Recensione di … Agostina Passantino

Titolo: Sei Racconti e un Intermezzo
Autore: Agostina Passantino
Pagine: 146
Prezzo: 13,90 €
ISBN: 978-88-31257-11-4
Collana: I Vespri 12

BIOGRAFIA – PERSONAGGI –TRAMA – RECENSIONE


BIOGRAFIA


AGOSTINA PASSANTINO è nata a Palermo nel 1981. È laureata in Lettere classiche e successivamente consegue un master in “I mestieri del libro e del documento: conservazione, fruizione, restauro, catalogazione e nuove tecnologie editoriali”. Dal 2005 collabora con la SISPI-Spa come docente nelle sessioni di addestramento alla catalogazione on-line per le biblioteche che aderiscono al Polo PA1.
Dal 2006 è bibliotecaria presso la Biblioteca francescana di Palermo, dove, oltre alla catalogazione su SBN-Web, al reference ed alle attività ordinarie di biblioteca, organizza mostre, eventi, incontri e visite guidate. Ha svolto attività di tutoraggio e docenza di materie biblioteconomiche e insegnato Biblioteconomia e Catalogazione ai corsi di Gestione Patrimonio librario ed archivistico nelle scuole.
È cultore della materia presso l’Università e-Campus di Palermo. Ha, inoltre, pubblicato numerosi articoli ed interventi che hanno come argomento la storia della Sicilia tra ‘500 e ‘800, la paleografia e la diplomatica. Partecipa attivamente a convegni e congressi locali e nazionali. Collabora da tempo con la Biblioteca delle donne UDIPALERMO.



PERSONAGGI


Sono tanti i personaggi a cui dà voce l’autrice. Prendono vita tra le righe di ogni storia e rappresentano una piccola parte di tutti noi. Protagonista è la gente comune, individui che incrociamo ogni giorno per strada o guardando il mondo dalla finestra. Di essi l’autrice riesce a percepire stati d’animo spesso contrastanti, il vuoto esistenziale, l’insoddisfazione, la ricerca dell’amore. Alla narrazione si aggiungono personaggi che fanno parte dei ricordi d’infanzia e ancora altri immaginari dolci dal sapore di un sogno. Tutto, dagli episodi più difficili passando per quelli spensierati, è narrato con leggerezza e precisione. Poche, pochissime pennellate per delineare un quadro. Tutti i protagonisti hanno qualcosa da raccontarci e riescono a farci vibrare le corde del nostro io proprio perché le loro storie sono un po’ anche le nostre. Si arriva così in un battibaleno alla fine di ogni racconto avendo voglia, urgenza, di leggerne un altro. Quotidianità narrata in maniera originale e coinvolgente e dalla quale si percepisce un filo di malinconia in tutti i racconti, soprattutto quando da essi affiorano riferimenti autobiografici, il ricordo del passato e il dolore della perdita.

TRAMA


Di quante storie siamo fatti? In questo volume ve ne sono raccolte sei e nessuna è uguale all’altra, ma tutte hanno una sottile linea che le accomuna: la mancanza.
Quotidianità narrata in maniera originale e coinvolgente e dalla quale si percepisce un filo di malinconia presente in tutti le storie narrate in Sei racconti e un intermezzo, soprattutto quando da essi affiorano riferimenti autobiografici.
L’idea di raccogliere in una pubblicazione i racconti, che si collocano tra il 1997, anno in cui viene scritto Il quadro e il 2017, anno in cui avviene la stesura di Porta dei Greci, nasce dal ritrovamento di un quaderno e dalla successiva ricerca di tanti altri taccuini nei quali l’autrice nel corso degli anni ha trascritto memorie, esperienze ed emozioni intense, tutti aspetti significativi di stati d’animo vissuti in prima persona.
Lo sfondo delle vicende narrate è una Palermo moderna, città con la quale l’autrice ha un profondo legame, ma che sempre rimane immutata nel tempo. Le strade, i vicoli, e anche i luoghi da sempre noti si animano e diventano ricettacolo di emozioni, così che guardando al di là del tangibile, si riesce a cogliere ogni tipo di emozione che emerge dall’apparente vissuto quotidiano.
Le storie dei personaggi sono quelle vissute dall’intera umanità: l’insoddisfazione, il vuoto esistenziale e quello causato dalla perdita delle persone care, la mancanza di certezze generazionali e affettive che tutti noi più o sperimentiamo nel corso della vita. Dopo l’Intermezzo, alle storie di vita reale si aggiungono Il Quadro, Il Gatto e Dito medio all’Universo che vedono come protagonisti personaggi surreali e scenari fantastici e che prendono vita in un giorno qualunque, nei momenti nei quali ci sentiamo sopraffatti dalla noia. A conclusione della raccolta sembra quasi di sentire le note del celebre tango di Carlos Gardel nel racconto A media luz, racconto nel quale i ricordi d’infanzia diventano pretesto per sottolineare la profondità dell’affetto nutrito dall’autrice verso i nonni e come essi siano stati un imprescindibile punto di riferimento.

Pg 71

“Avevo dimenticato di avere ordinato quel disco. Erano passate ormai settimane. E adesso era arrivato. Il disco di Carlo Gardel era arrivato quel giorno. Quel giorno assolutamente devastante. Quel giorno in cui mi ero sentito veramente solo. Quel giorno in cui la mia solitudine era amplificata dalla mancanza di quell’abbraccio, che non avrei mai più potuto ricevere. In quel giorno. Nel giorno del compleanno di quella donna straordinaria che era stata mia nonna”

RECENSIONE

Sei racconti, sei storie che sembrano fotografie, scattate in un momento di quotidianità dei protagonisti. Si tratta di quelle turbolenze, quegli stati d’animo che ognuno di noi è costretto ad affrontare, più o meno spesso, nella propria vita.
Agostina Passantino fotografa, osserva i personaggi dei suoi racconti. Non sono loquaci, questi individui, spesso non raccontano apertamente i fatti loro, non compiono imprese memorabili e proprio per questo ci sembra di vederli e conoscerli tutti, con i loro stati d’animo, i loro vuoti affettivi e le loro frustrazioni.
Sono storie delicate su eventi dell’esistenza umana a cui l’autrice dà un tono semplice e genuino a seconda del tema affrontato: ora sorridente, ora malinconico, lievemente ironico, doloroso, ma sempre partecipato. Sono tutti degli ottimi racconti e li ho letti con un totale coinvolgimento che mi ha trascinato con dolcezza dentro la naturale complessità dell’animo.
Racconti che iniziano in un punto nel tempo e vanno avanti e nessuno dei personaggi, direbbe il lettore, è all’altezza di particolari imprese memorabili. Ma in un mondo pieno di eroi e di facciate impeccabili o almeno perfettamente ritoccate, forse non c’è niente di più epico di Sei racconti e un intermezzo.
Un ottimo libro per chi vuole avvicinarsi al mondo dei racconti, per chi è in cerca di storie convincenti ma brevi, per chi ha voglia di scoprire voci nuove. Sei storie possibili che consiglio a tutti di leggere, sei sguardi sul quotidiano di individui alle prese con gli interrogativi che la vita stessa prima o poi ci pone e ai quali, quasi sempre, nessuno di noi è in grado di rispondere.

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