La comunicazione tra scuola e famiglia! di F. Antico

Capita davanti alla scuola, come al parco, che gli adulti parlino tra loro dell’esperienza scolastica dei propri figli; pertanto i figli di ascoltare che i genitori si lamentino del loro personale rapporto con la scuola e in particolare con gli insegnanti.
Emergono difficoltà nel comunicare, nel chiedere informazioni o momenti dedicati, oppure difficoltà a condividere punti di vista differenti sui bambini, o ancora emergono un uso di linguaggi poco compatibili, scontri su quale sia la corretta visione dei bambini e dei loro comportamenti.


Due istituzioni cruciali per la crescita dei bambini, la famiglia e la scuola

Sembrano avere spazi angusti per comunicare e modalità lasciate al buon senso, laddove invece sarebbe utile un confronto accurato inteso come parte integrante della relazione professionale scuola – famiglia.
Crescere è un processo complesso e i bambini hanno – oggi più di ieri – bisogno di una rete educativa che li orienti e li sostenga lungo il percorso, una rete fatta di alleanze e di competenze complementari in dialogo tra loro.
Se lo sforzo maggiore per una comunicazione più efficace va senz’altro affidato alla scuola in quanto comunità di professionisti che si occupa del benessere e degli apprendimenti dei nostri figli, molto possono fare anche le famiglie in relazione, coinvolte pienamente nell’esperienza scolastica dei bambini e aperte agli stimoli che la scuola ci può offrire.
Come genitori alla ricerca di maggiore dialogo con la scuola si può provare a stabilire un clima di fiducia con gli insegnanti comunicando loro che abbiamo bisogno di momenti dedicati di confronto sull’esperienza scolastica dei nostri bambini, anche se non sono stati programmati a breve; 

Se riteniamo che gli spazi e i tempi per le comunicazioni siano troppo esigui, chiediamo momenti più estesi esprimendo le nostre reali necessità senza imposizione, ma per cortesia, con formule di cortesia

(Vorrei capire meglio…, Mi piacerebbe essere rassicurato su…).

Per poter valutare in modo più sereno e consapevole metodologie o strategie didattiche dei docenti dei nostri figli, dedichiamo un po’ di tempo a dialogare con i nostri bambini, facendoci raccontare come si trovano, che cosa è piaciuto loro di più o di meno della loro giornata a scuola. È importante – senza che diventi però un interrogatorio – aprire presto un dialogo con i bambini che ci aiuti a capire meglio cosa accade in classe. Ricordiamoci, infatti, che una delle finalità della scuola è essere un ambiente di apprendimento accogliente, che suscita il desiderio di apprendere e stimola la curiosità.
A volte siamo timorosi perché non abbiamo abbastanza informazioni su che cosa avviene in classe e sul perché di alcune scelte (adozione alternativa al libro di testo, oppure il lavoro a gruppi come modalità prevalente, o ancora la scelta di non mettere voti o di non correggere tutti gli errori negli scritti dei bambini, oppure la scelta di dare o non dare compiti a casa, e in quale misura…).
In caso di dubbi di questo tipo, una buona scelta è sicuramente quella di chiedere un confronto aperto con gli insegnanti, esplicitando i nostri dubbi, ma al tempo stesso ascoltando le loro spiegazioni. Spesso le loro scelte hanno motivazioni pedagogico-didattiche che non erano state esplicitate e che è utile condividere. È probabile che esplicitando reciproche aspettative e reciproci desideri, si arrivi a una condivisione del percorso che tranquillizza e rassicura
.


E’ prezioso “fare rete” tra genitori e scuola, perché insieme si possa valorizzare l’esperienza dei singoli che magari hanno già vissuto e affrontato momenti delicati, passaggi difficili o al contrario successi nello stabilire un confronto utile sull’esperienza scolastica.

F. Antico

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