con parole, poste in un certo ordine, secondo una certa logica, oppure totalmente libere, senza alcuna logica che le possa intrappolare in uno schema predefinito.

Che cosa rappresenta la poesia nella società odierna, dominata dalla tecnologia?

È un’arte riservata solo a pochi illuminati? Oppure oggi, tutti possono scrivere versi, rime, pensieri?

A mio parere la poesia è come la musica, deve avere una sua logica, deve essere interpretabile, deve stimolare sensazioni, emozioni, ricordi, attraverso le parole.

La poesia è libera, esprime il pensiero, non ha confini delimitabili…

La poesia è nell’aria, la poesia è dentro di noi, la poesia è intorno a noi!!!

💐💐💐

Anima
di Salvatore Malfitano
Visioni
di Roberta Alberti
Il Faro saggio!
di Marilù Murra
La forza dell’ Amore di
Angela Natilla
Dicono che non ci sei
di Maria Mollo
La felicità è fatta di istanti
di Beatrice Di Paola
La notte tra i silenzi
di Andrea Pietralunga
A te piccola donna
di Rossella Patti
Terra di Assunta Tammaro
La mia mente brilla
di Assunta Tammaro
Il tempo fugge via
di Beatrice Di Paola
Luna malinconica!
di Chiara Leone

Culpa in vigilando- Famiglia & Scuola!di F.Antico

Culpa in vigilando” genitori e scuola.



– I genitori e la culpa in vigilando!

L’ assenza di vigilanza adeguata al minore e il mancato accomodamento di comportamenti inadeguati, si definisce – culpa in vigilando – Essa non è soltanto un dovere della scuola ma
anche della famiglia, che si deve assumere la responsabilità delle azioni illecite commesse dal figlio minorenne.
Di tali atti non può, infatti, per legge rispondere il minorenne, in quanto non ha autonomia patrimoniale, ma il padre e la madre, oppure il tutore che sono responsabili del danno cagionato. I genitori sono esenti da ogni responsabilità se possono dimostrare di non aver potuto impedire il fatto, altrimenti sono oggettivamente responsabili. Si tratta, pertanto, di una responsabilità personale, anche se oggettiva.



Il personale scolastico e la culpa in vigilando!

Nell’affrontare il tema della responsabilità civile e patrimoniale,rientra anche il personale scolastico, in materia di vigilanza sugli alunni , questo scritto vuole essere un contributo finalizzato ad offrire alcuni elementi di chiarezza giuridica e ad evidenziare alcuni punti “critici” che costituiscono ancora “zone d’ombra” a causa di persistenti contrasti interpretativi da parte della giurisprudenza.


-Cenni legislativi !!!

L’art 10 del testo unico stabilisce che il Consiglio di circolo o
d’ istituto delibera sull’adozione del regolamento interno, ” la vigilanza degli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola, nonché durante l’uscita dalla medesima “.
Dunque, gli insegnanti in genere sono responsabili dei danni causati a terzi, del fatto illecito dei loro allievi nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza( esistono molteplici interpretazioni giurisprudenziali).

-Esenzione della culpa in vigilando !!!

La presunzione di colpa del personale può essere superata soltanto quando si può dimostrare di aver adeguatamente vigilato, ovvero si dia la prova del caso fortuito dell’evento.
Dal punto di vista penalistico l’insegnante (di una Scuola statale o paritaria), nello svolgimento della sua attività professionale, è equiparato al pubblico ufficiale, anche se, nell’ipotesi di responsabilità per culpa in vigilando lo stesso non risponde più personalmente verso terzi, ma risponde direttamente l’Amministrazione sulla quale grava la responsabilità civile delle azioni risarcitorie, eccetto rivalsa dello Stato nei confronti dell’insegnante, per dolo o colpa grave.
La responsabilità di vigilanza è percorsa entro due “confini”:
Tempo entro il quale si svolgono le attività didattiche, di refezione, ricreative e di fruizione dei servizi;
Spazio di limitazione territoriale, che rimanda all’edificio scolastico, compresi gli spazi esterni, ma di pertinenza della scuola.
La culpa in vigilando deriva da un atto omissivo da parte del docente che non ha valutato in modo adeguato il grado di prevedibilità dell’evento, inversamente proporzionale a quello di inevitabilità.

Custodire l’altro è anzitutto vigilare sul proprio cuore.
(Papa Francesco)

Felice Antico

La pinacoteca di Dalì…Leonarda Brancato!

Passeggiare per le strade della città, approfittando delle soleggiate giornate di inizio autunno, è sicuramente una delle attività preferite dai gatti di strada. Quella mattina il nostro amico Dalì, se ne stava al parco, crogiolarsi al tiepido sole di fine settembre, quando pensò di zampettare fino al mercato. Con un po’ di fortuna magari approfittando di una svista di Mario, il pescivendolo che era solito distrarsi per chiacchierare animatamente con le sue clienti, sarebbe riuscito a sottrarre una sogliola fresca di giornata dal banco del pesce. Ma come succede in un autunno di tutto rispetto, all’improvviso il cielo divenne plumbeo e l’azzurro lasciò il posto a nuvole cariche di pioggia. E fu così che per evitare di inzupparsi il nero mantello, il nostro amico a quattro zampe, decise di rifugiarsi all’interno della Pinacoteca di Tertuliaweb e aspettare lì che smettesse di piovere. Poteva ingannare l’attesa osservando i quadri esposti nelle Sale, pensò. Così, cercando di evitare di incappare tra le grinfie del custode Beppe, sgattaiolò furtivamente dentro la porta d’ingresso e cominciò ad ammirare le opere d’arte appese nelle Sale.

Certo che era davvero uno spettacolo per la vista!! Un tripudio di colori nelle tele raffiguravano il mare, paesaggi innevati, fiori, luoghi incantevoli e tutto quello che di più straordinario avessero mai visto i suoi occhi da micio randagio: ( quadri )Ma intanto che girovagava per la Pinacoteca ammirava estasiato i quadri alle pareti, ecco che dalla finestra fece capolino un raggio di sole. E ricordandosi della sogliola da recuperare per il suo pranzo, sgattaioló lesto fuori in strada per dirigersi di corsa al mercato e ripromettendosi di ritornare ancora una volta ad ammirare le opere dei nostri bravissimi artisti. L’appuntamento con la Pinacoteca di Tertuliaweb è per la prossima settimana, per emozionarci ancora ammirando nuovi quadri da sogno in compagnia del nostro amico Dalì!!! Leonarda Brancato 

Madonna della scala di Nicotera, olio su tela
30×40 cm di Elisa Campisi
Venezia-olio su tavola.80×60…senza rumore di motori..solo vele..e il vento..e remi che accarezzano l’acqua…😀…altri tempi!
di
Cesare Scarpa
VITA E MORTE

TECNICA:OLIO E ACRILICO SU TELA

DIMENSIONE: 80X40

ANNO:2016

La morte… come parte integrante della vita di Marcella Molea
Tela 30×40 in acrilico , Il mondo che vorrei di Cinzia Corti
Scale
2015
Acquerello su carta
41,5×56 cm Paola Passantino
Natura morta
Olio su tela
50×60cm di Greta Tahiraga
OLIO SU TELA
Paesaggio misura 150 x 90 cm
di Lallo Tatoo Moschetti

I segreti di nonna Peppa!…

Nonna Peppa e Nena giardiniera, se c’è il sole, corrono subito in giardino, cesoie sempre in mano, per potare e strappare erbacce, seminare e piantare fiori e bulbi. Quando i nuvoloni grigi avanzano alti in cielo ,oscurando le giornate, le due donnine pensano di trascorrere qualche ora di relax in cucina, con ricette da sperimentare, imbastendo una gran cena. Pomodorini carnosi, ancora grondanti dell’energia del sole, pane impastato al mattino presto,cotto a puntino da Licchio il ” fornellicchio”… un filino d’olio, verdura cruda e cotta da companatico, insomma una cena succulenta con l’ allegria di un bicchierino di frizzantino. Il grande orto contribuisce, regalondo verdure in quantità, ma anche le galline donano uova freschissime a iosa. Nonna Peppa così amicona e festaiola, condivide le sue  ricette soltanto con Nena la giardiniera. Facili e meno facili, alcune da preparare in estate e da conservare per l’inverno,  in previsione di inviti futuri. Il coniuge, compare Ritornello, assaggia e dispensa commenti non sempre benevoli! Questa settimana Nena la giardiniera e Nonna Peppa hanno pensato di rivisitare dal quadernetto ingiallito, la “conserva dei diavolicchi” ; la nonnina cerca e ricerca , sfogliando avanti e indietro, la  pagina secca che è un tutt’uno con le altre e segna il tempo trascorso, nella memoria e nei sapori.

Conserva di diavolicchi

Cornaletti rossi tagliati a rotelle, sedano a pezzetti, sale e olio q.b .

Aglio a fettine sottili.

Cottura 35′ o 40 ‘ 

Raffreddare e conservare nei vasetti sterilizzati, si coprono con una coperta finché non si raffreddano e si conservano in dispensa.

P.S.Nonna Peppa non utilizza la bilancia per dosare, si serve del suo intuito…

“L’intuito è  è come uno strumento divinatorio, come un cristallo attraverso il quale si vede con misteriosa visione interiore.”

Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi, 1992

Marilù Murra

Foto gallery di F. Antico!

È attraverso una serie di fotografie, in parte inedite, ritrovate e recuperate nell’ oblio del tempo, che i nostri amanti della fotografia hanno messo a disposizione  una vera e propria raccolta  fotografica virtuale per noi. Si dice che una  foto  permetta di far capire una persona, la sua natura intima, che fa di lei quello che è…E questo è! ciò che i nostri amici  hanno voluto esprimere con i volti di persone care, luoghi , cicatrici e strappi dell’anima fermati con un click . Immagini che suscitano ricordi ed emozioni di chi li ha vissuti personalmente e li ha fermati nel tempo . Con le loro silenti  parole, spontanee e semplici, che si chiamano opere d’ arte fotografiche hanno regalato la loro vita, il lavoro, i ricordi di momenti lontani,  desideri e progetti di un prossimo futuro, a chi le ammira con occhi meravigliati.

Coltivare la memoria del passato ci aiuta a continuare a vivere la linea del tempo.

Marilù Murra
Catia Semeraro
Catia Semeraro
Catia Semeraro
Sabrina Brioli
Sonia Cerutti
Tiziana Megna
Domenico Comparato
Tiziana Megna
Sonia Cerutti
Sonia Cerutti
Sonia Cerutti
Tiziana Megna
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Domenico Comparato
Sonia Cerutti
Sabrina Brioli
Domenico Comparato
Irene Nestola
Sonia Cerutti
Sabrina Brioli

Per me, la macchina fotografica è un libro di schizzi, uno strumento di intuizione e spontaneità.

(Henri Cartier-Bresson)

Appuntamento alla prossima settimana … con un click!

Gli Aforismi di Leonarda Brancato…

“La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è il desiderio divenuto saggezza; l’amore non vuole possedere; vuole soltanto amare.”

L’ angolo della poesia…di Marilù Murra

Il linguaggio poetico nasce quando qualcosa della realtà ci colpisce, una forte emozione ci attanaglia. … Le parole si trasformano,dando vita a ciò che è dentro l’ anima, il poeta concretizza la propria realtà. Ecco che un testo poetico,breve o lungo che sia,comincia a prendere forma, a sorgere prepotente nella propria mente.

Luisa Di Francesco
Roberta Alberti
Rossella Patti
Salvatore Malfitano
Angela Natilla
Assunta Tammaro
Maria Mollo
Marilù Murra
Beatrice Di Paola
Andrea Pietralunga

La poesia non deve essere un’arma,
deve essere un abbraccio,
un’invenzione,
uno scoprire negli altri
quello che accade dentro.
Una scoperta,
un respiro,
un’aggiunta,
un brivido.
(Gloria Fuertes)

Un caloroso ringraziamento ai nostri poeti ,a cui diamo appuntamento alla prossima settimana!!!💐💐💐

Cor- responsabilità!!! azione educativa o condivisione? di F.Antico.

Che cos’è il patto di corresponsabilità?

È compito della scuola far acquisire non solo competenze ma anche sviluppare la sfera cognitiva e metacognitiva del discente. Formare cittadini attivi che abbiano coscienza di identità, appartenenza e responsabilità. Il Patto educativo di corresponsabilità è “un’alleanza educativa” tra famiglie, alunni ed operatori scolastici, dove tutte le parti assumono impegni e responsabilità e condividono regole e percorsi di crescita; scuola e famiglia si identificano nel medesimo ruolo.

Come?

mantenendo rapporti costanti nel tempo e nel rispetto dei ruoli, nel tentativo di evitare che i momenti di contatto tra scuola e famiglia siano sporadici o vengano attivati nei momenti di criticità. L’emergenza che sta vivendo la Comunità Educante e la trasformazione delle ordinarie modalità di svolgimento delle attività didattiche, rendono necessaria una proficua collaborazione tra le parti per salvaguardare il benessere psicofisico di tutti. Nel corso dell’anno scolastico, i genitori (o titolari di responsabilità genitoriale) sono chiamati a conoscere e rispettare le “precondizioni” per la presenza a scuola del proprio figlio.


I genitori devono ...


– essere a conoscenza delle vigenti misure di contenimento del contagio;
– dichiarare che il figlio/a, o un convivente dello stesso all’interno del nucleo familiare, non è sottoposto o non è stato sottoposto alla misura della quarantena ovvero che non è risultato positivo al COVID-19 ovvero e che da 14 gg. non è a contatto con persone contagiose;
– impegnarsi a trattenere il proprio figlio/a al domicilio in presenza di febbre pari o superiore a 37,5° o di altri sintomi simil – influenzali (es. tosse, raffreddore, congiuntivite) e di informare tempestivamente il pediatra o il MMG e il coordinatore di classe della comparsa dei sintomi o febbre.
– essere consapevoli ed accettare che, in caso di insorgenza di febbre pari o superiore a 37,5° o di altra sintomatologia (tra quelle sopra riportate), il personale scolastico provvederà all’isolamento immediato del minore e ad informare immediatamente i familiari che provvederanno a ritirare l’alunno da scuola.
– essere consapevoli che il proprio figlio/a dovrà rispettare le indicazioni igienico sanitarie all’interno della scuola nonché le altre regole finalizzate alla prevenzione del contagio da Covid-19;
– esibire il green pass qualora debbano accedere alle strutture delle istituzioni scolastiche (D.L. 122 del 10 settembre 2021);
– recarsi a scuola soltanto per motivi eccezionali e indifferibili, non risolubili a distanza tramite telefono, email, o video etc.

– sostenere e controllare i propri figli nel rispetto degli impegni scolastici;
– vigilare sulla regolare frequenza e sulla puntualità dell’ingresso a scuola dei propri figli, giustificando tempestivamente le assenze il giorno del rientro;
– aggiornarsi su impegni, scadenze, iniziative scolastiche, prendendo visione delle comunicazioni scuola-famiglia (cartacee o su web).

– prendere visione delle valutazioni relative alle prove scritte, grafiche e orali riportate su RE o diario personale



La scuola si impegna:


– ad adottare tutte le misure di prevenzione e di protezione volte al contenimento del rischio di contagio, nonché le misure di gestione di eventuali casi COVID-19 o sospetti in modo da limitare, per quanto possibile, la diffusione dell’infezione.
– far osservare scrupolosamente al personale operante all’interno dell’istituzione scolastica ogni prescrizione igienico sanitaria e a recarsi al lavoro solo in assenza di ogni sintomatologia riferibile al Covid-19.
– adottare tutte le prescrizioni igienico sanitarie, tra cui le disposizioni circa il distanziamento.
– non promuovere attività che comportino il contatto tra diversi gruppi di alunni eccetto in laboratori predisposti.
– richiedere l’esibizione del green pass al personale scolastico (D.L. 111/2021), oppure a chiunque acceda all’ edificio (D.L. 122 del 10 settembre 2021);

– garantire la massima trasparenza in ogni attività e decisione;
-sostenere un rapporto di relazione aperto al dialogo e alla collaborazione ;
– promuovere la formazione di una maturità orientativa in grado di porre lo studente nelle condizioni di operare scelte autonome e responsabili;
– informare gli alunni degli obiettivi educativi e didattici, dei tempi e delle modalità di attuazione;
– esplicitare i criteri per la valutazione delle verifiche orali e scritte;
– comunicare le valutazioni delle prove scritte, grafiche e orali tramite il libretto personale e/o RE dello studente;

Gli allievi si adoperano a

– conoscere e fare propri i diritti e i doveri espressi nello Statuto degli studenti e nel Regolamento d’istituto;
-tenere un contegno corretto e rispettoso nei confronti di tutto il Personale della scuola e dei propri compagni;
-usare un linguaggio consono all’ambiente educativo in cui si vive e si opera;
-presentarsi a scuola con un abbigliamento adeguato all’ambiente;
-presentarsi con puntualità alle lezioni;
-spegnere i telefoni cellulari durante le ore di lezione;
evitare di provocare danni a cose, persone, suppellettili e al patrimonio della scuola.

“Una comunità che cresce “con” loro, e non solo per loro; educa gli adulti del domani”

Appuntamento alla prossima puntata…

Felice Antico

Mondo Scuola

Mondo Scuola 

Ogni Lunedì, il nostro spazio sarà occupato da…Mondo Scuola

Che cos’è la Scuola oggi, dal punto di vista della normativa e quanti lavoratori novizi, genitori e alunni si imbattono in un mare magnum sconosciuto.

Si occuperà della nostra finestra sul Mondo Scuola,un adepto; una persona che ha visto la scuola dal punto di vista sindacale ma anche come parte integrante di questa realtà.

“Il mondo può essere salvato solo dal soffio della scuola.”

(Talmud)

Un vademecum per personale – genitori – alunni – che si pongono domande, talvolta irrisolte  o silenti, che amplificano tensioni e titubanze. Tra qualche giorno suonerà la prima campanella del nuovo anno scolastico, un nuovo viaggio con tanti passeggeri a bordo e molte mete da raggiungere. 

Il mio spazio, sarà una scialuppa di salvataggio, che traghetterà ogni settimana  passeggeri differenti, l’ equipaggio delle nave non abbandonerà il naufrago.

                                Felice Antico

Tertulia

Con il termine tertulia, in italiano circolo, in spagnolo si indica una riunione, informale e periodica, di persone interessate a un tema o a un ramo concreto dell’arte o della scienza, della cultura, per discutere, informarsi o condividere idee e opinioni. In generale la riunione ha luogo in un caffè, e vi partecipano di solito persone dell’ambito intellettuale. È una tradizione di origine spagnola e si mantenne radicata fino a circa la metà del XX secolo nelle ex colonie divenute indipendenti dall’impero spagnolo. I partecipanti sono detti contertulios. I nostri “contertulios”, noi li ospitiamo nel nostro spazio viruale.

I frequentatori abituali della tertulia sono denominati tertulianos o contertulios. Una tertulia di buon livello suole essere uno strumento educativo – la prima cosa che vi si apprende infatti è tolleranza e senso critico. D’altra parte, una tertulia permette agli interessati a un tema di fare amicizia e di stringere relazioni con quelli del loro settore e di arricchire la loro cultura, e ai neofiti di apprendere dai più esperti e di conoscere informalmente le persone del loro ambiente. La tertulia è un incontro, solitamente collocato dopo pranzo o dopo cena, nel corso del quale ci si scambiano notizie, curiosità, su vicende “di Arte Spettacolo Cultura Benessere e Scuola” come iniziative -incontri virtuali , oppure si raccontano aneddoti .

“Vera comunicazione ha luogo soltanto fra persone di uguale sentimento, di uguale pensiero.”
NOVALIS

“L’ inganno” di Diego Zilio… recensione di Elisabetta Bonaudi!

Ogni persona prima o poi durante il corso della vita, attraversa delle fasi critiche. Questo è quello che accade a Giorgio, un tretanovenne, sposato con Silvia e padre del piccolo Michele, nonché stimato dirigente.
Trovatosi all’improvviso, a causa di una ristrutturazione aziendale, senza lavoro, non sapendo come dirlo a sua moglie, inizia a compiere azioni ” di copertura “, trascorrendo intere giornate al bar o nei centri commerciali.
Grazie ad un corso auto-motivazionale, decide che è arrivato il momento di realizzare un suo progetto editoriale lasciato in sospeso da anni e per velocizzare la pubblicazione del suo manoscritto, si firma come Niccolò Ammaniti.
Nel frattempo però, avendo a disposizione parecchio tempo libero, ha il sospetto che Silvia lo tradisca col suo caro amico Marcello.
Questo fatto innesca in lui una situazione psicologicamente difficile da gestire, sentendosi da un lato sopraffatto dal dolore e contemporaneamente animato dal desiderio di vendicarsi.
L’inganno non è solo uno, ma Diego Zilio fa riferimento a più inganni: quello legato alla truffa editoriale, quello riguardante la sfera familiare e quello lavorativo.
Il testo è scorrevole, si legge davvero velocemente complice il fatto di voler sapere come va a finire la storia tra i due; una narrazione che procede ad un ritmo costante, grazie anche a un linguaggio semplice e mai banale.
L’autore attraverso Giorgio e Silvia, disegna un ritratto perfetto e preciso della coppia in crisi, non ci dice che ipocritamente andrà tutto bene.
LEI è una donna di trentasette anni dall’aspetto giovanile e ancora piacente, quella che da adolescente si vantava con le amiche delle sue avventurette sentimentali e che una volta sposata, si è dovuta adattare al ruolo di moglie e mamma modello, rinunciando ad essere se stessa e finendo così per non riconoscersi più.
LUI invece è il classico padre di famiglia rispettabile, che dopo aver perso il lavoro viene travolto da un senso di smarrimento, angoscia e frustrazione derivanti dallo spettro della decadenza dello status economico che era abituato ad avere e che lo spingerà a compiere atti eticamente e moralmente discutibili.
La crisi personale è spesso un catalizzatore di rinnovamento, tanti sono i cambiamenti che la persona affronta attraverso i successi, i fallimenti, gli amori e le delusioni.
Questo è un processo faticoso ma necessario per riprendere in mano la propria vita, cosa che i nostri protagonisti faranno.
L’ho trovato un romanzo completo ed intenso, che porta a fare le dovute riflessioni su chi siamo e cosa vogliamo veramente.
Diego Zilio, padovano, classe 1980, laureato in lettere e filosofia, giornalista di professione collabora con “Il Mattino” quotidiano della sua città.
Ha pubblicato con Panda Edizioni nel 2010 “L’undicesimo pensiero “, una raccolta di racconti, così come “Paris brucia” (Alcheringa 2013). Sempre con Panda Edizioni ha scritto il suo primo romanzo “L’unico giorno del mondo “.
“L’inganno” è il suo quarto libro di narrativa, uscito nel 2021 edito da Castelvecchi.
Elisabetta Bonaudi

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Secondo la legge del karma, ogni persona che arriva nella nostra vita non lo fa per caso e ogni nostra azione, per quanto piccola, ci rende grandi per quello che diamo e non piuttosto per ciò che riceviamo.
Pertanto, dovremmo sempre ricordarci che ogni gesto da noi compiuto si ripresenta anche dopo tanto tempo e che bisogna agire secondo il principio che ogni male che cagioniamo conduce a un altro male, proprio come un bene conduce a un altro bene.

Jacopo da Ponte, detto Jacopo Bassano
(1510-1592)
“San Martino col mendicante e Sant’Antonio Abate”, (1580 c.)
Olio su tela, cm 167×105.
Bassano del Grappa, Museo Civico.

Silenzi assordanti

Sfidare uno sguardo intrepido

Che si ostina in un atteggiamento arrogante ti induce ad un silenzio assordante.

L’eco, il  rumore profondo, il brontolio dell’ esasperato io  rimbomba in un mondo distopico, destati in  un ambiente caotico,percorri un viaggio tra i ricordi ingialliti e riporti sdruciti che riposano nei silenzi infiniti.

Ci sono  momenti in cui pensi di non poter parlare con nessuno,

 perché ti sentiresti inopportuno.

Quel qualcuno  non capirebbe ma scalfirebbe.

Ergi un muro di pace che non è assenza ma semplicemente resilienza,  una forma di autoprotezione per celare ogni tua sensazione.

 Se nessuno conosce i tuoi pensieri,  eviterai tutti i dispiaceri,il silenzio diventa un privilegio e la tua vita non sarà un sacrilegio, rivolgerai un’ apoteosi di sguardi radiosi e fulgidi, ascolterai soltanto te stesso se ogni segreto nel tuo cuore rimarrà impresso.

I silenzi assordanti son parole ridondanti,mute, urlano emozioni  disarmanti , paralizzano gli spiriti doloranti e svegliano luce che cattura ogni dono da esibire e non infierisce  quell’ espressione stravolta dalla rabbia che altera un volto, come se fosse chiuso  in una gabbia.

07/05/2022

Marilù Murra

Giorgio de Chirico, Le muse inquietanti (1925 [1947]; olio su tela, 97 x 67 cm; Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea)

Gli aforismi di Leonarda Brancato

La saggezza è quello scrigno dentro al quale abbiamo messo in serbo ciò che a nostre spese o a nostro beneficio abbiamo imparato dalla vita e dove custodiamo le esperienze di cui abbiamo fatto tesoro, traendo minuziosamente esempio dalle vicissitudini della vita degli altri.

(Leonarda Brancato)

Marinus van Reymerswaele, (1490-1546) 
“Il cambiavalute e sua moglie”, (1539)
Olio su tavola, 83 x 97 cm
Museo del Prado, Madrid

Libertà! quella strana verità.

Libertà e’ un boccone amaro   ingerito  da una bocca di miele che non cela un cuore di fiele, e’ il  sapore di una parola gentile che non suscita lamentele.

Libertà è un’ ancora di salvezza in riva  al mare burrascoso sfiora   un movimento ondoso e sfiora una dolce brezza.

Libertà e’ un abbraccio silente che sprigiona quella personalità caliente, sposa istanti di quotidiana felicità e si incrocia sul  viatico di una dissoluta’  affinità, spesso aiuta a superare ogni banalità.

Libertà e’ quel  benessere che  trasforma le grigie  nuvole  in  favole, libra in un cielo come sogno profondo  e arranca un legittimo bisogno.

Libertà è quel carburante creativo che ti rende sempre attivo, un valore senza  apprensione e memore che la tua  libertà, non debba essere un altrui tensione.

Libertà e’ potere unico,ricco di piacere, ma e’ semplicemente la dote di un giocoliere ,  dono di libertà dovrebbe essere una sana verità universale e non una spina nel fianco brutale.

Libertà e’ cibo di perfezione in  un mondo di rara bellezza, dove aleggia  un’ incognita di dissolutezza e prevale 

una misera stanchezza.

Libertà e’ una strana verità senza filtri, menzogna e trappola, stilla  quando i pensieri altercano nella mente,indossa l’ abito da moviola per  far alimentare una  fiaccola sgomenta, lenta e tacita arde in 

un’ atmosfera che annienta, ma rediviva adorna  la lealta’ ed imbruttisce la disonesta’ .

“Bedtime aviation”, Rob Gonsalves, 2001, olio su tela

GLI AFORISMI di LEONARDA BRANCATO



Se siete convinti che amare significa necessariamente essere l’unico e costante pensiero nella mente di qualcuno, allora il vostro non è amore. È soltanto il desiderio dettato dal vorace egoismo di essere pensati.

(Leonarda Brancato)

Artemisia Gentileschi, (1539-1656)
“Giuditta che decapita Oloferne”, (1620 ca.)
Olio su tela, 199×162,5 cm
Galleria degli Uffizi, Firenze.

Un amico, due anime!

Un amico è sincero e disinteressato per te supererebbe ogni ostacolo,
ti fa parlare ,ti dona consigli e ti accetta per quello che sei , soprattutto non salva innocenti ed incastra rei .


Agisce con maestria e abilità,
senza esitare, ti guarda negli occhi e comprende i tuoi blocchi, è importante distinguere gli amici dai conoscenti,i primi sono sempre coerenti ,i secondi curiosi e impazienti .

Il vero amico non ha avversione né assuefazione alle tue parole, anche quando il suo cuore duole .


Nel momento del bisogno, ogni dolo diventa un sogno,
un migliore amico non ti annienterà e non ti lascerà soffrire da solo, perché è certo che in due si spicca il volo.

L’ amico ti difende anche quando non lo sai, perché tra le due entità
c’ è un tacito accordo per ridere assai, del resto così , ogni rapporto sarà onesto e anche un sano litigio non farà testo .

Un amico è un tesoro, è prezioso come l’ oro, affievolisce le pene e condivide le gioie terrene;
un amico saggio perdona nel disagio ed illumina con un umile raggio .

Un vero amico ha due anime, è una persona con cui si può essere sincero e non essere un angusto prigioniero.
L’amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce, ricordati di ammonirlo in segreto e lodarlo tra il pubblico lieto .


Due amici son anime fuse con cuore e mente,l’ amico è un essere
clemente, dona mitezza e si paventa indulgente in ogni espressione e con profonda comprensione.

25/04/2022
Marilù Murra

Picasso realizzò “Amicizia”, datato appunto 1908, oggi conservato all’Ermitage di San Pietroburgo.

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Spesso ci tormentiamo per non esserci trovati nel posto giusto al momento giusto, pensando che il nostro intervento avrebbe potuto assicurare la serenità di coloro che ci stanno a cuore.
Dovremmo ricordarci invece che non siamo per nulla onnipotenti, tant’è vero che
in molte circostanze della nostra vita, nemmeno da protagonisti, siamo stati in grado di assicurarci quella contentezza che eppure era la nostra.

(Leonarda Brancato)

Julien de Parme (1736-1799)     
Pseudonimo di Bartolomeo Ottolini o di Jean-Antoine Julien
“Giove e Teti”, (1760 circa) 
Olio su tela  
Palazzo Pitti, Galleria d’Arte Moderna.

Ombre allo specchio di Màrilu’Murra

Chi sono?

un riflesso di momenti frantumati,
l’ immago che sorride nei trambusti e rende l’ iride in un arcobaleno di colori angusti.

Chi sono ?

un’ ombra grigia, sfumata e polverosa in un cuore smarrito e uno spirto dal volo spiccato.
Si muove in un mondo ameno di falsa concordia ma proficuo di incessante discordia, inganni ed ipocrisia elargiscono fallace cortesia,nessuna eloquenza profuma di onesta coerenza.

Chi sono ?

un’ anima fragile e ribelle che indossa virtù belle,non una forza che sfida la sorte,convive pacificamente con un silenzio prezioso che ne fan spesso un essere decoroso , resiste a fatiche ed avversità dietro ad un’ apparente cecità.

Chi sono ?

un’ immagine riflessa che nella pace dei pensieri,auspica determinazione, rifugge una crescente tribolazione e richiama un monito laconico di resilienza con maestria e coerenza .

Chi sono ?

una coscienza con cuore, attenta a non perdere pudore, un occhio vigile che ammira uno specchio senza timore. Talvolta
un riflesso ricettivo con un nome per antonomasia che sviluppa angosciosa fobia, talvolta note, voci celate,con lacrime infuse, talvolta un fievole palpito confuso, confermato da luci soffuse.

Chi sono ?


un essere umano, dalle reazioni esplosive che suscita energia avvincente e si ancora disperatamente all’ affetto coinvolgente .

Chi sono ?

specchio, ombra,anima immagine, coscienza, occhio, essere, che libra sospeso in aria, che rifugge dall’ altrui compagnia e preferisce una tana solitaria, non un asociale eremita ma un’essenza che ha lambito diverse volte la sanguinante ferita; smarrito, predilige spostarsi faticosamente e protrarsi in quella trappola misteriosa del tempo, che scorre lentamente nell’ estremità del burrascoso lembo.

18/04/2022
Marilù Murra





Auguste Toulmouche vanità 1889

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Non sminuiamo la bellezza e il successo dell’operato altrui soltanto perché non è il nostro o perché non siamo stati altrettanto abili. È vano lasciarsi sopraffare dal sentimento dell’invidia, poiché non serve certamente a farci acquisire delle qualità che, per natura o per pigrizia, non ci appartengono.

( Leonarda Brancato)

William-Adolphe Bouguereau, (1825-1905)
“Dante e Virgilio all’Inferno”, (1850)
Olio su tela, 280.5×225 cm
Musée d’Orsay, Parigi

I colori della primavera di Marilù Murra

Un pesco in fiore sorride al primo bagliore , il mandorlo decora la natura con cura. Lo sguardo curioso si divincola dal gelo insistente e sfuma i colori di una stagione accogliente.

L: erba tenera è un pasto delizioso per un gregge fazioso, appena recisa emana un odore forte, dopo il temporale si diffonde l’ effluvio della terra , la rugiada brilla sul prato incolto , il candore del passante attraversa l’ inerzia di ogni desiderio sepolto.


Il profumo della rigogliosa vegetazione lambisce le amare note del tempo e suscita un profondo sentimento .

La capinera prudente, sbocconcella con ardore e un canto melodioso gorgheggia nell’ aria con amore, un profumo di rose, gardenie e magnolie, inebriano campi e giardini e scostano il gelido magone.

La natura si risveglia, gli animali escono dalle loro tane, gli alberi danno i primi frutti, le campane suonano a festa e la pace sia desta, siam tutti fratelli, non esaltiamo orpelli ,uniti dobbiamo condividere pesanti fardelli.

Verde bianco e rosso sono i colori della primavera che con amore incarnano l’ emblema della nostra bandiera, a braccetto con il giallo e rosa dipingono una scena fantasiosa ed infine con il glicine realizzano una stagione fragorosa.

Claude Monet, Primavera, 1886

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Provate a immaginare come sarebbe stata la nostra vita senza che avessimo mai commesso alcun errore.
Se è vero che ci saremmo potuti vantare di avere mantenuto una condotta indubbiamente irreprensibile, è anche vero che l’intero corso della nostra esistenza, oltre a risultare verosimilmente perfetto, ci sarebbe oltremodo apparso come assolutamente noioso e prevedibile.

Augustus Leopold Egg (1816-1863)
“The Travelling Companions” (1862)
Olio su tela, 65,3×78, 7cm
Birmingham Museum and Art Gallery

Caino e Abele di Marilù Murra

Ci sono tormenti che si tramutano in silenzi annegati in taciti assenzi, sono danze chimeriche tra il sommerso e il vecchio irrisolto, che muovono le fila di un bisogno stolto.


Si cammina in bilico come i funamboli, in un complesso di squilibri, gli equilibri sono intricati e talvolta incombono veleni consolidati .


Ci si muove liberamente senza smarrire la via , in un mondo
fragile, pieno di insidie e minacce per vivere con se in armonia.


Bisogna virare pericolosamente e suo malgrado, tuffarsi nel vortice di un violento tornado, senza farsi tarpare le ali, incoraggiare una dimensione di sano egoismo, che non sia narcisismo o estrema seduzione.

Con estenuazione si attraversa un terreno fangoso che non sarà mai un piacere grazioso , con occhi profondi si scava nell’ acquitrino e si appura di non specchiarsi con Caino ma nel soffio evanescente di Abele, che non era un essere crudele.

Caino e Abele eran fratelli che han combattuto cruenti duelli ,Caino era un agricoltore e Abele un pastore, l’ ira e la gelosia provocò in loro eterna amnesia, che li divise, così Caino il sangue fraterno uccise .

I due fratelli vivevano in una babele, erano uno un peccatore e l’ altro un traditore, non si biasimavano e non percepivano tra loro, un fraterno calore .


05/04/2022
Marilù Murra

La seguente opera d’ arte …Autore
Tintoretto
Data
1550-1553 circa
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
149×196 cm
Ubicazione
Gallerie dell’Accademia, Venezia

Un tempo fugace di Marilù Murra

In un rigoglioso manto zampilla acqua fresca,
una manina laboriosa si rinfresca,
appare un prodigio dopo una miriade di giorni che hanno accolto un manto grigio.

Scandisce un ‘allegra danza
che ogni ragazzino volteggia con esuberanza, non vi sono shiamazzi da cortile ma un aria gentile in una brezza primaverile.

Fan capolino boccioli di papaveri e margherite che cancellano le tetre zolle sbiadite, ogni albero si colora a festa e di novelli frutti ne colma ogni cesta.

Donna Primavera emana un intenso odore ed infonde un tiepido calore ,adulti e piccini si risvegliano da un torpore profondo e odono suonare un violino giocondo .

È fantasia o presunta magia?

Un fascino suggestivo preannuncia un nuovo arrivo , lo sciabordio del mare che si fa rimbalzare in una conchiglia,sembra essere uno spedito battito di ciglia , mentre la ruota del tempo ancora un’ altra foglia gialla nuovamente librerà.

Le sfumature del tempo sono ciclicità tutte han delle affinità,sono esperienze e sensazioni , che in ogni istante offrono preziosi doni .

Poi riecco messer inverno
pare esser eterno
barba bianca,freddo e pioggia non manca ,ognuno s’ accoglie nelle dimore ma c ‘ e’ un vecchietto nella coltre del freddo ,ricorda fratello di tendere la mano ,lui è un errabondo senzatetto.

28/03/2022
Marilù Murra

Ph web

Un tempo fugace di Marilù Murra

In un rigoglioso manto zampilla acqua fresca,
una manina laboriosa si rinfresca,
appare un prodigio dopo una miriade di giorni che hanno accolto un manto grigio.

Scandisce un ‘allegra danza
che ogni ragazzino volteggia con esuberanza, non vi sono shiamazzi da cortile ma un aria gentile in una brezza primaverile.

Fan capolino boccioli di papaveri e margherite che cancellano le tetre zolle sbiadite, ogni albero si colora a festa e di novelli frutti ne colma ogni cesta.

Donna Primavera emana un intenso odore ed infonde un tiepido calore ,adulti e piccini si risvegliano da un torpore profondo e odono suonare un violino giocondo .

È fantasia o presunta magia?

Un fascino suggestivo preannuncia un nuovo arrivo , lo sciabordio del mare che si fa rimbalzare in una conchiglia,sembra essere uno spedito battito di ciglia , mentre la ruota del tempo ancora un’ altra foglia gialla nuovamente librerà.

Le sfumature del tempo sono ciclicità tutte han delle affinità,sono esperienze e sensazioni , che in ogni istante offrono preziosi doni .

Poi riecco messer inverno
pare esser eterno
barba bianca,freddo e pioggia non manca ,ognuno s’ accoglie nelle dimore ma c ‘ e’ un vecchietto nella coltre del freddo ,ricorda fratello di tendere la mano ,lui è un errabondo senzatetto.

28/03/2022
Marilù Murra

Ph web

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Tra tutte, la primavera è senza dubbio la stagione che predispone l’animo alla gioia di vivere. Al suo arrivo, siamo pervasi da una sorta di ottimismo che ci lascia intendere di essere simili ai fiori che fanno capolino dalle zolle di terra.
Finalmente pronti ad avere la meglio sul torpore di un qualsiasi gelido e lungo inverno.

(Leonarda Brancato)

Vincent van Gogh (1893-1890)
“Iris”, (1889)
Olio su tela, 71×93 cm
Getty Museum, Los Angeles

Voci mute di Marilù Murra

Voci mute si aggrappano in un assordante silenzio ,si ode un rombo e un boato, un sospiro profondo travolge un giovine adirato.

Dipinge con tempere colorate questo mondo screanzato che non lascia scampo al vivere giocondo , solingo rimane inerme nel suo silenzio fragoroso e la notte infrange il suo pensiero chiassoso .

Spunta l’alba, bianco e’ lo spuntar del sole ,la sua voce rotta dal pianto, non preannuncia un giorno di incanto, aleggia la morte nei suoi occhi spenti che ammaliano con portamenti ridenti.

Vorrebbe allungare la mano con il palmo volto verso l ‘ Alto, la ritira e stinge il pugno ,serra le dita e si chiude nella quiete della solitudine,
vorrebbe urlare per alleviare il dolore
ma mente per celare il pudore .


Corre per ricominciare,si allontana dai soprusi per dimenticare ,attacca per istinto, osserva l’ orizzonte variopinto,approfitta del ritmo sinuoso , recupera un fil di voce nel profondo
riposo; filtra le urla di un terreno fangoso e avanza in un silenzio misterioso.

21/03/2022
Marilù Murra

Il Silenzio è una delle opere più significative di Giorgio Kienerk e ci trasporta agli inizi del Novecento, quando gli artisti esploravano l’imperscrutabile per cercare di sopportare meglio le avversità del reale.

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Trascorriamo buona parte della nostra vita a provare un inutile rancore per ciò che ci ha impedito di essere felici, dimenticando che, in ogni mancata occasione, abbiamo inconsciamente studiato una strategia per raggirare gli eventuali ostacoli alla felicità del tempo che ci rimane.

Leonarda Brancato

Demetrio Cosola (1851-1859)
“Lezione” (1891)
Olio su tavola, (95×185 cm.)
Galleria Civica d’arte Moderna e
Contemporanea (Torino)

Un sonno fallace di Marilù Murra

Una fioca luce spegne un sonno fallace,
danza il rumore dei pensieri,
sulle ali di una notturna falena,
effluvio e ombra leggiadra, balena nella dimora amena.

Notte insonne,amara di emozioni,
in un groviglio di silenzio
erompe nel buio, stringe nelle mani la fragilità in cerca
d'inestinguibile verità.

In uno squarcio di cielo nero
grida alto un rapace austero,
si espande in vertiginose emozioni,si disperde fugace,
in scompigliate conciliazioni.

L' inquietudine e'
presagio infernale
di una sconcertante
vibrazione fatale, è
frenesia vagante,
prigioniera di una quiete agghiacciante.

Non tarpare le ali
di una farfalla impazzita,
lasciala volare!
a lungo ha vissuto
la vita di crisalide scalfita,
non sfaldare l'eco di una roccia frantumata ,aleggia una leggera
brezza rovistata a ragionevolezza.



15/03/2022
Marilù Murra

Gli aforismi di Leonarda Brancato

È inutile cercare risposte riguardo l’amore.
In tale sentimento non c’è niente di logico, piuttosto esso ha la facoltà di esistere e di resistere caparbiamente in qualsiasi forma, malgrado ogni limite imposto dal buon senso.
E ogni volta che la mente prova a spiegare con ragionevoli parole la sua sostanza, abbiamo soltanto provato a dare un nome a ciò che non può essere chiamato in altro modo se non non amore.

Leonarda Brancato

Ambrogio Antonio Alciati (1878-1929)
“Il convegno” (1918)
Olio su tavola, cm 64 x 57
Museo del Paesaggio di Verbania

Il calice della speranza di Marilù Murra

Mescere amore e rancore 
mescere Caino e Abele
mescere fratellanza e ostilità
mescere sapori e dissapori
mescere tormento e godimento
mescere concordia e discordia
mescere avanzata con ritirata
mescere comunicazione con interruzione
mescere accoglienza con coscienza
mescere stoltezza con ragionevolezza

Mescere un mondo proficuo di morte per liberarlo da ogni cruenta sorte.

Trabocca la goccia e c' è la fuga con una vuota bisaccia, ci sono donne e bambini che bussano al cuore dei vicini , inermi si abbracciano gli indifesi fratellini.

Il cielo è funesto, suona una sirena e lo stridore porta a rifugiarsi nelle profondità delle dimore .
Sguardo attonito e muto
s'imprime nell' animo ,il terrore paralizza l' ardimento e non trasmette un funzionale movimento.

Mescere amore e valore aiuta a non far strabordare il gioco di potere, allontana l' artificiere e a non disfare famiglie intere , non ammorba il malsano tepore .

Spaiare le carte non denota esser di parte ,tornare in pace, è strategia audace, siam tutti fratelli in questa sfera fugace ma inghiottiti da un ' onda vorace.

8/03/2022
Marilù Murra


Creazione Marilù Murra

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Siamo talmente occupati a proteggerci dalle paure e dalle nostre stesse insicurezze da non accorgerci che è il cucirsi addosso l’invisibile armatura della diffidenza che ci impedisce di cogliere ciò che di rassicurante riesce a donarci chi ci ama così, fragili come siamo.

Leonarda Brancato

John Everett Millais (1829-1896):
“Giovanna d’Arco” (1865)
Olio su tela 82×62 cm
Collezione privata

Un fazzoletto di gentilezza!di Marilù Murra

Da una finestra 
appare un' ombra
che copre una gialla ginestra,
sconfigge la malinconia
e aiuta ad affrontare ogni agonia.

Un lembo di tristezza in un fazzoletto di gentilezza e riflessione
sarebbe offuscato da un' agghiacciante visione.

Le parole trascinano fuori le righe, le disfatte seminano tempeste
ed alimentano vicende funeste .

I cuori appaiono addormentati
in un cielo di colori sfumati,
agli antipodi vi è il tormento , il prigioniero è serrato in un guscio, oltre l' uscio non c' è sentimento cullato ma un tiepido incontro malato.

Gli esseri umani, devastati da pensieri vani, attendono l' aurora, lentamente l' alba riaffiora, non si arrendono ai nuvoloni di brutali azioni.

27/02/2022
Marilù Murra


Ragazza alla finestra 105 × 74,5 cm realizzato nel 1925 dal pittore spagnolo Salvador Dalí. È conservato nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid

La danza dell’ amazzone di Marilù Murra

Sei un essere speciale, la tua salubrità giova  la tua famiglia
rammenta di essere una donna che ogni gioia e tribolazione piglia.

Quando l' apprensione devasta la tua ragionevolezza perfeziona la tua bellezza ,che non è frivolezza ma una danza leggiadra che ti rende una Cleopatra, attenzione ! devi incarnare l'immagine agile e non la sua disfatta fragile.

Infila la chiave nella toppa e quando l' uscio si apre lentamente manda nell' oblio la bufera e scalda l' anima con tepore e amore.

Il tuo nido è un luogo ameno,le tue urla stridule annegano senza riserve in un baule di belve , concentrati alla tua rinascita ed ogni valore che dentro palpita.


Principessa non deve essere un uomo il tuo bastone, anche se pensi di essere solidale con la creazione; la vita è una magia ma il tuo anelito taglia lo sguardo da paladina in uno specchio infigardo, con spavalderia frantuma i pezzi che disprezzi.

Supera il limbo , lanciati nell' universo senza paracadute con le tue trepidazioni,attenua giudizi e pregiudizi e ospita in te salvezza e profonda fermezza.

20/02/2022
Marilù Murra

Gli aforismi di Leonarda Brancato!

Dovremmo guardare gli affetti a noi più cari, come ad un meraviglioso giardino di fiori profumati. Adagiarci con la stessa leggerezza di una farfalla sui delicati petali colorati, avendo cura di non danneggiarne alcuno. E rimanere così, per il tempo che ci è dato di fermarsi, a inebriarci del loro profumo. Come se ciascuno fosse il fiore più raro del creato.

Leonarda Brancato

Gli aforismi di Leonarda Brancato!

Ci sono amori che vivono al di là dello spazio fisico. Si nutrono di silenzi e fanno della consapevolezza di non trovarsi mai, la loro forza. E ogni istante strappato al mondo è smisurato, quanto l’eternità, poiché bastano due cuori che in un attimo battono all’unisono per dare vita ad un amore che è capace di esistere oltre l’umana logica del tempo.

(Leonarda Brancato)

Nena la giardiniera …e Nonna Peppa! 

Nonna Peppa e Nena giardiniera, se c’è il sole, corrono subito in giardino, cesoie sempre in mano, per potare e strappare erbacce, seminare e piantare fiori e bulbi. Quando i nuvoloni grigi avanzano alti in cielo ,oscurando le giornate, le due donnine pensano di trascorrere qualche ora di relax in cucina, con ricette da sperimentare, imbastendo una gran cena. Pomodorini carnosi, ancora grondanti dell’energia del sole, pane impastato al mattino presto,cotto a puntino da Licchio il ” fornellicchio”… un filino d’olio, verdura cruda e cotta da companatico, insomma una cena succulenta con l’ allegria di un bicchierino di frizzantino. Il grande orto contribuisce, regalondo verdure in quantità, ma anche le galline donano uova freschissime a iosa. Nonna Peppa così amicona e festaiola, condivide le sue  ricette soltanto con Nena la giardiniera. Facili e meno facili, alcune da preparare in estate e da conservare per l’inverno,  in previsione di inviti futuri. Il coniuge, compare Ritornello, assaggia e dispensa commenti non sempre benevoli! Questa settimana Nena la giardiniera e Nonna Peppa hanno pensato di rivisitare dal quadernetto ingiallito, la “conserva dei diavolicchi” ; la nonnina cerca e ricerca , sfogliando avanti e indietro, la  pagina secca che è un tutt’uno con le altre e segna il tempo trascorso, nella memoria e nei sapori.

Conserva di diavolicchi

Cornaletti rossi tagliati a rotelle, sedano a pezzetti, sale e olio q.b .

Aglio a fettine sottili.

Cottura 35′ o 40 ‘ 

Raffreddare e conservare nei vasetti sterilizzati, si coprono con una coperta finché non si raffreddano e si conservano in dispensa.

P.S.Nonna Peppa non utilizza la bilancia per dosare, si serve del suo intuito…

“L’intuito è  è come uno strumento divinatorio, come un cristallo attraverso il quale si vede con misteriosa visione interiore.”

Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi, 1992

Marilù Murra

“La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è il desiderio divenuto saggezza; l’amore non vuole possedere; vuole soltanto amare.”

“La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è il desiderio divenuto saggezza; l’amore non vuole possedere; vuole soltanto amare.”

Recensione di … Agostina Passantino

Titolo: Sei Racconti e un Intermezzo
Autore: Agostina Passantino
Pagine: 146
Prezzo: 13,90 €
ISBN: 978-88-31257-11-4
Collana: I Vespri 12

BIOGRAFIA – PERSONAGGI –TRAMA – RECENSIONE


BIOGRAFIA


AGOSTINA PASSANTINO è nata a Palermo nel 1981. È laureata in Lettere classiche e successivamente consegue un master in “I mestieri del libro e del documento: conservazione, fruizione, restauro, catalogazione e nuove tecnologie editoriali”. Dal 2005 collabora con la SISPI-Spa come docente nelle sessioni di addestramento alla catalogazione on-line per le biblioteche che aderiscono al Polo PA1.
Dal 2006 è bibliotecaria presso la Biblioteca francescana di Palermo, dove, oltre alla catalogazione su SBN-Web, al reference ed alle attività ordinarie di biblioteca, organizza mostre, eventi, incontri e visite guidate. Ha svolto attività di tutoraggio e docenza di materie biblioteconomiche e insegnato Biblioteconomia e Catalogazione ai corsi di Gestione Patrimonio librario ed archivistico nelle scuole.
È cultore della materia presso l’Università e-Campus di Palermo. Ha, inoltre, pubblicato numerosi articoli ed interventi che hanno come argomento la storia della Sicilia tra ‘500 e ‘800, la paleografia e la diplomatica. Partecipa attivamente a convegni e congressi locali e nazionali. Collabora da tempo con la Biblioteca delle donne UDIPALERMO.



PERSONAGGI


Sono tanti i personaggi a cui dà voce l’autrice. Prendono vita tra le righe di ogni storia e rappresentano una piccola parte di tutti noi. Protagonista è la gente comune, individui che incrociamo ogni giorno per strada o guardando il mondo dalla finestra. Di essi l’autrice riesce a percepire stati d’animo spesso contrastanti, il vuoto esistenziale, l’insoddisfazione, la ricerca dell’amore. Alla narrazione si aggiungono personaggi che fanno parte dei ricordi d’infanzia e ancora altri immaginari dolci dal sapore di un sogno. Tutto, dagli episodi più difficili passando per quelli spensierati, è narrato con leggerezza e precisione. Poche, pochissime pennellate per delineare un quadro. Tutti i protagonisti hanno qualcosa da raccontarci e riescono a farci vibrare le corde del nostro io proprio perché le loro storie sono un po’ anche le nostre. Si arriva così in un battibaleno alla fine di ogni racconto avendo voglia, urgenza, di leggerne un altro. Quotidianità narrata in maniera originale e coinvolgente e dalla quale si percepisce un filo di malinconia in tutti i racconti, soprattutto quando da essi affiorano riferimenti autobiografici, il ricordo del passato e il dolore della perdita.

TRAMA


Di quante storie siamo fatti? In questo volume ve ne sono raccolte sei e nessuna è uguale all’altra, ma tutte hanno una sottile linea che le accomuna: la mancanza.
Quotidianità narrata in maniera originale e coinvolgente e dalla quale si percepisce un filo di malinconia presente in tutti le storie narrate in Sei racconti e un intermezzo, soprattutto quando da essi affiorano riferimenti autobiografici.
L’idea di raccogliere in una pubblicazione i racconti, che si collocano tra il 1997, anno in cui viene scritto Il quadro e il 2017, anno in cui avviene la stesura di Porta dei Greci, nasce dal ritrovamento di un quaderno e dalla successiva ricerca di tanti altri taccuini nei quali l’autrice nel corso degli anni ha trascritto memorie, esperienze ed emozioni intense, tutti aspetti significativi di stati d’animo vissuti in prima persona.
Lo sfondo delle vicende narrate è una Palermo moderna, città con la quale l’autrice ha un profondo legame, ma che sempre rimane immutata nel tempo. Le strade, i vicoli, e anche i luoghi da sempre noti si animano e diventano ricettacolo di emozioni, così che guardando al di là del tangibile, si riesce a cogliere ogni tipo di emozione che emerge dall’apparente vissuto quotidiano.
Le storie dei personaggi sono quelle vissute dall’intera umanità: l’insoddisfazione, il vuoto esistenziale e quello causato dalla perdita delle persone care, la mancanza di certezze generazionali e affettive che tutti noi più o sperimentiamo nel corso della vita. Dopo l’Intermezzo, alle storie di vita reale si aggiungono Il Quadro, Il Gatto e Dito medio all’Universo che vedono come protagonisti personaggi surreali e scenari fantastici e che prendono vita in un giorno qualunque, nei momenti nei quali ci sentiamo sopraffatti dalla noia. A conclusione della raccolta sembra quasi di sentire le note del celebre tango di Carlos Gardel nel racconto A media luz, racconto nel quale i ricordi d’infanzia diventano pretesto per sottolineare la profondità dell’affetto nutrito dall’autrice verso i nonni e come essi siano stati un imprescindibile punto di riferimento.

Pg 71

“Avevo dimenticato di avere ordinato quel disco. Erano passate ormai settimane. E adesso era arrivato. Il disco di Carlo Gardel era arrivato quel giorno. Quel giorno assolutamente devastante. Quel giorno in cui mi ero sentito veramente solo. Quel giorno in cui la mia solitudine era amplificata dalla mancanza di quell’abbraccio, che non avrei mai più potuto ricevere. In quel giorno. Nel giorno del compleanno di quella donna straordinaria che era stata mia nonna”

RECENSIONE

Sei racconti, sei storie che sembrano fotografie, scattate in un momento di quotidianità dei protagonisti. Si tratta di quelle turbolenze, quegli stati d’animo che ognuno di noi è costretto ad affrontare, più o meno spesso, nella propria vita.
Agostina Passantino fotografa, osserva i personaggi dei suoi racconti. Non sono loquaci, questi individui, spesso non raccontano apertamente i fatti loro, non compiono imprese memorabili e proprio per questo ci sembra di vederli e conoscerli tutti, con i loro stati d’animo, i loro vuoti affettivi e le loro frustrazioni.
Sono storie delicate su eventi dell’esistenza umana a cui l’autrice dà un tono semplice e genuino a seconda del tema affrontato: ora sorridente, ora malinconico, lievemente ironico, doloroso, ma sempre partecipato. Sono tutti degli ottimi racconti e li ho letti con un totale coinvolgimento che mi ha trascinato con dolcezza dentro la naturale complessità dell’animo.
Racconti che iniziano in un punto nel tempo e vanno avanti e nessuno dei personaggi, direbbe il lettore, è all’altezza di particolari imprese memorabili. Ma in un mondo pieno di eroi e di facciate impeccabili o almeno perfettamente ritoccate, forse non c’è niente di più epico di Sei racconti e un intermezzo.
Un ottimo libro per chi vuole avvicinarsi al mondo dei racconti, per chi è in cerca di storie convincenti ma brevi, per chi ha voglia di scoprire voci nuove. Sei storie possibili che consiglio a tutti di leggere, sei sguardi sul quotidiano di individui alle prese con gli interrogativi che la vita stessa prima o poi ci pone e ai quali, quasi sempre, nessuno di noi è in grado di rispondere.

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