Fotogallery di F antico!!!

Tempo Attenzione 5 minuti

Quando la fotografia è considerata arte?

La questione della possibile ontologica “artisticità” della fotografia fu aspramente discussa da pittori, poeti e intellettuali, che a fatica l’hanno fatta parte del mondo delle arti. Il legislatore, chiamato a dover stabilire la proteggibilità o meno dell’opera fotografica tramite diritto d’autore non trovò dunque gioco facile. Il diritto infatti il più delle volte non fa che ratificare quello che si è già affermato sul piano socio-culturale: se questo non è chiaro e univoco, la macchina legislativa va in tilt.
La fotografia vede la sua tutela autorale piena in Italia quindi solo alla fine degli Anni Settanta, con l’entrata in vigore del d.p.r. 8 gennaio 1979, n. 19 che modificò la Legge Autore del 1941.
Da quel momento la Legge Autore opera una distinzione tra la c.d. opera fotografica di carattere creativo (protetta ex art. 2) e la c.d. semplice fotografia, cioè quella priva del carattere creativo (protetta dagli artt. 87 e ss.). 

Chi sono i primi inventori della fotografia?

Nel caso della fotografia, quello che possiamo considerare il vero inventore è Joseph Nicéphore Niépce, ricercatore francese che deve la sua notorietà soprattutto per essere stato l’autore del primo scatto fotografico.

Come si è sviluppata la fotografia?

Fissare le immagini del mondo in tempi brevi è stato il sogno e l’obiettivo di Louis Jacques Mandé Daguerre, l’inventore della prima forma di fotografia: il dagherrotipo, nato nel 1839. Questo strumento era composto da due scatole che scorrevano l’una dentro l’altra e da una fessura sul retro.

Quando e dove è nata la fotografia?

Lunedì 19 agosto 1839le prime fotografie dal 1839 fino al 1880. Lunedì 19 agosto 1839 è oggi riconosciuto come il giorno in cui è nata la fotografia. In questo giorno, infatti, questa nuova invenzione fu presentata ufficialmente ai Parigini presso l’accademia delle scienze e quella delle arti visive.

Una foto è “opera” quando l’autore non si limita, tramite lo strumento meccanico, a riprodurre la realtà, ma riesce a carpire dal dato reale ciò che corrisponde al suo personale modo di vederlo, sentirlo e interpretarlo“.

Tiziana Megna Domenico ComparatoSonia CeruttiImma AnnaSabrina BrioliOrazio Di MartinoLeonarda BrancatoMarilù Murra

Appuntamento alla prossima settimana!

La comunicazione tra scuola e famiglia! di F. Antico

Capita davanti alla scuola, come al parco, che gli adulti parlino tra loro dell’esperienza scolastica dei propri figli; pertanto i figli di ascoltare che i genitori si lamentino del loro personale rapporto con la scuola e in particolare con gli insegnanti.
Emergono difficoltà nel comunicare, nel chiedere informazioni o momenti dedicati, oppure difficoltà a condividere punti di vista differenti sui bambini, o ancora emergono un uso di linguaggi poco compatibili, scontri su quale sia la corretta visione dei bambini e dei loro comportamenti.


Due istituzioni cruciali per la crescita dei bambini, la famiglia e la scuola

Sembrano avere spazi angusti per comunicare e modalità lasciate al buon senso, laddove invece sarebbe utile un confronto accurato inteso come parte integrante della relazione professionale scuola – famiglia.
Crescere è un processo complesso e i bambini hanno – oggi più di ieri – bisogno di una rete educativa che li orienti e li sostenga lungo il percorso, una rete fatta di alleanze e di competenze complementari in dialogo tra loro.
Se lo sforzo maggiore per una comunicazione più efficace va senz’altro affidato alla scuola in quanto comunità di professionisti che si occupa del benessere e degli apprendimenti dei nostri figli, molto possono fare anche le famiglie in relazione, coinvolte pienamente nell’esperienza scolastica dei bambini e aperte agli stimoli che la scuola ci può offrire.
Come genitori alla ricerca di maggiore dialogo con la scuola si può provare a stabilire un clima di fiducia con gli insegnanti comunicando loro che abbiamo bisogno di momenti dedicati di confronto sull’esperienza scolastica dei nostri bambini, anche se non sono stati programmati a breve; 

Se riteniamo che gli spazi e i tempi per le comunicazioni siano troppo esigui, chiediamo momenti più estesi esprimendo le nostre reali necessità senza imposizione, ma per cortesia, con formule di cortesia

(Vorrei capire meglio…, Mi piacerebbe essere rassicurato su…).

Per poter valutare in modo più sereno e consapevole metodologie o strategie didattiche dei docenti dei nostri figli, dedichiamo un po’ di tempo a dialogare con i nostri bambini, facendoci raccontare come si trovano, che cosa è piaciuto loro di più o di meno della loro giornata a scuola. È importante – senza che diventi però un interrogatorio – aprire presto un dialogo con i bambini che ci aiuti a capire meglio cosa accade in classe. Ricordiamoci, infatti, che una delle finalità della scuola è essere un ambiente di apprendimento accogliente, che suscita il desiderio di apprendere e stimola la curiosità.
A volte siamo timorosi perché non abbiamo abbastanza informazioni su che cosa avviene in classe e sul perché di alcune scelte (adozione alternativa al libro di testo, oppure il lavoro a gruppi come modalità prevalente, o ancora la scelta di non mettere voti o di non correggere tutti gli errori negli scritti dei bambini, oppure la scelta di dare o non dare compiti a casa, e in quale misura…).
In caso di dubbi di questo tipo, una buona scelta è sicuramente quella di chiedere un confronto aperto con gli insegnanti, esplicitando i nostri dubbi, ma al tempo stesso ascoltando le loro spiegazioni. Spesso le loro scelte hanno motivazioni pedagogico-didattiche che non erano state esplicitate e che è utile condividere. È probabile che esplicitando reciproche aspettative e reciproci desideri, si arrivi a una condivisione del percorso che tranquillizza e rassicura
.


E’ prezioso “fare rete” tra genitori e scuola, perché insieme si possa valorizzare l’esperienza dei singoli che magari hanno già vissuto e affrontato momenti delicati, passaggi difficili o al contrario successi nello stabilire un confronto utile sull’esperienza scolastica.

F. Antico

Fotogallery di F. Antico

Tempo attenzione 5 min.

Cos’è la fotografia?

La fotografia è l’immagine che immortaliamo con la macchina fotografica, pertanto ogni immagine è arte .

“La fotografia ha sempre avuto un posto speciale nel mondo dell’arte sin dai suoi esordi, ha cercato di essere riconosciuta come forma artistica che si avvaleva di tecniche differenti. Ma ancora oggi troviamo detrattori che sostengono il contrario, affermando che sia più tecnologia che arte. In parte questo fenomeno è dovuto alle sue origini, che raccontano il desiderio di catturare la realtà più che un impulso creativo . Essa condivide alcuni dei principi fondamentali che caratterizzano la pittura. Mentre l’arte classica emula l’inespressiva forma umana perfetta, la fotografia sovverte questo principio, poiché i fotografi cercano proprio di trasmettere la natura umana. «La scelta della composizione, gli effetti tecnici, la luce sono tutti elementi importanti, ma gran parte del potere della fotografia deriva dal fatto che gli artisti creano immagini che ci toccano nel profondo e ci affascinano. Alcune foto hanno un vero e proprio potere estetico che va oltre la semplice rappresentazione. Rivelano il potere empatico della fotografia, quello di creare un’emozione. Le immagini nascono da un’espressione personale che risiede in ciò che il fotografo vuole trasmettere e ha bisogno di raccontare»

Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia.

Helmut Newton

Appuntamento alla prossima settimana con Fotogallery

Felice Antico

L’angolo della poesia! di M. Murra

La poesia è una forma speciale di testo, fatti di ritmi e rime che sanno suscitare armonie ed effetti sonori e possono usare un effetto magico. Il poeta utilizza le parole in un modo speciale, un po’ magico. Le sceglie non solo per il significato, ma anche per l’effetto sonoro che creano.

La poesia, suscita diverse emozioni che variano da persona a persona, può nascere da un semplice gesto, da un semplice evento e può trattare argomenti infiniti. Può riguardare l’amore, l’amicizia, la morte, la fiducia, la guerra, la famiglia e tanto altro.

Marilù Murra

Che cos’è il registro elettronico, come si usa quando si usa! di F.Antico

Come nasce il primo atto normativo che parla dell’ uso del registro elettronico è riferito all’articolo 7 comma 31 del DL 95/2012 che recita così: “A decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 le istituzioni scolastiche e i docenti adottano registri on line e inviano le comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico”.

Tuttavia si riscontrano ancora molte criticità dovute principalmente a:

  • scarse competenze informatiche, che crea difficoltà nella compilazione e nell’accesso ai registri, da parte dei docenti e delle famiglie.
  • mancanza di fondi adeguati, che rende impossibile la dotazione informatica in tutte le scuole italiane e in ogni famiglia.
  • problematiche in merito alla privacy e al trattamento dei dati personali.

A causa di questi problemi, in molti istituti si utilizza ancora il registro cartaceo o il doppio binario, ossia entrambi le tipologie di registro. Tuttavia il tradizionale registro cartaceo del docente rimane ancora uno strumento efficace di rilevazione, molti insegnanti “tradizionalisti” ne difendono l’ utilità attribuendogli una valenza significativa nel proprio lavoro. Un tema su cui si è discusso molto riguarda l’obbligatorietà del registro elettronico. Per comprendere meglio è opportuno andare con ordine, e partire dal momento in cui è stato introdotto il nuovo registro, con il Decreto Legge n. 95 del 2012 che prevedeva l’obbligo dell’utilizzo del registro elettronico a partire dall’ a.s. 2012/2013. Tuttavia, quest’obbligo non è mai stato del tutto attuato a causa del mancato piano di dematerializzazione previsto dal decreto stesso che doveva regolamentare la digitalizzazione delle procedure amministrative nelle scuole.

Un altro aspetto non trascurabile è quello relativo alla connessione internet funzionante all’interno delle scuole, elemento che in diversi casi lascia alquanto a desiderare. Ne deriva che l’uso del registro elettronico dovrebbe essere deliberato in collegio docenti solamente nei casi in cui il docente venga messo nelle condizioni dalla scuola di poter operare correttamente dal punto di vista tecnologico.

ll registro elettronico scolastico è una piattaforma online che permette al docente di inserire i principali dati sull’andamento scolastico dei propri alunni. In particolare il docente, tramite un pc o un tablet, può inserire informazioni su:

  • presenza e assenze;
  • voti delle interrogazioni e dei compiti in classe;
  • ritardi, uscite anticipate e giustificazioni;
  • compiti assegnati e verifiche programmate;
  • orario delle lezioni;
  • pagelle in formato elettronico;

Registro elettronico per i genitori

Le famiglie possono consultare in qualsiasi momento l’andamento del proprio figlio e avere informazioni generali sulla sua classe. Per accedere al registro elettronico anche per i genitori serve un nome utente e una password che solitamente vengono forniti dalle segreterie didattiche all’inizio del primo anno scolastico.

 La scuola è cambiata e un simbolo di questo cambiamento è il registro elettronico.

Felice Antico

La pinacoteca di Dali’di Leonarda Brancato!

Crogiolarsi al sole mattutino è una delle attività preferite dei gatti di strada. Così, mentre stava pigramente sdraiato sul davanzale di una finestra, il nostro Dalì notò tra i passanti una fanciulla che camminava a passo spedito con un quadro tra le mani. Pensó allora, fissando la ragazza dai lunghi capelli rossi con i suoi occhietti vispi, che sarebbe stato interessante scoprire quale fosse la destinazione e cosa mai era raffigurato in quella tela. Magari, con un pó di fortuna, sarebbe riuscito ad ammirare poter ammirare un campo di papaveri o il tramonto in riva al mare… Insomma, qualcuna di quelle immagini così travolgenti che un gatto di città non riesce a trovare se non dentro una galleria d’arte. E così, lesto lesto, si mise a seguire la ragazza del quadro, finché, ancora una volta, fingendosi un gatto da compagnia, riuscì a passare sotto i baffi del custode Beppe e si ritrovò, guarda il caso, all’interno della Pinacoteca di Tertuliaweb.
I quadri in mostra quel giorno erano, come al solito, un’esplosione di colori e c’era tanta di quella meraviglia in ogni tela da rimanere dentro quel posto in contemplazione per l’intera giornata.

Assunta Tammaro
Contro corrente Tecnica mista su foglio da disegno . Realizzato Febbraio 2021
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Marcella Molea
Val Gardena. Tecnica :olio e acrilico su tela. Dimensioni : 13×18
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Cesare Scarpa
Olio su tavola 80×60…prima della pesca notturna in laguna…colori luci ..riflessi mai uguali..il paesaggio rimane sempre uguale .
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Paola Passantino
Pastelli a olio su carta 35×50 cm
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Elisa Campisi
Divenire, olio su tela 100×120 cm
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Cinzia Corti
Il mare d’inverno 2018 Tela in acrilico con pezzi di legno e stucco 30×30
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Carmen Trigiante
Fantasia: Valle d’Itria. Olio su tela cm140x60
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Assunta Tammaro
Viale ventoso Realizzato con colori ad olio e spatola su mensola di recupero. Le dimensioni sono lunghezza 90 Altezza 26 Profondità 2.5
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )

Ma ecco che la ragazza dai capelli rossi, consegnato il quadro, stava per andare via.. Meglio sgattaiolare verso l’uscita con lei e continuare a fare il gatto di compagnia prima di incappare tra le grinfie di Beppe.
E voi, amici, non dimenticate il prossimo appuntamento con la Pinacoteca di Tertuliaweb  per ammirare ancora una volta in compagnia del nostro amico Dalì  le straordinarie opere dei nostri bravissimi Artisti!!!

Leonarda Brancato

I segreti di Nonna Peppa e Pino il contadino!




Pino il contadino è orgoglioso del suo giovane vigneto,ogni giorno rovista in cantina, prepara i tini, ultima i lavori prima della nuova vendemmia.
Tra i filari taglia l’erba per consentire una buona percorribilità
e un facile accesso ai vendemmiatori, bisogna prestare attenzione a non smuovere il terreno, a ridosso della vendemmia, per evitare un’eccessiva sofficità del suolo, per non affondare e non rendere più difficoltoso il lavoro. Prepara e lava i secchi, le cassette e i contenitori per la raccolta manuale e il carretto destinato al trasporto delle uve.
Nonna Peppa, amica di famiglia di Pino il contadino,non soltanto si prodiga a partecipare alla gran festa della vendemmia,di buon ora taglia l’ uva e canticchia a squarciagola, ma prima del desinare aiuta a preparare il companatico per gli amici affamati e stanchi.
Ma non ha dimenticato il taccuino nel cassetto, come da consuetudine è pronto un pentolone … per ufficializzare il rito annuale.


Il vincotto d’uva:


basta recuperare pochissimi ingredienti per realizzare il vincotto d’uva . (Tradizione annuale di ogni famiglia contadina).

Pronti alla sua preparazione?

Ingredienti:
mosto di uva
zucchero


Procedimento:


Era necessario mosto di uva che si passava attraverso un colino a maglie molto strette.
Pesato il liquido e aggiunto uguale quantitativo di zucchero. Si cominciava la lavorazione…
Si versava il composto in una pentola e si faceva cuocere lentamente, per qualche ora (2 o 3 ore ), rimescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Il vincotto era pronto quando si addensava s

e filava, proprio come il miele.
Ancora caldo si imbottigliava, (mi raccomando, non bollente) e quando il composto si é raffreddato chiudete le bottiglie ermeticamente.
Si può tranquillamente utilizzare anche, dopo molto tempo dalla sua preparazione (lo si può usare anche dopo un anno sulle cartellate o per ciuffate le pittole e sulle tagliatelle con il vincotto,ottimo dolce natalizio).

Curiosità:


Se vi è capitato di fare un giro per i mercatini di Natale del Trentino, sicuramente avrete assaggiato questo ottimo vino caldo: un vin-cotto, appunto, che viene fatto bollire con spezie varie (cannella, chiodi di garofano e altre) e zucchero. Caldo e corroborante! Se vogliamo andare oltreconfine, troviamo diversi cugini del vincotto, ossia il vin brulè, come il punch o la sangria. Ma torniamo da dove tutto ebbe inizio, ovvero in Puglia!

Il vincotto in Puglia


In Puglia, il vincotto nasce come mosto d’uva che, in autunno, viene cotto e messo da parte per l’inverno: serve come accompagnamento per pettole, cartellate ed altre golosità tipiche di questa splendida regione situata nell’estrema propaggine sudorientale del nostro Bel Paese.

Oggi ho deciso di postare un’ulteriore ricetta, unica…inedita…


Tagliatelle al vincotto ( lasagna con il cotto)!!!


E’ un dolce povero tipico pugliese, che ormai nessuno più della nostra generazione sa fare, infatti è una ricetta rinvenuta dal ricettario di Nonna Peppa, un tesoro da imparare ma anche da tramandare.
Non ha dosi precise, come tutte le ricette delle nonne, tra l’altro, la cosa importante è quella di aver un ottimo cotto d’uva (il nostro è fatto in casa da Nonna Peppa e la moglie di Pino il contadino!)
Si preparano le tagliatelle soltanto con farina bianca e acqua.
Si diluisce il cotto con l’acqua e si mette sul fuoco, quando arriva a bollore si calano le tagliatelle, si mette un pò di sale, un pò di zucchero e si girano di continuo fino a cottura, si deve anche assorbire l’acqua e quindi molto importante la dose iniziale (meglio di meno e poi se serve si aggiunge).
Una volta cotte si metteno noci a volontà e qualche buccia di mandarini e/o di arancia, mescolare un’ultima volta e metterle nei piatti oppure in un’unica grande sperlunga! Fare raffreddare un pò e cospargere con la cannella.


Nonna Peppa ci ha insegnato un dolce della tradizione natalizia del suo paese…


Odori e sapori!


Il profumo che emana il cotto durante la cottura ricorda molto l’ infanzia dei nostri nonni e l’atmosfera magica del natale!!
Sempre in Puglia, esiste un’altra versione del vincotto preparato stavolta non con il mosto d’uva, ma con i fichi.

Appuntamento alla prossima settimana con altri segreti ed amici di Nonna Peppa!

“Nonna, eredità di intenti, sogni e speranze, riposo del cuore in una carezza, gioia infinita di rispecchiarmi nei tuoi occhi.”
STEPHEN LITTLEWORD

(Un augurio a tutti i nonni per il 2 Ottobre, giornata in cui ricorre la festa dei nonni 💐)

Marilù Murra

Fotogallery di F. Antico!

Ogni essere umano ha un proprio mezzo speciale per potersi esprimere e trasformare in energia il proprio vissuto, pertanto decide di fermare un istante, con o senza tecnica, oppure semplicemente per passione. La fotografia è esattamente questo, un modo per raccontare ciò che percepiscono i propri occhi e lo stupore che un momento evoca con emozioni, decidendo di condividerlo con il mondo…

F.Antico

Nella fotografia c’è una realtà così sottile che diventa più reale della realtà.
(Alfred Stieglitz)

Sfoglia l’album e vota per la foto che preferisci 👍

Roberta Alberti
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Imma Anna
Imma Anna
Marilù Murra
Marilù Murra
Sonia Cerutti
Tiziana Megna
Sonia Cerutti
Sonia Cerutti
Sonia Cerutti
Tiziana Megna
Tiziana Megna
Tiziana Megna
Tiziana Megna
Rosy Costa
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Imma Anna
Domenico Comparato
Caterina Semeraro
Caterina Semeraro
Caterina Semeraro

I nostri fotografi danno appuntamento alla prossima settimana!!! 📷📷📷

L’angolo della poesia di Marilù Murra!

VOTA LA POESIA CHE PREFERISCI…

Che cos’è la poesia?

A mio parere, é uno sfogo, la voglia e il coraggio di esternare ciò che agita il cuore e offusca la mente, con l’auspicio di essere compresa da qualcuno che sa raccogliere perché sa ascoltare o perché ha vissuto esperienze simili.
La Poesia è l’arte di esprimere e rappresentare fatti, immagini, sentimenti, con parole, poste in un certo ordine, secondo una certa logica, oppure totalmente libere, senza alcuna logica che le possa intrappolare in uno schema predefinito.

Che cosa rappresenta la poesia nella società odierna, dominata dalla tecnologia?

È un’arte riservata solo a pochi illuminati? Oppure oggi, tutti possono scrivere versi, rime, pensieri?

A mio parere la poesia è come la musica, deve avere una sua logica, deve essere interpretabile, deve stimolare sensazioni, emozioni, ricordi, attraverso le parole.

La poesia è libera, esprime il pensiero, non ha confini delimitabili…

La poesia è nell’aria, la poesia è dentro di noi, la poesia è intorno a noi!!!

💐💐💐

Anima
di Salvatore Malfitano
Visioni
di Roberta Alberti
Il Faro saggio!
di Marilù Murra
La forza dell’ Amore di
Angela Natilla
Dicono che non ci sei
di Maria Mollo
La felicità è fatta di istanti
di Beatrice Di Paola
La notte tra i silenzi
di Andrea Pietralunga
A te piccola donna
di Rossella Patti
Terra di Assunta Tammaro
La mia mente brilla
di Assunta Tammaro
Il tempo fugge via
di Beatrice Di Paola
Luna malinconica!
di Chiara Leone

Culpa in vigilando- Famiglia & Scuola!di F.Antico

Culpa in vigilando” genitori e scuola.



– I genitori e la culpa in vigilando!

L’ assenza di vigilanza adeguata al minore e il mancato accomodamento di comportamenti inadeguati, si definisce – culpa in vigilando – Essa non è soltanto un dovere della scuola ma
anche della famiglia, che si deve assumere la responsabilità delle azioni illecite commesse dal figlio minorenne.
Di tali atti non può, infatti, per legge rispondere il minorenne, in quanto non ha autonomia patrimoniale, ma il padre e la madre, oppure il tutore che sono responsabili del danno cagionato. I genitori sono esenti da ogni responsabilità se possono dimostrare di non aver potuto impedire il fatto, altrimenti sono oggettivamente responsabili. Si tratta, pertanto, di una responsabilità personale, anche se oggettiva.



Il personale scolastico e la culpa in vigilando!

Nell’affrontare il tema della responsabilità civile e patrimoniale,rientra anche il personale scolastico, in materia di vigilanza sugli alunni , questo scritto vuole essere un contributo finalizzato ad offrire alcuni elementi di chiarezza giuridica e ad evidenziare alcuni punti “critici” che costituiscono ancora “zone d’ombra” a causa di persistenti contrasti interpretativi da parte della giurisprudenza.


-Cenni legislativi !!!

L’art 10 del testo unico stabilisce che il Consiglio di circolo o
d’ istituto delibera sull’adozione del regolamento interno, ” la vigilanza degli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola, nonché durante l’uscita dalla medesima “.
Dunque, gli insegnanti in genere sono responsabili dei danni causati a terzi, del fatto illecito dei loro allievi nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza( esistono molteplici interpretazioni giurisprudenziali).

-Esenzione della culpa in vigilando !!!

La presunzione di colpa del personale può essere superata soltanto quando si può dimostrare di aver adeguatamente vigilato, ovvero si dia la prova del caso fortuito dell’evento.
Dal punto di vista penalistico l’insegnante (di una Scuola statale o paritaria), nello svolgimento della sua attività professionale, è equiparato al pubblico ufficiale, anche se, nell’ipotesi di responsabilità per culpa in vigilando lo stesso non risponde più personalmente verso terzi, ma risponde direttamente l’Amministrazione sulla quale grava la responsabilità civile delle azioni risarcitorie, eccetto rivalsa dello Stato nei confronti dell’insegnante, per dolo o colpa grave.
La responsabilità di vigilanza è percorsa entro due “confini”:
Tempo entro il quale si svolgono le attività didattiche, di refezione, ricreative e di fruizione dei servizi;
Spazio di limitazione territoriale, che rimanda all’edificio scolastico, compresi gli spazi esterni, ma di pertinenza della scuola.
La culpa in vigilando deriva da un atto omissivo da parte del docente che non ha valutato in modo adeguato il grado di prevedibilità dell’evento, inversamente proporzionale a quello di inevitabilità.

Custodire l’altro è anzitutto vigilare sul proprio cuore.
(Papa Francesco)

Felice Antico

La pinacoteca di Dalì…Leonarda Brancato!

Passeggiare per le strade della città, approfittando delle soleggiate giornate di inizio autunno, è sicuramente una delle attività preferite dai gatti di strada. Quella mattina il nostro amico Dalì, se ne stava al parco, crogiolarsi al tiepido sole di fine settembre, quando pensò di zampettare fino al mercato. Con un po’ di fortuna magari approfittando di una svista di Mario, il pescivendolo che era solito distrarsi per chiacchierare animatamente con le sue clienti, sarebbe riuscito a sottrarre una sogliola fresca di giornata dal banco del pesce. Ma come succede in un autunno di tutto rispetto, all’improvviso il cielo divenne plumbeo e l’azzurro lasciò il posto a nuvole cariche di pioggia. E fu così che per evitare di inzupparsi il nero mantello, il nostro amico a quattro zampe, decise di rifugiarsi all’interno della Pinacoteca di Tertuliaweb e aspettare lì che smettesse di piovere. Poteva ingannare l’attesa osservando i quadri esposti nelle Sale, pensò. Così, cercando di evitare di incappare tra le grinfie del custode Beppe, sgattaiolò furtivamente dentro la porta d’ingresso e cominciò ad ammirare le opere d’arte appese nelle Sale.

Certo che era davvero uno spettacolo per la vista!! Un tripudio di colori nelle tele raffiguravano il mare, paesaggi innevati, fiori, luoghi incantevoli e tutto quello che di più straordinario avessero mai visto i suoi occhi da micio randagio: ( quadri )Ma intanto che girovagava per la Pinacoteca ammirava estasiato i quadri alle pareti, ecco che dalla finestra fece capolino un raggio di sole. E ricordandosi della sogliola da recuperare per il suo pranzo, sgattaioló lesto fuori in strada per dirigersi di corsa al mercato e ripromettendosi di ritornare ancora una volta ad ammirare le opere dei nostri bravissimi artisti. L’appuntamento con la Pinacoteca di Tertuliaweb è per la prossima settimana, per emozionarci ancora ammirando nuovi quadri da sogno in compagnia del nostro amico Dalì!!! Leonarda Brancato 

Madonna della scala di Nicotera, olio su tela
30×40 cm di Elisa Campisi
Venezia-olio su tavola.80×60…senza rumore di motori..solo vele..e il vento..e remi che accarezzano l’acqua…😀…altri tempi!
di
Cesare Scarpa
VITA E MORTE

TECNICA:OLIO E ACRILICO SU TELA

DIMENSIONE: 80X40

ANNO:2016

La morte… come parte integrante della vita di Marcella Molea
Tela 30×40 in acrilico , Il mondo che vorrei di Cinzia Corti
Scale
2015
Acquerello su carta
41,5×56 cm Paola Passantino
Natura morta
Olio su tela
50×60cm di Greta Tahiraga
OLIO SU TELA
Paesaggio misura 150 x 90 cm
di Lallo Tatoo Moschetti

I segreti di nonna Peppa!…

Nonna Peppa e Nena giardiniera, se c’è il sole, corrono subito in giardino, cesoie sempre in mano, per potare e strappare erbacce, seminare e piantare fiori e bulbi. Quando i nuvoloni grigi avanzano alti in cielo ,oscurando le giornate, le due donnine pensano di trascorrere qualche ora di relax in cucina, con ricette da sperimentare, imbastendo una gran cena. Pomodorini carnosi, ancora grondanti dell’energia del sole, pane impastato al mattino presto,cotto a puntino da Licchio il ” fornellicchio”… un filino d’olio, verdura cruda e cotta da companatico, insomma una cena succulenta con l’ allegria di un bicchierino di frizzantino. Il grande orto contribuisce, regalondo verdure in quantità, ma anche le galline donano uova freschissime a iosa. Nonna Peppa così amicona e festaiola, condivide le sue  ricette soltanto con Nena la giardiniera. Facili e meno facili, alcune da preparare in estate e da conservare per l’inverno,  in previsione di inviti futuri. Il coniuge, compare Ritornello, assaggia e dispensa commenti non sempre benevoli! Questa settimana Nena la giardiniera e Nonna Peppa hanno pensato di rivisitare dal quadernetto ingiallito, la “conserva dei diavolicchi” ; la nonnina cerca e ricerca , sfogliando avanti e indietro, la  pagina secca che è un tutt’uno con le altre e segna il tempo trascorso, nella memoria e nei sapori.

Conserva di diavolicchi

Cornaletti rossi tagliati a rotelle, sedano a pezzetti, sale e olio q.b .

Aglio a fettine sottili.

Cottura 35′ o 40 ‘ 

Raffreddare e conservare nei vasetti sterilizzati, si coprono con una coperta finché non si raffreddano e si conservano in dispensa.

P.S.Nonna Peppa non utilizza la bilancia per dosare, si serve del suo intuito…

“L’intuito è  è come uno strumento divinatorio, come un cristallo attraverso il quale si vede con misteriosa visione interiore.”

Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi, 1992

Marilù Murra

Foto gallery di F. Antico!

È attraverso una serie di fotografie, in parte inedite, ritrovate e recuperate nell’ oblio del tempo, che i nostri amanti della fotografia hanno messo a disposizione  una vera e propria raccolta  fotografica virtuale per noi. Si dice che una  foto  permetta di far capire una persona, la sua natura intima, che fa di lei quello che è…E questo è! ciò che i nostri amici  hanno voluto esprimere con i volti di persone care, luoghi , cicatrici e strappi dell’anima fermati con un click . Immagini che suscitano ricordi ed emozioni di chi li ha vissuti personalmente e li ha fermati nel tempo . Con le loro silenti  parole, spontanee e semplici, che si chiamano opere d’ arte fotografiche hanno regalato la loro vita, il lavoro, i ricordi di momenti lontani,  desideri e progetti di un prossimo futuro, a chi le ammira con occhi meravigliati.

Coltivare la memoria del passato ci aiuta a continuare a vivere la linea del tempo.

Marilù Murra
Catia Semeraro
Catia Semeraro
Catia Semeraro
Sabrina Brioli
Sonia Cerutti
Tiziana Megna
Domenico Comparato
Tiziana Megna
Sonia Cerutti
Sonia Cerutti
Sonia Cerutti
Tiziana Megna
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Domenico Comparato
Sonia Cerutti
Sabrina Brioli
Domenico Comparato
Irene Nestola
Sonia Cerutti
Sabrina Brioli

Per me, la macchina fotografica è un libro di schizzi, uno strumento di intuizione e spontaneità.

(Henri Cartier-Bresson)

Appuntamento alla prossima settimana … con un click!

Gli Aforismi di Leonarda Brancato…

“La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è il desiderio divenuto saggezza; l’amore non vuole possedere; vuole soltanto amare.”

L’ angolo della poesia…di Marilù Murra

Il linguaggio poetico nasce quando qualcosa della realtà ci colpisce, una forte emozione ci attanaglia. … Le parole si trasformano,dando vita a ciò che è dentro l’ anima, il poeta concretizza la propria realtà. Ecco che un testo poetico,breve o lungo che sia,comincia a prendere forma, a sorgere prepotente nella propria mente.

Luisa Di Francesco
Roberta Alberti
Rossella Patti
Salvatore Malfitano
Angela Natilla
Assunta Tammaro
Maria Mollo
Marilù Murra
Beatrice Di Paola
Andrea Pietralunga

La poesia non deve essere un’arma,
deve essere un abbraccio,
un’invenzione,
uno scoprire negli altri
quello che accade dentro.
Una scoperta,
un respiro,
un’aggiunta,
un brivido.
(Gloria Fuertes)

Un caloroso ringraziamento ai nostri poeti ,a cui diamo appuntamento alla prossima settimana!!!💐💐💐

Cor- responsabilità!!! azione educativa o condivisione? di F.Antico.

Che cos’è il patto di corresponsabilità?

È compito della scuola far acquisire non solo competenze ma anche sviluppare la sfera cognitiva e metacognitiva del discente. Formare cittadini attivi che abbiano coscienza di identità, appartenenza e responsabilità. Il Patto educativo di corresponsabilità è “un’alleanza educativa” tra famiglie, alunni ed operatori scolastici, dove tutte le parti assumono impegni e responsabilità e condividono regole e percorsi di crescita; scuola e famiglia si identificano nel medesimo ruolo.

Come?

mantenendo rapporti costanti nel tempo e nel rispetto dei ruoli, nel tentativo di evitare che i momenti di contatto tra scuola e famiglia siano sporadici o vengano attivati nei momenti di criticità. L’emergenza che sta vivendo la Comunità Educante e la trasformazione delle ordinarie modalità di svolgimento delle attività didattiche, rendono necessaria una proficua collaborazione tra le parti per salvaguardare il benessere psicofisico di tutti. Nel corso dell’anno scolastico, i genitori (o titolari di responsabilità genitoriale) sono chiamati a conoscere e rispettare le “precondizioni” per la presenza a scuola del proprio figlio.


I genitori devono ...


– essere a conoscenza delle vigenti misure di contenimento del contagio;
– dichiarare che il figlio/a, o un convivente dello stesso all’interno del nucleo familiare, non è sottoposto o non è stato sottoposto alla misura della quarantena ovvero che non è risultato positivo al COVID-19 ovvero e che da 14 gg. non è a contatto con persone contagiose;
– impegnarsi a trattenere il proprio figlio/a al domicilio in presenza di febbre pari o superiore a 37,5° o di altri sintomi simil – influenzali (es. tosse, raffreddore, congiuntivite) e di informare tempestivamente il pediatra o il MMG e il coordinatore di classe della comparsa dei sintomi o febbre.
– essere consapevoli ed accettare che, in caso di insorgenza di febbre pari o superiore a 37,5° o di altra sintomatologia (tra quelle sopra riportate), il personale scolastico provvederà all’isolamento immediato del minore e ad informare immediatamente i familiari che provvederanno a ritirare l’alunno da scuola.
– essere consapevoli che il proprio figlio/a dovrà rispettare le indicazioni igienico sanitarie all’interno della scuola nonché le altre regole finalizzate alla prevenzione del contagio da Covid-19;
– esibire il green pass qualora debbano accedere alle strutture delle istituzioni scolastiche (D.L. 122 del 10 settembre 2021);
– recarsi a scuola soltanto per motivi eccezionali e indifferibili, non risolubili a distanza tramite telefono, email, o video etc.

– sostenere e controllare i propri figli nel rispetto degli impegni scolastici;
– vigilare sulla regolare frequenza e sulla puntualità dell’ingresso a scuola dei propri figli, giustificando tempestivamente le assenze il giorno del rientro;
– aggiornarsi su impegni, scadenze, iniziative scolastiche, prendendo visione delle comunicazioni scuola-famiglia (cartacee o su web).

– prendere visione delle valutazioni relative alle prove scritte, grafiche e orali riportate su RE o diario personale



La scuola si impegna:


– ad adottare tutte le misure di prevenzione e di protezione volte al contenimento del rischio di contagio, nonché le misure di gestione di eventuali casi COVID-19 o sospetti in modo da limitare, per quanto possibile, la diffusione dell’infezione.
– far osservare scrupolosamente al personale operante all’interno dell’istituzione scolastica ogni prescrizione igienico sanitaria e a recarsi al lavoro solo in assenza di ogni sintomatologia riferibile al Covid-19.
– adottare tutte le prescrizioni igienico sanitarie, tra cui le disposizioni circa il distanziamento.
– non promuovere attività che comportino il contatto tra diversi gruppi di alunni eccetto in laboratori predisposti.
– richiedere l’esibizione del green pass al personale scolastico (D.L. 111/2021), oppure a chiunque acceda all’ edificio (D.L. 122 del 10 settembre 2021);

– garantire la massima trasparenza in ogni attività e decisione;
-sostenere un rapporto di relazione aperto al dialogo e alla collaborazione ;
– promuovere la formazione di una maturità orientativa in grado di porre lo studente nelle condizioni di operare scelte autonome e responsabili;
– informare gli alunni degli obiettivi educativi e didattici, dei tempi e delle modalità di attuazione;
– esplicitare i criteri per la valutazione delle verifiche orali e scritte;
– comunicare le valutazioni delle prove scritte, grafiche e orali tramite il libretto personale e/o RE dello studente;

Gli allievi si adoperano a

– conoscere e fare propri i diritti e i doveri espressi nello Statuto degli studenti e nel Regolamento d’istituto;
-tenere un contegno corretto e rispettoso nei confronti di tutto il Personale della scuola e dei propri compagni;
-usare un linguaggio consono all’ambiente educativo in cui si vive e si opera;
-presentarsi a scuola con un abbigliamento adeguato all’ambiente;
-presentarsi con puntualità alle lezioni;
-spegnere i telefoni cellulari durante le ore di lezione;
evitare di provocare danni a cose, persone, suppellettili e al patrimonio della scuola.

“Una comunità che cresce “con” loro, e non solo per loro; educa gli adulti del domani”

Appuntamento alla prossima puntata…

Felice Antico

Mondo Scuola

Mondo Scuola 

Ogni Lunedì, il nostro spazio sarà occupato da…Mondo Scuola

Che cos’è la Scuola oggi, dal punto di vista della normativa e quanti lavoratori novizi, genitori e alunni si imbattono in un mare magnum sconosciuto.

Si occuperà della nostra finestra sul Mondo Scuola,un adepto; una persona che ha visto la scuola dal punto di vista sindacale ma anche come parte integrante di questa realtà.

“Il mondo può essere salvato solo dal soffio della scuola.”

(Talmud)

Un vademecum per personale – genitori – alunni – che si pongono domande, talvolta irrisolte  o silenti, che amplificano tensioni e titubanze. Tra qualche giorno suonerà la prima campanella del nuovo anno scolastico, un nuovo viaggio con tanti passeggeri a bordo e molte mete da raggiungere. 

Il mio spazio, sarà una scialuppa di salvataggio, che traghetterà ogni settimana  passeggeri differenti, l’ equipaggio delle nave non abbandonerà il naufrago.

                                Felice Antico

Tertulia

Con il termine tertulia, in italiano circolo, in spagnolo si indica una riunione, informale e periodica, di persone interessate a un tema o a un ramo concreto dell’arte o della scienza, della cultura, per discutere, informarsi o condividere idee e opinioni. In generale la riunione ha luogo in un caffè, e vi partecipano di solito persone dell’ambito intellettuale. È una tradizione di origine spagnola e si mantenne radicata fino a circa la metà del XX secolo nelle ex colonie divenute indipendenti dall’impero spagnolo. I partecipanti sono detti contertulios. I nostri “contertulios”, noi li ospitiamo nel nostro spazio viruale.

I frequentatori abituali della tertulia sono denominati tertulianos o contertulios. Una tertulia di buon livello suole essere uno strumento educativo – la prima cosa che vi si apprende infatti è tolleranza e senso critico. D’altra parte, una tertulia permette agli interessati a un tema di fare amicizia e di stringere relazioni con quelli del loro settore e di arricchire la loro cultura, e ai neofiti di apprendere dai più esperti e di conoscere informalmente le persone del loro ambiente. La tertulia è un incontro, solitamente collocato dopo pranzo o dopo cena, nel corso del quale ci si scambiano notizie, curiosità, su vicende “di Arte Spettacolo Cultura Benessere e Scuola” come iniziative -incontri virtuali , oppure si raccontano aneddoti .

“Vera comunicazione ha luogo soltanto fra persone di uguale sentimento, di uguale pensiero.”
NOVALIS

Sofferenza, voce muta! di Marilù Murra

Sofferenza sei ombra invisibile
che cammini alle spalle,
dimori nel cuore e non hai il coraggio di aprire quel chiavistello serrato.

Sofferenza che sussurri con un flebile soffio di voce, ti volti
e muta ingoi dolorose parole.

Sofferenza non sei vita, ma un passo felpato e dignitoso nel mondo, di chi non trova il coraggio di vagare moribondo per le vie dell’ infinito.

Sofferenza sei livido dell’ anima, ti nutri con il balsamo dell’ incoscienza, sei presenza costante in un percorso inquietante.

Sofferenza sei quella sfida che ogni giorno si accinge ad accompagnare l’ irrisolto, dall’ alba al tramonto, mentre si chiudono gli occhi per ringraziare, pensando che lassù, Qualcuno abbia fatto uno sconto, portando la croce di chi urla senza voce.

15/08/2022

pH dal web

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Nella vita accadono fatti che ci disorientano esattamente come quando, al sopraggiungere dell’estate, rimaniamo incantati dalla promessa di profumi inebrianti e abbagliati dal riverbero dei raggi del sole.
E quando, poi, arriva il primo temporale a ricordarci che lo stupore appartiene a ciò che è fugace, ci rendiamo conto che è meglio fidarsi delle rassicuranti e solite certezze, purché siano durevoli per tutte le stagioni

pH dal web

Il perdono è un dono! …di Marilù Murra

Il rancore non è amico dell’ amore,
ti cambia l’ umore,
è sdegno in ogni occasione,
per chi non è degno di affetto;
che cos’è il decoro? semplicemente un silenzio d’ oro che dona ristoro.

Il perdono è un tenero abbraccio tra ogni gesto buono, è silenzio non per ignoranza ma per tracotanza, è profonda considerazione per sé e non per l’ altrui cliché.

Perdonare non significa dimenticare, cancellare il rancore, non è alienazione di ogni dissapore.

Il perdono guarisce, non ferisce nell’ orgoglio, risolve ogni imbroglio,il perdono è un dono, è condono del risentimento in attesa di un redento pentimento.

Il perdono è un dono!
07/08/2022

pH dal web

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Sull’altrui comportamento, è opportuno esprimersi nel caso in cui di esso occorra tesserne le lodi. È saggio invece non pronunciarsi, qualora la nostra opinione sia utile giusto a compiacere coloro che, con un mendace e deleterio giudizio, sono soliti assecondare il naturale istinto umano alla diceria.

pH dal web

Prigioniera della vita di Marilù Murra

Paura di una follia,

terrore di un gesto insensato

il cuore batte forte, potrebbe fermarsi e portare alla morte. 

Il semaforo è rosso e in un baleno diventa verde,la gente senza riflettere su quella corsia si perde.

Il brivido di quel  volto disinvolto  freme per le vie,inerme una donna chiede aiuto, nessuno ascolta il suo terrore mentre quel corpo fragile si imbeve di calore , fa un passo indietro,non si volge al passato e con occhi speranzosi attende un futuro senza sentieri tortuosi.

Barcolla e non molla,auspica un mutamento sano ma si duole per quell’ uomo che non le ha teso la mano, ha un bimbo avvolto al collo sembra percepire il bisogno, con sguardo corvino, sotto un sole aguzzino,si tiene aggrappato in attesa di un uomo fidato, ha fame ma rifulge  di un sorriso smagliante e  di dolcezza è intriso,che a guardarsi sembra il paradiso,di pace ridondante.

 Essere generoso  è un abbraccio caloroso e un saluto doveroso, anche verso un forestiero brioso,guarda negli occhi e dimostra attenzione che non è ostentazione ma donazione sincera per una persona che la vita ha reso prigioniera.

Il prezzo della vita è l’ armonia del dare e ricevere, lei ha dato la vita per meritare la ricompensa di una dolce risalita.

Asturi ” In preghiera”.
Tempera su tela di 80 x 60 cm

Torno ramingo con il sacro cappello!di Marilù Murra

Si ode un profumo di santità

non perché tra noi ci sia castità,

il percorso è lungo, vorrei chiedere tante grazie ma non mi dilungo, non vorrei osare per non sbagliare, perché Tu hai ben presente ciò che nella mia vita è assente.

Non è possibile avere proprio tutto, altrimenti questo viaggio sarebbe un’ esperienza senza costrutto, affrontare gli affanni mi aiuta ad accennare canti di benedizione affinché questo mondo non sia una mera illusione.

Non sono sola e nel buio della notte, quando le mie ossa eran tutte rotte,il mio sguardo ho alzato al cielo e Ti ho imploraTo per donarmi un po’ di zelo,hai steso il Tuo velo misericordioso e mi hai avvolto in un manto caloroso.

Chi fede non ha, la vede come fatalità, alcuni le chiaman coincidenze, io le definisco Presenze, che non sono credenze ma certezza di cose che si sperano e dimostrazione di quelle che non si vedono,anche quando le energie cedono.

Mi hai aiutato a perdonare che  non è  adulare ogni gesto  erosivo, mi hai sostenuto a  vivere senza alcun atteggiamento lesivo, non come essere punitivo ma con un amore purgativo,ogni gesto in aspirazione della luce eterna sarà esplicativo.

Torno ramingo e poso il sacro cappello che non è un orpello ma suggello di fede, speranza e carità

che sarà il mio vello in ogni difficoltà.

Torno ramingo con il sacro cappello

24/07/2022

pH dal web

Il mare ascolta e tace. Da Poesia e Parole di Marilù Murra.

Ci son giornate che vivo con amore,ove nessun tormento emana un cattivo odore, il tutto è ebro di incenso intenso.

È domenica suonano rintocchi santi,i sussulti sono tanti, si trascorron poche ore al mare e si auspica serenità pensando alla nebulosa ombra che scompare.

Il sole riflette i suoi raggi nello specchio azzurrino e in fondo si rileva turchino, trasporta ghiaia e sabbia e diventa pace per colui che di tanto in tanto s’ arrabbia.

Il mare è un mistero, è un abisso, è lo sfogo per chi è prolisso, ode e non è loquace, spesso ascolta e tace, non riporta le confidenze altrui, le nasconde nei meandri bui.

Il mare è un amico finché non si muove in tempesta, non mi fido e son mesta, in una raffica estiva torno subito a riva, respiro profondamente e penso che son viva, nuoto a grandi bracciate per mettermi in salvo,riemergo e lascio la scia, viro in direzione opposta al vento, non mi pento di essermi inoltrata, di una nuova esperienza sono onorata.

Mi son fidata, d’ ora in poi, con educazione e cortesia ascolterò il mio mare che da sempre mi ascolta e tace.

Il mare ascolta e tace
17/07/2022

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Circa la facoltà di riuscire a cambiare il corso del nostro destino,  pare che certe situazioni ci accomunano a quelle formiche che marciano in fila una dietro l’altra, animate dalla stessa volontà di raccogliere briciole. Ma a un certo punto, chissà perché, alcune decidono di rimanere schiacciate sotto un sasso che, giusto in quell’istante, stabilisce di rotolare giù da una montagna. Mentre le altre formiche optano di scampare prodigiosamente a una triste fine, decidendo di continuare illese la loro opera.

Battito cullato da Poesia e Parole di Marilù Murra


Riposa sul cuore della mamma
dolcezza infinita,brucia una fiamma, si accende un fremito d’ amore.

Una manina tenera avvinghiata alla mammella, un seno materno ove il poppante succhia voracemente il dolce amore eterno.

Un vagito geme nell’aria,subito è placato da una carezza sul capo e ricomincia a poppare daccapo.
Una copertina avvolge il capo,
tenezza infinita, uno sguardo riflesso nel mistero materno,
annusa un profumo intenso,lo riconosce, è inebriante è un
Amore disarmante.

Un ticchettio ed un respiro affannato ,poi un battito
cullato accompagna quel neonato, su quella seggiola al cospetto di una chiesetta di campagna,il vento accarezza le guance e sfiora le mani intrecciate.

Un gongolio ammalia l’ agitazione,
quel quadretto emana un amore incondizionato,il lattante è inconscio di quel ritratto che non è soltanto sintonia di tatto e olfatto, è un battito cullato agiato su un cuore e alimentato da intenso amore.

È speranza, è vita, è futuro perituro, è porto sicuro di pace! la vita lo preservi dai mali e dai malanni, lo protegga e fermi la mano che si scaglia contro il muro avverso,non si arrenda alla mediocrità, non presti il fianco al nemico e tuteli in ogni istante, la sua dignità.

Battito cullato
03/07/2022
Marilù Murra


Pierre-Auguste Renoir
– Una donna che Allatta il bambino-

Il santificatore di Marcello Antelao recensione Elisabetta Bonaudi

Nei boschi di Gussago, a pochi chilometri da Brescia, viene rinvenuto il cadavere semicarbonizzato di una prostituta. Sul posto giungono il vicequestore aggiunto Remo Zamboni e l’antropologo forense Ermete Di Stefano.
La prima cosa che notano è l’insolita posizione del corpo che emula quella dell’uomo Vitruviano, mentre sul collo della vittima spicca un ciondolo votivo raffigurante S. Clemente. Ma non è tutto perché ispezionando la zona, Zamboni scopre delle lettere incise sui tronchi degli alberi che formano la parola Gehinnon.
All’inizio gli inquirenti brancolano nel buio, ma non passa molto tempo che il killer si rifà vivo e lascia dietro di sé una lunga scia di sangue.
Questo giustiziere uccide le sue vittime inscenando il martirio di Santi, traendo ispirazione da un antico testo risalente al tredicesimo secolo: la “Legenda Aurea ” di Jacopo da Varagine.
I media l’hanno soprannominato IL SANTIFICATORE.
Dopo accurate ricerche Di Stefano e Zamboni, scoprono che tutti gli omicidi sono collegati tra loro da trascorsi criminali avvenuti negli anni Novanta, dunque la chiave di svolta è sepolta nel passato.
“Il Santificatore” è un thriller psicologico dalle sfumature horror gotiche, stilisticamente stratificato e dal ritmo molto serrato.
L’ambientazione tetra ed elegante allo stesso tempo, suscita nel lettore molta curiosità, l’autore ci presenta i suoi luoghi d’origine ricchi di arte e storia dove sembra che il tempo si sia fermato.
Questo romanzo esercita un potere magnetico fin dalla prima pagina; la storia piuttosto intricata si intreccia con le vite di diversi personaggi a cominciare dal protagonista assoluto: il Santificatore una figura oscura e malvagia che rivelerà la sua vera natura solo alla fine.
E così si dimostrano interessanti gli altri protagonisti, capaci di coinvolgerci a tal punto nella loro indagine, di farci sentire parte della loro squadra investigativa.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro a chi ama il romanzo crudo e diretto dove impera l’eterna lotta tra il bene e il male.

Marcello Antelao, classe 1981, vive in provincia di Brescia. Nel 2009 esordisce con il giallo storico “Whitechapel 1888” pubblicato da Silele edizioni. Nel luglio 2019 pubblica il romanzo fantastico “Sagome Visionarie” Argento Vivo edizioni con cui nel 2020 si è aggiudicato il Trofeo Cassiopea. “Il Santificatore” pubblicato da Arpeggio Libero Editrice (2022) è la prima indagine del vicequestore aggiunto Remo Zamboni.


Elisabetta Bonaudi

La vita in una fotografia tratto da Poesia e Parole di Marilù Murra

Ci sono fotografie impresse nel cuore,sempre nitide, che non si incarnano concretamente,indelebili nutrono un’ anima desiderosa di verità.

C’ ‘è una fotografia in fondo ai pensieri ha una forma astratta
che si disseta ad una sorgente, dove l’ immaginazione si infiltra intermittente, è ingiallita, è poco confidenziale, lontana, corroborata da una fantasia casuale.

La osservo e la stringo al cuore sento ancora il tepore di un tempo lontano, vivo nell’ anima e porto il logorio di quell’ abbraccio intenso, spento da una fioca luce, che opaca riflette il filo che cuce il lacero della ferita rimarginata.

Oggi c’ è desertificazione digitale, non avremo mai più uno scatto accidentale,oggi i selfie e l’ apparenza sui social, approdano senza clemenza,anche nel reale c’ è solo finzione e ipocrisia, non soltanto avaria di sentimenti ma aridità di argomenti.

Fotografare con luce e ombre è
un’ arte e non un passatempo per ostentare e suscitare l’ attenzione, dopo anni , quell’ immagine sgualcita straborda di una magica sensazione, non è una effimera informazione ma ammirazione per un tempo trascorso con passione.


La vita in una fotografia
26/06/2022
Marilù Murra


Ph dal web

Oltre il buio di Jack Lion recensione di Elisabetta Bonaudi

“Oltre il buio” è una spaventosa traversata nelle tenebre che il lettore compie in compagnia di dieci originali e sconvolgenti racconti horror, dove la morte regna sovrana.
Lion, al suo esordio letterario, apre il sipario con la fiaba maledetta “Creature allucinanti. Qui il giovane violinista Russel, si ritrova nel suo vagabondare in una desolata e macabra boscaglia, circondato da esseri malvagi dall’aspetto mostruoso; dovrà fare ricorso a tutta la sua astuzia per cercare di sfuggire a un destino che sembra inevitabile.
In “Storia di un serial killer” viene delineata la figura di Mark, un uomo privo di scrupoli dal curriculum inimmaginabile che da perfetto criminale rinnegherà persino l’inferno.
In “Spauracchi assassini” il piccolo Sergey, ogni sera si ritrova solo nella sua cameretta a osservare impaurito la fila di pupazzi posti sullo scaffale di fronte; guidati da una forza maligna, questi fantocci inquietanti prenderanno vita e…
“I saltimbanchi della morte” narra di una giovane coppia di sposi: Frank e Julia, che diventano genitori di tre gemelli. In verità si tratta di tre ripugnanti mostriciattoli che da loro rifiutati, vengono affidati inizialmente alle cure non proprio “amorevoli ” della nonna; una volta cresciuti, troveranno rifugio in un vecchio Luna Park abbandonato, dove la loro sete di vendetta sarà implacabile.
In “Loro” due ragionieri comunali, Pixon e Nixon, trovano in alcune fatiscenti rovine della storica città, un fantomatico manoscritto contenente raccapriccianti segreti (viene proposto un bizzarro episodio realmente accaduto nel 1919).
In “Vecchie pietre” si parla di alieni.
Questa storia vera è successa nell’oscura Oma-Loma, nel cuore delle valli lomalifere, dove viene riportato un discorso registrato su audiocassetta tra il professor Artur Nolan, specialista in ipnosi e il signor “Jo” unico testimone dell’incontro ravvicinato con questi esseri ; il suo stato mentale ha subito delle gravi e irreversibili ripercussioni.
In “Lucy” Ernest, il nostro protagonista, una sera investe accidentalmente con la sua auto una gatta. Ma non una qualunque, infatti la misteriosa targhetta recante il nome Lucy sul collare del felino, rievocherà in lui un passato che credeva ormai dimenticato.
“La parte migliore “. Questo è in assoluto il mio preferito: si tratta di una novella in parte autobiografica, dove l’orrore e la poesia si intrecciano in un quadro narrativo dal quale è difficile scindere il certo dal fittizio; si arriva grazie alla sua straripante fantasia a un finale metafisico ultraterreno.
Per finire “Buio”. Cosa porta il quindicenne Kevin a un’ irresistibile sete di buio? Qual è il significato della presenza angosciosa delle cornacchie di Dark-Town?
Jack Lion sa scrivere storie spaventose ricche di contenuti grazie ai suoi personaggi così ben tratteggiati. Si parla di diversità e di emarginazione, creando il giusto punto d’incontro tra due mondi: l’onirico e il reale, dove in ogni episodio si perde il confine tra il possibile e l’impossibile, tra la follia e l’equilibrio.
La narrazione scorre fluida, il testo risulta accurato nei dettagli, molto buone le descrizioni tanto da assumere un carattere cinematografico.
In queste creature oggettivamente terrificanti, c’è dell’umano e di conseguenza troviamo anche una certa mostruosità in alcuni esseri umani: spesso quello che sembra non è!
In definitiva questa lettura è gratificante per chi desidera vivere un’avventura spettrale, garantendosi quella sana catarsi che solo il genere horror sa offrire.
Ognuno di noi ha paura di qualcosa, ciò che può spaventare me non spaventa voi e viceversa, ma di sicuro non vi lascerà indifferenti immergendovi per qualche ora fra le sue pagine.

Elisabetta Bonaudi

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Prendiamo le distanze da tutto ciò che non è abbastanza. Non accontentiamoci mai di ciò che è poco. Di poco affetto, poca attenzione, poca protezione. E soprattutto di poca luce.
È meglio fare brillare se stessi costantemente come piccola fiamma di candela, che vivere nella buia eterna attesa di essere un solo istante dell’altrui luce riflessa.

Nettuno e Zefiro tratto da Poesia e Parole di Marilù Murra

L’ acqua azzurra porta con sé il suono del silenzio in un brivido che soffia in un triste momento,
si ode il fruscio delle onde che si infrangono su quel ripido scoglio,usurato dal tempo e dal ticchettio del vento.

Tutt’intorno la luna illumina il cielo
e sovrasta ogni pensiero,
lassù una stella brilla e’ quel fiore reciso alla vita, che troppo presto il fato ha voluto strappare,senza pensare.

Cerchi concentrici di acqua sorgiva zampillano alla fonte, la vista si allunga nel buio del mare mentre i deliri ti nutrono di estasianti sospiri.

Si percepisce la fosca immago di Nettuno che minaccioso in fondo al mare comanda i mostri marini e le tempeste, con tenacia e coraggio della sua energia non si sveste.
Ritratto sul carro trainato da cavalli marini con un tridente nella mano destra comanda chi gli vuol tenere testa.

Brulica e soffia Zefiro da ponente, tiepido e leggero accarezza il volto languido e indolente al pregiudizio di ogni avventato, infrangibile, ascolta un animo stolto e gli effluvi intensi diffonde in un abbraccio ormai sepolto.


11/06/2022
Marilù Murra

La belva di Garait di Mauro Zanetti, recensione di Elisabetta Bonaudi

Al questore di Trento, Fabrizio Gerola, viene fatta recapitare una lettera scritta a mano recante una data molto significativa in riferimento alla scomparsa di Sabrina e Chiara, due ragazzine dodicenni inghiottite nel nulla cinque anni prima.Tutto fa supporre che a scriverla sia stato il loro rapitore,  facendo così riaprire ufficialmente il caso rimasto irrisolto. Gerola e la sua squadra studiano attentamente un piano e organizzano nella massima riservatezza una caccia all’uomo che li conduce su indicazione dello stesso autore della lettera a Frassilongo, un paesino di montagna poco distante da Trento. Inaspettatamente l’uomo misterioso si palesa a loro, ma riesce scaltramente a fuggire nei boschi (che conosce come le sue tasche).Sembra solo più una questione di tempo,  ma nuovi e inquietanti scenari fanno emergere un’altra verità in un’ indagine ad alto rischio che trascinerà i nostri protagonisti in una spirale di violenza e crudeltà. “La belva di Garait” è un giallo intricato, incentrato sul senso di colpa, sul passato che ritorna più vivido che mai e dove regna l’illusione nell’omicida di farla franca. Il ritmo narrativo incalzante unitamente alla facilità di linguaggio, trascinano chi legge in una discesa graduale verso l’abisso più nero. I personaggi sono ben tratteggiati con i  loro pregi e difetti,  con quella normalità e voglia di ricercare la verità a tutti i costi. Incominciando dai gemelli De Vecchi: Antonio “lo sportivo” e Alessandro “il raffinato”, due investigatori privati che collaborano come consulenti con la polizia locale,  accanto a loro troviamo l’ispettore Michele Zanni,  un trentenne timido ma che si è affermato professionalmente grazie anche alla presenza indispensabile di Mara Petrosi, la poliziotta dallo sguardo severo e dall’intuito infallibile; infine lui Fabrizio Gerola, il questore a cui non sfugge mai niente, determinato a risolvere questo cold case che reclama giustizia una volta per tutte. Una storia attuale che racconta il MOSTRO di una piccola realtà di provincia, dove tutti si conoscono e non immaginano minimamente di aver per vicino di casa il carnefice. È proprio nella fragilità della mente umana in cui il bene e il male coesistono che si annida il peccato.Mauro Zanetti si è laureato in Storia del Trentino presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo “Vellutum, di seta e di altri intrecci ” per I.B.U.C edizioni. “Tracce Parallele” ha segnato nel 2021 il suo esordio con NULLA DIE,  seguito da “La belva di Garait”. Elisabetta Bonaudi 

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Si possono anche perdonare le bugie dette a fin di bene, ma meglio non perseverare nella clemenza qualora abbiamo a che fare con un bugiardo cronico.
Vana è la falsità di coloro vivono nel regno delle frottole. Esso è pieno di fantasiosi ed elaborati castelli di carte che prima poi, sotto il peso di strati di inganni e fandonie, sono di certo destinati a crollare.

Ph web

L’ estate prepotente di Marilù Murra.

Torna il caldo afoso
gorgheggia la cicala in un cielo
misterioso,la natura ammalia con il suo verde manto un raccolto prosperoso.

Si odono per i borghi e le viuzze,
scorazzare testoline aguzze,
sono quei bambini che in un anno , ognuno a suo modo ,ha dimostrato
impegno e dedizione, dimenticando qualche volta una nota di partecipazione,
ora intonano un inno alla liberazione.


Cinguettan sugli alberi gli uccellini,
gli insetti insidiosi ronzano nei giardini, l’ inerzia rallegra i cuori e stempera i malumori,ci son malanni che non conoscono stagioni e resistono ai tuoni e ai temporali dei cicloni .

Suonano melodie in riva al mare o sulla vetta di una montagna non sono strumenti musicali né rumori artificiali ma armonie naturali,dettate dal ticchettio del cuore per evitare un fastidioso clamore.

Un muscolo piccolino palpita più forte e fa vibrare ogni sorte, trascorron le giornate, anche quelle amare che diventano storte , nei ricordi si concentrano storie speranzose con credenze graziose, con tenacia e passione tutte all’ improvviso,divengono riflessioni coraggiose .

Marilù Murra

05/06/2022

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Recensione di Riccardo Landini redatta da Elisabetta Bonaudi.

Certo che per Astore Rossi non c’è mai pace, guai in vista in questo quarto episodio, che tra addii e ritorni inattesi, lo vedono al centro di una nuova avventura dove nulla è lasciato al caso e tutto ha una spiegazione. Il nostro solitario restauratore di mobili, da poco diventato padre del piccolo Jacopo, cerca di riprendere in mano la sua vita dopo la burrascosa fine della relazione con Anthea; lui che ha sempre vissuto ai margini per celare un segreto che continua a persegiutarlo da anni ed è proprio da questo suo travagliato passato che tutto ha di nuovo inizio. Un “suo” biglietto da visita, trovato accanto al cadavere di Alessandro Cellini, sua vecchia conoscenza, lo accosta alla tragica morte di questi, malgrado ne sia completamente ignaro. Inquietanti e minacciosi avvertimenti, nonché la presenza di misteriosi figuri che gli gravitano attorno, lo costringono a fare chiarezza cercando di ricomporre il puzzle, ma il gioco si fa più duro del previsto e il mistero s’infittisce. Questo noir per le atmosfere cupe, ambientato tra la pianura Padana e l’Appennino bolognese, è ben congegnato perché non si riesce a capire da dove possa arrivare il pericolo ed è anche molto accattivante per la parte psicologica che caratterizza i personaggi: a partire dallo stesso Astore che nutre un certo sentimento di rimpianto nei confronti di suo figlio e dall’altra parte la forte attrazione per il lato estremo e oscuro del suo antagonista. Lo stile ineccepibile di Landini, la trama molto avvincente, l’intreccio interessante tra la ricerca della verità e la voglia di rivalsa, uniti ad un ritmo narrativo che segue la velocità degli eventi, ne fanno una storia trascinante e spietata che regala al lettore sorprese incredibili. La tensione è palpabile fin dall’inizio e tiene inchiodati alle pagine; se amate risolvere i rompicapi e cercate una narrazione fuori dai soliti schemi, questo è il thriller che fa per voi. Tengo inoltre a precisare che essendo il quarto libro su Astore Rossi, questo non implica necessariamente al lettore di seguire l’ordine cronologico perché lo scrittore fa un esauriente riepilogo degli avvenimenti accaduti in precedenza. Se però avete piacere di conoscere nei dettagli le sue avventure passate, vi consiglio tutta la raccolta: “Il giallo di via San Giorgio” (2019), “Il giallo della villa abbandonata” (2020) e “Il giallo del paese maledetto” (2021) tutti pubblicati da Newton Compton Editori.  Elisabetta Bonaudi 

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Vorremmo tutti avere un telefono speciale per potere sentire ancora la voce di tutte le persone che ancora amiamo e che per diverse circostanze abbiamo perduto.
Potere dire che abbiamo sprecato tempo prezioso aspettando un’occasione speciale per tirare fuori parole affettuose e quelle adatte per chiarire ogni incomprensione.
Poi scusarci se stupidamente pensavamo di trovare altrove qualche cosa di meglio senza accorgerci che i giorni ci sfuggivano insieme agli affetti più cari.
Loro che erano già le certezze della vita migliore che cercavamo.

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Brividi d’amore! di Marilù Murra da Poesia e Parole

I figli sono pezzi di cuore,
di ogni malanno ne senti il sentore
carpisci i brividi e in tutto il corpo avverti un improvviso tremore.

In un lampo riportano letizia che non è una realtà fittizia,
generano un messaggio di riflessione ad ogni indizio di nefasta sensazione.


Oltre al sostegno morale
ti aiutano a superare il banale,ti adducono a prendere qualsivoglia decisione cordiale,
per non rinunciare ad ogni gesto che genera il male.

I figli sono amori
che vivono nei cuori, perdonano errori ma sono i più coerenti inquisitori dei genitori.


Volare lontano è un obiettivo da augurare ad ogni cucciolo che si vuole affermare,non si deve utilizzare ipocrisia ma valutare ogni ipotesi con cortesia.


Brivido d’ amor,chiudi l’ uscio e allunga la mano per salutare, non abbassare lo sguardo , osserva il destino beffardo senza dimenticare il traguardo.


Corri lontano e credi alla vita che cela un arcano, un mistero profondo del quale il genitore rimane un eterno guardiano , sprigiona energia come un volano e per difenderti trasformati in un attivo vulcano.

Marilù Murra
30/05/2022

“La vita sempre più tragicomica ” di Gabriele Giuliani… recensione di Elisabetta Bonaudi!

Gabriele Giuliani, autore versatile, sagace e ironico, dopo l’uscita nel 2019 della sua prima raccolta di racconti “La vita tragicomica “, torna in grande spolvero con quindici nuove storie bizzarre ma autentiche che vedono protagonisti gli eroi invisibili della nostra società, quelli che incontriamo tutti i giorni per le strade, considerati “gli eterni secondi ” ma che non rinunciano a lottare.
La surrealtà è l’elemento dominante nel libro, tratti tipicamente grotteschi nei suoi racconti rivelano gli aspetti contraddittori e inaspettati di una verità nascosta dentro l’apparenza, che contribuiscono a creare un senso di appartenenza comune, cosa che ho riscontrato nella sua prima storia “Il biglietto della lotteria “.
Qui viene narrata la vicenda di Giacomo Nardella, contabile per una ferramenta e sposato da vent’anni con Roberta, cassiera di un supermercato, che un giorno per caso compra un biglietto della lotteria e vince cinque milioni di euro.
Questo fatto inaspettato stravolgerà completamente la sua vita.
Se capitasse a voi una cosa del genere come reagireste?
Giuliani, stilisticamente parlando, fa riferimento ai grandi nomi della letteratura italiana come Pirandello, Calvino e Buzzati.
Leggendo tra le righe è quasi impossibile non porsi delle domande sugli aspetti più intimi dell’animo umano, quello che ho fatto subito dopo aver letto “La mia amata bicicletta rossa “, in cui il protagonista ripercorre con nostalgia passo dopo passo tutte le fasi più importanti della sua vita legate alla sua bicicletta; un racconto così poetico e struggente da aver immaginato Charlie Chaplin pedalare su quella amata bicicletta rossa.
La sua scrittura è lineare, precisa e fresca, capace di catturare sin dalla prima pagina l’attenzione del lettore: più che racconti li definirei piccoli capolavori letterari.
Lo stile inconfondibile, le tematiche espresse in modo così inusuale, l’uso della metafora pirandelliana sull’identità e la fuga da sé stessi e il saper fondere realtà, surrealtà e metanarrativa insieme, ossia parlare dei suoi libri all’interno del testo stesso, ne fanno un’opera unica nel suo genere.
Questi personaggi riescono persino a strapparci un sorriso ma, cosa ben più importante, ci fanno riflettere sulle loro e nostre problematiche esistenziali senza tuttavia deprimerci.
“La vita sempre più tragicomica ” è un libro che stupisce, quello che rileggerete e che porterete per sempre nel vostro cuore, perché in fondo la vita di ognuno di noi è tragicomica!
Gabriele Giuliani, romano, si è laureato in Scienze dell’Educazione, lavora nel campo della formazione e come editor, da poco ha aperto con alcuni soci un’agenzia letteraria. Attualmente vive in Umbria.
Per chi volesse approfondire la sua scrittura vi consiglio di leggere il suo primo romanzo “Il giorno prima delle nozze ” del 2018 (ripubblicato e disponibile ora solo su Amazon) a seguire la raccolta di racconti surreali “La vita tragicomica ” (Augh! Edizioni 2019), nel 2020 è uscito il suo secondo romanzo “Il palazzo dei sette portoni ” ( Bertoni editore) e infine nel 2021 la sua seconda antologia di racconti “La vita sempre più tragicomica ” (Augh! Edizioni).
Elisabetta Bonaudi

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Il falso perbenismo è come un elegante abito che, se indossato, fa apparire impeccabili in ogni circostanza.
Una volta svestiti, può essere tranquillamente riposto insieme agli inganni, alle menzogne e alle doppie vite, tra i polverosi e imbarazzanti scheletri che si è soliti nascondere accuratamente negli armadi.

Foto: La Contessa Marie-Jeanne Du Barry, l’ultima tra le favorite di re Luigi XV di Francia, raffigurata in una delle famose “bambole” dello scultore e storico George S. Stuart. Realizzate con una tecnica mista, le sculture di Stuart, ritraggono personaggi storici e sono degli esemplari unici al mondo.
(Foto di Peter D’Aprix per la Historical Figure Foundation)

Italia in miniatura! di Marilù Murra

Ci sono pezzi di storia
che vivono di gloria,
Ci sono luoghi che raccontano la storia,muti, attendono ancora di riscuotere la vittoria.

Ci sono città affacciate sul mare
che tendono ad affascinare ogni turista sbalordito che con una gondola apre la pista alla sua vista

C’ è una pendenza che stupisce per la sua torre accogliente,pende da un lato e ogni passante né è affascinato

C’ è il Vesuvio maestoso, guarfda Pompei e i suoi scavi ,che se fossero stati meno cavi ,oggi dei suoi abitanti tu cittadino romano, delle sue glorie cantavi.

Ci sono isole che dal mare sono accessibili ma di storia sono fonti inesauribili, Sardegna e Sicilia ricordano i primi scrittori che della letteratura furono i padri promotori.

C’ è il Trentino e Bolzano che offrono un polmone ecologico sano ,fan respirare aria pulita e con le loro chicche ospitano e scandiscono ore ricche

Al tacco c’ è la Puglia che nei suoi mari a bandiera bianca ,in estate accoglie il turista che viene giù dalla capitale e dalla Madunina che con accento meneghino gusta frisella e pomodorino salentino .

A pochi passi erge una grande valle ,quella dell’ Itria che si estende dalla Murgia bianca sino ad una struttura,composta da un cono e chianca che d’ inverno riscalda e in estate il caldo torrido sfalda .

Ci sono borghi e viuzze in tutta Italia che con le sue bellezze ogni passante ammalia,non scordare mai di non tornare con un souvenir che non deve essere per forza un elisir,ma anche una foto ricordo da porre a bordo del proprio cuore che ogni tanto rammenti non con rammarico ma con profondo amore.

Marilù Murra
22/05/2022

Ph. dal web

“Resta in noi ” di Stefania De Girolamo… recensione E.Bonaudi

“Resta in noi ” è un romanzo intergenerazionale, intenso e duro dove il reale si fonde con l’immaginario, è costruito in un modo particolare, con un registro stilistico variabile: saggistica e narrativa si alternano per focalizzare i temi proposti dall’autrice.
Si tratta di un testo impegnato che richiede la giusta dose di attenzione da parte del lettore, vengono analizzati punto per punto alcune questioni che ci riguardano molto da vicino come la pandemia, la crisi economica e sanitaria, la lotta di classe tra le lobby e gli invisibili e per finire le fragilità che minano l’animo di ragazzi e di anziani.
Stefania de Girolamo dedica questo libro principalmente ai giovani, portandoci a conoscenza di una nuova pratica di cui sinceramente ignoravo l’esistenza: lo shifting, simile ad un sogno che permette alle persone, attraverso una complessa forma di meditazione, di cambiare la propria realtà durante un apparente stato di trance.
Agostino e Eleonora sono i personaggi chiave che ruotano intorno al nostro protagonista Gianluca, un ragazzo problematico e vulnerabile, che trascorre tutta la notte navigando in rete, giocando alla Ps4 e dimenticandosi persino di mangiare e di lavarsi, dedito regolarmente allo shifting, per evadere dalla amara realtà e provare ad essere finalmente felice.
Agostino è un signore anziano che dopo una vita trascorsa circondato dall’amore dei genitori, rimasto solo decide spontaneamente di trasferirsi in una casa di riposo.
Eleonora è una signora dall’aria misteriosa che appare all’improvviso diventando una di famiglia per lui, solo alla fine si scoprirà chi è veramente.
In questo romanzo la solitudine, l’egoismo e l’indifferenza sono anch’essi protagonisti, i personaggi che risiedono tra le pagine sono fondamentali per raccontare uno spaccato di vita così attuale.
Termini come “centri di smaltimento” per identificare le rsa, bipedi per descrivere le persone comuni, sono un pugno nello stomaco ma rendono bene l’idea.
La tecnica narrativa del flash-forward, la scrittura matura e precisa e le dettagliate descrizioni che caratterizzano l’opera, fanno in modo che il lettore percepisca subito ciò che la scrittrice vuole trasmettere (a mio modesto parere avrei snellito il testo di un paio di pagine perché l’ho ritenuta una lettura esaustiva già da oltre metà romanzo ).
Nel complesso è un libro che merita di essere letto perché smuove la coscienza collettiva.
Mi è piaciuta molto questa citazione conclusiva che ho voluto riportare:
“L’uomo non deve stare solo, gli esseri umani devono stare insieme, lavorare insieme e non per lo stipendio ma per l’altro”.
Stefania de Girolamo nasce a Genova, si diploma perito turistico e studia la lingua russa, compiendo poi un lungo viaggio nell’Unione Sovietica.
Esordisce nella narrativa con alcuni racconti, poesie e con il romanzo “Insieme ce la faremo”, pubblicato in self-publishing.
Con “Stupro. La ragazza sporca” (Edizione del Poggio 2019) tratta il delicato tema della violenza sessuale.
Attualmente è editorialista presso “Movimento contro ogni violenza sulle donne”.
Elisabetta Bonaudi

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Ci sono assenze talmente presenti da divenire così ingombranti fino a sopraffarci.
La mente genera allora una miriade di storie alternative spingendoci ad idealizzare una persona o il nostro rapporto con lei, rendendola protagonista di una realtà illusoria che finisce con il prendere il sopravvento su quella effettiva.

Foto: “The Brown lady”, (1936)
La sagoma visibile nella foto, scattata con la tecnica della doppia esposizione all’interno della Raynham Hall, a Norfolk, in Inghilterra, è stata attribuita al fantasma di Dorothy Walpole, sorella di Robert, lo stesso che coprì la carica di primo ministro Inglese nel 1721.

Tutto torna! di Marilù Murra

Ci sono limiti che non sono evidenti, che sono presenti in falsi comportamenti. Un ostacolo che si incontra nel perseguire i propri sogni, diviene un traguardo per bisogni insoddisfatti, di questa utilità si nutrono i mentecatti che nobilitano la propria identità con qualsiasi mezzo e finalità.

L’attesa nella maggior parte dei casi origina una crasi di umori che si dilettano tra beffardi e canzonatori, c’è bisogno di minor tempo per raggiungere l’ olimpo , si accorcian le distanze condividendo le pietanze,ma per chi è credente è necessario ricordare che prima o poi il buio aleggerà nelle pietose stanze.

C’ è ostruzione in ogni passaggio che ostacola ogni azione, a vantaggio di un cialtrone , sarebbe necessario un dorato rastrello per sbriciolare paglia e fieno di superbia da trasformare in un bagno di modestia.

Focalizzare lo sguardo al decollo per non perdere il controllo, in un tempo breve o lungo che sia, soddisferà ogni bisogno, al proprio destino non sfuggirà l’ aguzzino .

Ci sono incursioni di fantasia che non sono una magia , arriverà un ticchettio vicino o lontano, che annichilera’ positive emozioni e restituirà brutte affermazioni.

Si devono ammettere gli acerrimi errori e mutare i dissapori, il tempo merita di essere vissuto in uno spazio muto .
15/05/2022

Salvador Dalì, La persistenza della memoria

“L’ inganno” di Diego Zilio… recensione di Elisabetta Bonaudi!

Ogni persona prima o poi durante il corso della vita, attraversa delle fasi critiche. Questo è quello che accade a Giorgio, un tretanovenne, sposato con Silvia e padre del piccolo Michele, nonché stimato dirigente.
Trovatosi all’improvviso, a causa di una ristrutturazione aziendale, senza lavoro, non sapendo come dirlo a sua moglie, inizia a compiere azioni ” di copertura “, trascorrendo intere giornate al bar o nei centri commerciali.
Grazie ad un corso auto-motivazionale, decide che è arrivato il momento di realizzare un suo progetto editoriale lasciato in sospeso da anni e per velocizzare la pubblicazione del suo manoscritto, si firma come Niccolò Ammaniti.
Nel frattempo però, avendo a disposizione parecchio tempo libero, ha il sospetto che Silvia lo tradisca col suo caro amico Marcello.
Questo fatto innesca in lui una situazione psicologicamente difficile da gestire, sentendosi da un lato sopraffatto dal dolore e contemporaneamente animato dal desiderio di vendicarsi.
L’inganno non è solo uno, ma Diego Zilio fa riferimento a più inganni: quello legato alla truffa editoriale, quello riguardante la sfera familiare e quello lavorativo.
Il testo è scorrevole, si legge davvero velocemente complice il fatto di voler sapere come va a finire la storia tra i due; una narrazione che procede ad un ritmo costante, grazie anche a un linguaggio semplice e mai banale.
L’autore attraverso Giorgio e Silvia, disegna un ritratto perfetto e preciso della coppia in crisi, non ci dice che ipocritamente andrà tutto bene.
LEI è una donna di trentasette anni dall’aspetto giovanile e ancora piacente, quella che da adolescente si vantava con le amiche delle sue avventurette sentimentali e che una volta sposata, si è dovuta adattare al ruolo di moglie e mamma modello, rinunciando ad essere se stessa e finendo così per non riconoscersi più.
LUI invece è il classico padre di famiglia rispettabile, che dopo aver perso il lavoro viene travolto da un senso di smarrimento, angoscia e frustrazione derivanti dallo spettro della decadenza dello status economico che era abituato ad avere e che lo spingerà a compiere atti eticamente e moralmente discutibili.
La crisi personale è spesso un catalizzatore di rinnovamento, tanti sono i cambiamenti che la persona affronta attraverso i successi, i fallimenti, gli amori e le delusioni.
Questo è un processo faticoso ma necessario per riprendere in mano la propria vita, cosa che i nostri protagonisti faranno.
L’ho trovato un romanzo completo ed intenso, che porta a fare le dovute riflessioni su chi siamo e cosa vogliamo veramente.
Diego Zilio, padovano, classe 1980, laureato in lettere e filosofia, giornalista di professione collabora con “Il Mattino” quotidiano della sua città.
Ha pubblicato con Panda Edizioni nel 2010 “L’undicesimo pensiero “, una raccolta di racconti, così come “Paris brucia” (Alcheringa 2013). Sempre con Panda Edizioni ha scritto il suo primo romanzo “L’unico giorno del mondo “.
“L’inganno” è il suo quarto libro di narrativa, uscito nel 2021 edito da Castelvecchi.
Elisabetta Bonaudi