La belva di Garait di Mauro Zanetti, recensione di Elisabetta Bonaudi

Al questore di Trento, Fabrizio Gerola, viene fatta recapitare una lettera scritta a mano recante una data molto significativa in riferimento alla scomparsa di Sabrina e Chiara, due ragazzine dodicenni inghiottite nel nulla cinque anni prima.Tutto fa supporre che a scriverla sia stato il loro rapitore,  facendo così riaprire ufficialmente il caso rimasto irrisolto. Gerola e la sua squadra studiano attentamente un piano e organizzano nella massima riservatezza una caccia all’uomo che li conduce su indicazione dello stesso autore della lettera a Frassilongo, un paesino di montagna poco distante da Trento. Inaspettatamente l’uomo misterioso si palesa a loro, ma riesce scaltramente a fuggire nei boschi (che conosce come le sue tasche).Sembra solo più una questione di tempo,  ma nuovi e inquietanti scenari fanno emergere un’altra verità in un’ indagine ad alto rischio che trascinerà i nostri protagonisti in una spirale di violenza e crudeltà. “La belva di Garait” è un giallo intricato, incentrato sul senso di colpa, sul passato che ritorna più vivido che mai e dove regna l’illusione nell’omicida di farla franca. Il ritmo narrativo incalzante unitamente alla facilità di linguaggio, trascinano chi legge in una discesa graduale verso l’abisso più nero. I personaggi sono ben tratteggiati con i  loro pregi e difetti,  con quella normalità e voglia di ricercare la verità a tutti i costi. Incominciando dai gemelli De Vecchi: Antonio “lo sportivo” e Alessandro “il raffinato”, due investigatori privati che collaborano come consulenti con la polizia locale,  accanto a loro troviamo l’ispettore Michele Zanni,  un trentenne timido ma che si è affermato professionalmente grazie anche alla presenza indispensabile di Mara Petrosi, la poliziotta dallo sguardo severo e dall’intuito infallibile; infine lui Fabrizio Gerola, il questore a cui non sfugge mai niente, determinato a risolvere questo cold case che reclama giustizia una volta per tutte. Una storia attuale che racconta il MOSTRO di una piccola realtà di provincia, dove tutti si conoscono e non immaginano minimamente di aver per vicino di casa il carnefice. È proprio nella fragilità della mente umana in cui il bene e il male coesistono che si annida il peccato.Mauro Zanetti si è laureato in Storia del Trentino presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo “Vellutum, di seta e di altri intrecci ” per I.B.U.C edizioni. “Tracce Parallele” ha segnato nel 2021 il suo esordio con NULLA DIE,  seguito da “La belva di Garait”. Elisabetta Bonaudi 

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Si possono anche perdonare le bugie dette a fin di bene, ma meglio non perseverare nella clemenza qualora abbiamo a che fare con un bugiardo cronico.
Vana è la falsità di coloro vivono nel regno delle frottole. Esso è pieno di fantasiosi ed elaborati castelli di carte che prima poi, sotto il peso di strati di inganni e fandonie, sono di certo destinati a crollare.

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L’ estate prepotente di Marilù Murra.

Torna il caldo afoso
gorgheggia la cicala in un cielo
misterioso,la natura ammalia con il suo verde manto un raccolto prosperoso.

Si odono per i borghi e le viuzze,
scorazzare testoline aguzze,
sono quei bambini che in un anno , ognuno a suo modo ,ha dimostrato
impegno e dedizione, dimenticando qualche volta una nota di partecipazione,
ora intonano un inno alla liberazione.


Cinguettan sugli alberi gli uccellini,
gli insetti insidiosi ronzano nei giardini, l’ inerzia rallegra i cuori e stempera i malumori,ci son malanni che non conoscono stagioni e resistono ai tuoni e ai temporali dei cicloni .

Suonano melodie in riva al mare o sulla vetta di una montagna non sono strumenti musicali né rumori artificiali ma armonie naturali,dettate dal ticchettio del cuore per evitare un fastidioso clamore.

Un muscolo piccolino palpita più forte e fa vibrare ogni sorte, trascorron le giornate, anche quelle amare che diventano storte , nei ricordi si concentrano storie speranzose con credenze graziose, con tenacia e passione tutte all’ improvviso,divengono riflessioni coraggiose .

Marilù Murra

05/06/2022

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Recensione di Riccardo Landini redatta da Elisabetta Bonaudi.

Certo che per Astore Rossi non c’è mai pace, guai in vista in questo quarto episodio, che tra addii e ritorni inattesi, lo vedono al centro di una nuova avventura dove nulla è lasciato al caso e tutto ha una spiegazione. Il nostro solitario restauratore di mobili, da poco diventato padre del piccolo Jacopo, cerca di riprendere in mano la sua vita dopo la burrascosa fine della relazione con Anthea; lui che ha sempre vissuto ai margini per celare un segreto che continua a persegiutarlo da anni ed è proprio da questo suo travagliato passato che tutto ha di nuovo inizio. Un “suo” biglietto da visita, trovato accanto al cadavere di Alessandro Cellini, sua vecchia conoscenza, lo accosta alla tragica morte di questi, malgrado ne sia completamente ignaro. Inquietanti e minacciosi avvertimenti, nonché la presenza di misteriosi figuri che gli gravitano attorno, lo costringono a fare chiarezza cercando di ricomporre il puzzle, ma il gioco si fa più duro del previsto e il mistero s’infittisce. Questo noir per le atmosfere cupe, ambientato tra la pianura Padana e l’Appennino bolognese, è ben congegnato perché non si riesce a capire da dove possa arrivare il pericolo ed è anche molto accattivante per la parte psicologica che caratterizza i personaggi: a partire dallo stesso Astore che nutre un certo sentimento di rimpianto nei confronti di suo figlio e dall’altra parte la forte attrazione per il lato estremo e oscuro del suo antagonista. Lo stile ineccepibile di Landini, la trama molto avvincente, l’intreccio interessante tra la ricerca della verità e la voglia di rivalsa, uniti ad un ritmo narrativo che segue la velocità degli eventi, ne fanno una storia trascinante e spietata che regala al lettore sorprese incredibili. La tensione è palpabile fin dall’inizio e tiene inchiodati alle pagine; se amate risolvere i rompicapi e cercate una narrazione fuori dai soliti schemi, questo è il thriller che fa per voi. Tengo inoltre a precisare che essendo il quarto libro su Astore Rossi, questo non implica necessariamente al lettore di seguire l’ordine cronologico perché lo scrittore fa un esauriente riepilogo degli avvenimenti accaduti in precedenza. Se però avete piacere di conoscere nei dettagli le sue avventure passate, vi consiglio tutta la raccolta: “Il giallo di via San Giorgio” (2019), “Il giallo della villa abbandonata” (2020) e “Il giallo del paese maledetto” (2021) tutti pubblicati da Newton Compton Editori.  Elisabetta Bonaudi 

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Vorremmo tutti avere un telefono speciale per potere sentire ancora la voce di tutte le persone che ancora amiamo e che per diverse circostanze abbiamo perduto.
Potere dire che abbiamo sprecato tempo prezioso aspettando un’occasione speciale per tirare fuori parole affettuose e quelle adatte per chiarire ogni incomprensione.
Poi scusarci se stupidamente pensavamo di trovare altrove qualche cosa di meglio senza accorgerci che i giorni ci sfuggivano insieme agli affetti più cari.
Loro che erano già le certezze della vita migliore che cercavamo.

Ph web

Brividi d’amore! di Marilù Murra da Poesia e Parole

I figli sono pezzi di cuore,
di ogni malanno ne senti il sentore
carpisci i brividi e in tutto il corpo avverti un improvviso tremore.

In un lampo riportano letizia che non è una realtà fittizia,
generano un messaggio di riflessione ad ogni indizio di nefasta sensazione.


Oltre al sostegno morale
ti aiutano a superare il banale,ti adducono a prendere qualsivoglia decisione cordiale,
per non rinunciare ad ogni gesto che genera il male.

I figli sono amori
che vivono nei cuori, perdonano errori ma sono i più coerenti inquisitori dei genitori.


Volare lontano è un obiettivo da augurare ad ogni cucciolo che si vuole affermare,non si deve utilizzare ipocrisia ma valutare ogni ipotesi con cortesia.


Brivido d’ amor,chiudi l’ uscio e allunga la mano per salutare, non abbassare lo sguardo , osserva il destino beffardo senza dimenticare il traguardo.


Corri lontano e credi alla vita che cela un arcano, un mistero profondo del quale il genitore rimane un eterno guardiano , sprigiona energia come un volano e per difenderti trasformati in un attivo vulcano.

Marilù Murra
30/05/2022

“La vita sempre più tragicomica ” di Gabriele Giuliani… recensione di Elisabetta Bonaudi!

Gabriele Giuliani, autore versatile, sagace e ironico, dopo l’uscita nel 2019 della sua prima raccolta di racconti “La vita tragicomica “, torna in grande spolvero con quindici nuove storie bizzarre ma autentiche che vedono protagonisti gli eroi invisibili della nostra società, quelli che incontriamo tutti i giorni per le strade, considerati “gli eterni secondi ” ma che non rinunciano a lottare.
La surrealtà è l’elemento dominante nel libro, tratti tipicamente grotteschi nei suoi racconti rivelano gli aspetti contraddittori e inaspettati di una verità nascosta dentro l’apparenza, che contribuiscono a creare un senso di appartenenza comune, cosa che ho riscontrato nella sua prima storia “Il biglietto della lotteria “.
Qui viene narrata la vicenda di Giacomo Nardella, contabile per una ferramenta e sposato da vent’anni con Roberta, cassiera di un supermercato, che un giorno per caso compra un biglietto della lotteria e vince cinque milioni di euro.
Questo fatto inaspettato stravolgerà completamente la sua vita.
Se capitasse a voi una cosa del genere come reagireste?
Giuliani, stilisticamente parlando, fa riferimento ai grandi nomi della letteratura italiana come Pirandello, Calvino e Buzzati.
Leggendo tra le righe è quasi impossibile non porsi delle domande sugli aspetti più intimi dell’animo umano, quello che ho fatto subito dopo aver letto “La mia amata bicicletta rossa “, in cui il protagonista ripercorre con nostalgia passo dopo passo tutte le fasi più importanti della sua vita legate alla sua bicicletta; un racconto così poetico e struggente da aver immaginato Charlie Chaplin pedalare su quella amata bicicletta rossa.
La sua scrittura è lineare, precisa e fresca, capace di catturare sin dalla prima pagina l’attenzione del lettore: più che racconti li definirei piccoli capolavori letterari.
Lo stile inconfondibile, le tematiche espresse in modo così inusuale, l’uso della metafora pirandelliana sull’identità e la fuga da sé stessi e il saper fondere realtà, surrealtà e metanarrativa insieme, ossia parlare dei suoi libri all’interno del testo stesso, ne fanno un’opera unica nel suo genere.
Questi personaggi riescono persino a strapparci un sorriso ma, cosa ben più importante, ci fanno riflettere sulle loro e nostre problematiche esistenziali senza tuttavia deprimerci.
“La vita sempre più tragicomica ” è un libro che stupisce, quello che rileggerete e che porterete per sempre nel vostro cuore, perché in fondo la vita di ognuno di noi è tragicomica!
Gabriele Giuliani, romano, si è laureato in Scienze dell’Educazione, lavora nel campo della formazione e come editor, da poco ha aperto con alcuni soci un’agenzia letteraria. Attualmente vive in Umbria.
Per chi volesse approfondire la sua scrittura vi consiglio di leggere il suo primo romanzo “Il giorno prima delle nozze ” del 2018 (ripubblicato e disponibile ora solo su Amazon) a seguire la raccolta di racconti surreali “La vita tragicomica ” (Augh! Edizioni 2019), nel 2020 è uscito il suo secondo romanzo “Il palazzo dei sette portoni ” ( Bertoni editore) e infine nel 2021 la sua seconda antologia di racconti “La vita sempre più tragicomica ” (Augh! Edizioni).
Elisabetta Bonaudi

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Il falso perbenismo è come un elegante abito che, se indossato, fa apparire impeccabili in ogni circostanza.
Una volta svestiti, può essere tranquillamente riposto insieme agli inganni, alle menzogne e alle doppie vite, tra i polverosi e imbarazzanti scheletri che si è soliti nascondere accuratamente negli armadi.

Foto: La Contessa Marie-Jeanne Du Barry, l’ultima tra le favorite di re Luigi XV di Francia, raffigurata in una delle famose “bambole” dello scultore e storico George S. Stuart. Realizzate con una tecnica mista, le sculture di Stuart, ritraggono personaggi storici e sono degli esemplari unici al mondo.
(Foto di Peter D’Aprix per la Historical Figure Foundation)

Italia in miniatura! di Marilù Murra

Ci sono pezzi di storia
che vivono di gloria,
Ci sono luoghi che raccontano la storia,muti, attendono ancora di riscuotere la vittoria.

Ci sono città affacciate sul mare
che tendono ad affascinare ogni turista sbalordito che con una gondola apre la pista alla sua vista

C’ è una pendenza che stupisce per la sua torre accogliente,pende da un lato e ogni passante né è affascinato

C’ è il Vesuvio maestoso, guarfda Pompei e i suoi scavi ,che se fossero stati meno cavi ,oggi dei suoi abitanti tu cittadino romano, delle sue glorie cantavi.

Ci sono isole che dal mare sono accessibili ma di storia sono fonti inesauribili, Sardegna e Sicilia ricordano i primi scrittori che della letteratura furono i padri promotori.

C’ è il Trentino e Bolzano che offrono un polmone ecologico sano ,fan respirare aria pulita e con le loro chicche ospitano e scandiscono ore ricche

Al tacco c’ è la Puglia che nei suoi mari a bandiera bianca ,in estate accoglie il turista che viene giù dalla capitale e dalla Madunina che con accento meneghino gusta frisella e pomodorino salentino .

A pochi passi erge una grande valle ,quella dell’ Itria che si estende dalla Murgia bianca sino ad una struttura,composta da un cono e chianca che d’ inverno riscalda e in estate il caldo torrido sfalda .

Ci sono borghi e viuzze in tutta Italia che con le sue bellezze ogni passante ammalia,non scordare mai di non tornare con un souvenir che non deve essere per forza un elisir,ma anche una foto ricordo da porre a bordo del proprio cuore che ogni tanto rammenti non con rammarico ma con profondo amore.

Marilù Murra
22/05/2022

Ph. dal web

“Resta in noi ” di Stefania De Girolamo… recensione E.Bonaudi

“Resta in noi ” è un romanzo intergenerazionale, intenso e duro dove il reale si fonde con l’immaginario, è costruito in un modo particolare, con un registro stilistico variabile: saggistica e narrativa si alternano per focalizzare i temi proposti dall’autrice.
Si tratta di un testo impegnato che richiede la giusta dose di attenzione da parte del lettore, vengono analizzati punto per punto alcune questioni che ci riguardano molto da vicino come la pandemia, la crisi economica e sanitaria, la lotta di classe tra le lobby e gli invisibili e per finire le fragilità che minano l’animo di ragazzi e di anziani.
Stefania de Girolamo dedica questo libro principalmente ai giovani, portandoci a conoscenza di una nuova pratica di cui sinceramente ignoravo l’esistenza: lo shifting, simile ad un sogno che permette alle persone, attraverso una complessa forma di meditazione, di cambiare la propria realtà durante un apparente stato di trance.
Agostino e Eleonora sono i personaggi chiave che ruotano intorno al nostro protagonista Gianluca, un ragazzo problematico e vulnerabile, che trascorre tutta la notte navigando in rete, giocando alla Ps4 e dimenticandosi persino di mangiare e di lavarsi, dedito regolarmente allo shifting, per evadere dalla amara realtà e provare ad essere finalmente felice.
Agostino è un signore anziano che dopo una vita trascorsa circondato dall’amore dei genitori, rimasto solo decide spontaneamente di trasferirsi in una casa di riposo.
Eleonora è una signora dall’aria misteriosa che appare all’improvviso diventando una di famiglia per lui, solo alla fine si scoprirà chi è veramente.
In questo romanzo la solitudine, l’egoismo e l’indifferenza sono anch’essi protagonisti, i personaggi che risiedono tra le pagine sono fondamentali per raccontare uno spaccato di vita così attuale.
Termini come “centri di smaltimento” per identificare le rsa, bipedi per descrivere le persone comuni, sono un pugno nello stomaco ma rendono bene l’idea.
La tecnica narrativa del flash-forward, la scrittura matura e precisa e le dettagliate descrizioni che caratterizzano l’opera, fanno in modo che il lettore percepisca subito ciò che la scrittrice vuole trasmettere (a mio modesto parere avrei snellito il testo di un paio di pagine perché l’ho ritenuta una lettura esaustiva già da oltre metà romanzo ).
Nel complesso è un libro che merita di essere letto perché smuove la coscienza collettiva.
Mi è piaciuta molto questa citazione conclusiva che ho voluto riportare:
“L’uomo non deve stare solo, gli esseri umani devono stare insieme, lavorare insieme e non per lo stipendio ma per l’altro”.
Stefania de Girolamo nasce a Genova, si diploma perito turistico e studia la lingua russa, compiendo poi un lungo viaggio nell’Unione Sovietica.
Esordisce nella narrativa con alcuni racconti, poesie e con il romanzo “Insieme ce la faremo”, pubblicato in self-publishing.
Con “Stupro. La ragazza sporca” (Edizione del Poggio 2019) tratta il delicato tema della violenza sessuale.
Attualmente è editorialista presso “Movimento contro ogni violenza sulle donne”.
Elisabetta Bonaudi

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Ci sono assenze talmente presenti da divenire così ingombranti fino a sopraffarci.
La mente genera allora una miriade di storie alternative spingendoci ad idealizzare una persona o il nostro rapporto con lei, rendendola protagonista di una realtà illusoria che finisce con il prendere il sopravvento su quella effettiva.

Foto: “The Brown lady”, (1936)
La sagoma visibile nella foto, scattata con la tecnica della doppia esposizione all’interno della Raynham Hall, a Norfolk, in Inghilterra, è stata attribuita al fantasma di Dorothy Walpole, sorella di Robert, lo stesso che coprì la carica di primo ministro Inglese nel 1721.

Tutto torna! di Marilù Murra

Ci sono limiti che non sono evidenti, che sono presenti in falsi comportamenti. Un ostacolo che si incontra nel perseguire i propri sogni, diviene un traguardo per bisogni insoddisfatti, di questa utilità si nutrono i mentecatti che nobilitano la propria identità con qualsiasi mezzo e finalità.

L’attesa nella maggior parte dei casi origina una crasi di umori che si dilettano tra beffardi e canzonatori, c’è bisogno di minor tempo per raggiungere l’ olimpo , si accorcian le distanze condividendo le pietanze,ma per chi è credente è necessario ricordare che prima o poi il buio aleggerà nelle pietose stanze.

C’ è ostruzione in ogni passaggio che ostacola ogni azione, a vantaggio di un cialtrone , sarebbe necessario un dorato rastrello per sbriciolare paglia e fieno di superbia da trasformare in un bagno di modestia.

Focalizzare lo sguardo al decollo per non perdere il controllo, in un tempo breve o lungo che sia, soddisferà ogni bisogno, al proprio destino non sfuggirà l’ aguzzino .

Ci sono incursioni di fantasia che non sono una magia , arriverà un ticchettio vicino o lontano, che annichilera’ positive emozioni e restituirà brutte affermazioni.

Si devono ammettere gli acerrimi errori e mutare i dissapori, il tempo merita di essere vissuto in uno spazio muto .
15/05/2022

Salvador Dalì, La persistenza della memoria

“L’ inganno” di Diego Zilio… recensione di Elisabetta Bonaudi!

Ogni persona prima o poi durante il corso della vita, attraversa delle fasi critiche. Questo è quello che accade a Giorgio, un tretanovenne, sposato con Silvia e padre del piccolo Michele, nonché stimato dirigente.
Trovatosi all’improvviso, a causa di una ristrutturazione aziendale, senza lavoro, non sapendo come dirlo a sua moglie, inizia a compiere azioni ” di copertura “, trascorrendo intere giornate al bar o nei centri commerciali.
Grazie ad un corso auto-motivazionale, decide che è arrivato il momento di realizzare un suo progetto editoriale lasciato in sospeso da anni e per velocizzare la pubblicazione del suo manoscritto, si firma come Niccolò Ammaniti.
Nel frattempo però, avendo a disposizione parecchio tempo libero, ha il sospetto che Silvia lo tradisca col suo caro amico Marcello.
Questo fatto innesca in lui una situazione psicologicamente difficile da gestire, sentendosi da un lato sopraffatto dal dolore e contemporaneamente animato dal desiderio di vendicarsi.
L’inganno non è solo uno, ma Diego Zilio fa riferimento a più inganni: quello legato alla truffa editoriale, quello riguardante la sfera familiare e quello lavorativo.
Il testo è scorrevole, si legge davvero velocemente complice il fatto di voler sapere come va a finire la storia tra i due; una narrazione che procede ad un ritmo costante, grazie anche a un linguaggio semplice e mai banale.
L’autore attraverso Giorgio e Silvia, disegna un ritratto perfetto e preciso della coppia in crisi, non ci dice che ipocritamente andrà tutto bene.
LEI è una donna di trentasette anni dall’aspetto giovanile e ancora piacente, quella che da adolescente si vantava con le amiche delle sue avventurette sentimentali e che una volta sposata, si è dovuta adattare al ruolo di moglie e mamma modello, rinunciando ad essere se stessa e finendo così per non riconoscersi più.
LUI invece è il classico padre di famiglia rispettabile, che dopo aver perso il lavoro viene travolto da un senso di smarrimento, angoscia e frustrazione derivanti dallo spettro della decadenza dello status economico che era abituato ad avere e che lo spingerà a compiere atti eticamente e moralmente discutibili.
La crisi personale è spesso un catalizzatore di rinnovamento, tanti sono i cambiamenti che la persona affronta attraverso i successi, i fallimenti, gli amori e le delusioni.
Questo è un processo faticoso ma necessario per riprendere in mano la propria vita, cosa che i nostri protagonisti faranno.
L’ho trovato un romanzo completo ed intenso, che porta a fare le dovute riflessioni su chi siamo e cosa vogliamo veramente.
Diego Zilio, padovano, classe 1980, laureato in lettere e filosofia, giornalista di professione collabora con “Il Mattino” quotidiano della sua città.
Ha pubblicato con Panda Edizioni nel 2010 “L’undicesimo pensiero “, una raccolta di racconti, così come “Paris brucia” (Alcheringa 2013). Sempre con Panda Edizioni ha scritto il suo primo romanzo “L’unico giorno del mondo “.
“L’inganno” è il suo quarto libro di narrativa, uscito nel 2021 edito da Castelvecchi.
Elisabetta Bonaudi

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Secondo la legge del karma, ogni persona che arriva nella nostra vita non lo fa per caso e ogni nostra azione, per quanto piccola, ci rende grandi per quello che diamo e non piuttosto per ciò che riceviamo.
Pertanto, dovremmo sempre ricordarci che ogni gesto da noi compiuto si ripresenta anche dopo tanto tempo e che bisogna agire secondo il principio che ogni male che cagioniamo conduce a un altro male, proprio come un bene conduce a un altro bene.

Jacopo da Ponte, detto Jacopo Bassano
(1510-1592)
“San Martino col mendicante e Sant’Antonio Abate”, (1580 c.)
Olio su tela, cm 167×105.
Bassano del Grappa, Museo Civico.

Silenzi assordanti

Sfidare uno sguardo intrepido

Che si ostina in un atteggiamento arrogante ti induce ad un silenzio assordante.

L’eco, il  rumore profondo, il brontolio dell’ esasperato io  rimbomba in un mondo distopico, destati in  un ambiente caotico,percorri un viaggio tra i ricordi ingialliti e riporti sdruciti che riposano nei silenzi infiniti.

Ci sono  momenti in cui pensi di non poter parlare con nessuno,

 perché ti sentiresti inopportuno.

Quel qualcuno  non capirebbe ma scalfirebbe.

Ergi un muro di pace che non è assenza ma semplicemente resilienza,  una forma di autoprotezione per celare ogni tua sensazione.

 Se nessuno conosce i tuoi pensieri,  eviterai tutti i dispiaceri,il silenzio diventa un privilegio e la tua vita non sarà un sacrilegio, rivolgerai un’ apoteosi di sguardi radiosi e fulgidi, ascolterai soltanto te stesso se ogni segreto nel tuo cuore rimarrà impresso.

I silenzi assordanti son parole ridondanti,mute, urlano emozioni  disarmanti , paralizzano gli spiriti doloranti e svegliano luce che cattura ogni dono da esibire e non infierisce  quell’ espressione stravolta dalla rabbia che altera un volto, come se fosse chiuso  in una gabbia.

07/05/2022

Marilù Murra

Giorgio de Chirico, Le muse inquietanti (1925 [1947]; olio su tela, 97 x 67 cm; Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea)

Gli aforismi di Leonarda Brancato

La saggezza è quello scrigno dentro al quale abbiamo messo in serbo ciò che a nostre spese o a nostro beneficio abbiamo imparato dalla vita e dove custodiamo le esperienze di cui abbiamo fatto tesoro, traendo minuziosamente esempio dalle vicissitudini della vita degli altri.

(Leonarda Brancato)

Marinus van Reymerswaele, (1490-1546) 
“Il cambiavalute e sua moglie”, (1539)
Olio su tavola, 83 x 97 cm
Museo del Prado, Madrid

Libertà! quella strana verità.

Libertà e’ un boccone amaro   ingerito  da una bocca di miele che non cela un cuore di fiele, e’ il  sapore di una parola gentile che non suscita lamentele.

Libertà è un’ ancora di salvezza in riva  al mare burrascoso sfiora   un movimento ondoso e sfiora una dolce brezza.

Libertà e’ un abbraccio silente che sprigiona quella personalità caliente, sposa istanti di quotidiana felicità e si incrocia sul  viatico di una dissoluta’  affinità, spesso aiuta a superare ogni banalità.

Libertà e’ quel  benessere che  trasforma le grigie  nuvole  in  favole, libra in un cielo come sogno profondo  e arranca un legittimo bisogno.

Libertà è quel carburante creativo che ti rende sempre attivo, un valore senza  apprensione e memore che la tua  libertà, non debba essere un altrui tensione.

Libertà e’ potere unico,ricco di piacere, ma e’ semplicemente la dote di un giocoliere ,  dono di libertà dovrebbe essere una sana verità universale e non una spina nel fianco brutale.

Libertà e’ cibo di perfezione in  un mondo di rara bellezza, dove aleggia  un’ incognita di dissolutezza e prevale 

una misera stanchezza.

Libertà e’ una strana verità senza filtri, menzogna e trappola, stilla  quando i pensieri altercano nella mente,indossa l’ abito da moviola per  far alimentare una  fiaccola sgomenta, lenta e tacita arde in 

un’ atmosfera che annienta, ma rediviva adorna  la lealta’ ed imbruttisce la disonesta’ .

“Bedtime aviation”, Rob Gonsalves, 2001, olio su tela

GLI AFORISMI di LEONARDA BRANCATO



Se siete convinti che amare significa necessariamente essere l’unico e costante pensiero nella mente di qualcuno, allora il vostro non è amore. È soltanto il desiderio dettato dal vorace egoismo di essere pensati.

(Leonarda Brancato)

Artemisia Gentileschi, (1539-1656)
“Giuditta che decapita Oloferne”, (1620 ca.)
Olio su tela, 199×162,5 cm
Galleria degli Uffizi, Firenze.

Un amico, due anime!

Un amico è sincero e disinteressato per te supererebbe ogni ostacolo,
ti fa parlare ,ti dona consigli e ti accetta per quello che sei , soprattutto non salva innocenti ed incastra rei .


Agisce con maestria e abilità,
senza esitare, ti guarda negli occhi e comprende i tuoi blocchi, è importante distinguere gli amici dai conoscenti,i primi sono sempre coerenti ,i secondi curiosi e impazienti .

Il vero amico non ha avversione né assuefazione alle tue parole, anche quando il suo cuore duole .


Nel momento del bisogno, ogni dolo diventa un sogno,
un migliore amico non ti annienterà e non ti lascerà soffrire da solo, perché è certo che in due si spicca il volo.

L’ amico ti difende anche quando non lo sai, perché tra le due entità
c’ è un tacito accordo per ridere assai, del resto così , ogni rapporto sarà onesto e anche un sano litigio non farà testo .

Un amico è un tesoro, è prezioso come l’ oro, affievolisce le pene e condivide le gioie terrene;
un amico saggio perdona nel disagio ed illumina con un umile raggio .

Un vero amico ha due anime, è una persona con cui si può essere sincero e non essere un angusto prigioniero.
L’amicizia raddoppia le gioie e divide le angosce, ricordati di ammonirlo in segreto e lodarlo tra il pubblico lieto .


Due amici son anime fuse con cuore e mente,l’ amico è un essere
clemente, dona mitezza e si paventa indulgente in ogni espressione e con profonda comprensione.

25/04/2022
Marilù Murra

Picasso realizzò “Amicizia”, datato appunto 1908, oggi conservato all’Ermitage di San Pietroburgo.

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Spesso ci tormentiamo per non esserci trovati nel posto giusto al momento giusto, pensando che il nostro intervento avrebbe potuto assicurare la serenità di coloro che ci stanno a cuore.
Dovremmo ricordarci invece che non siamo per nulla onnipotenti, tant’è vero che
in molte circostanze della nostra vita, nemmeno da protagonisti, siamo stati in grado di assicurarci quella contentezza che eppure era la nostra.

(Leonarda Brancato)

Julien de Parme (1736-1799)     
Pseudonimo di Bartolomeo Ottolini o di Jean-Antoine Julien
“Giove e Teti”, (1760 circa) 
Olio su tela  
Palazzo Pitti, Galleria d’Arte Moderna.

Ombre allo specchio di Màrilu’Murra

Chi sono?

un riflesso di momenti frantumati,
l’ immago che sorride nei trambusti e rende l’ iride in un arcobaleno di colori angusti.

Chi sono ?

un’ ombra grigia, sfumata e polverosa in un cuore smarrito e uno spirto dal volo spiccato.
Si muove in un mondo ameno di falsa concordia ma proficuo di incessante discordia, inganni ed ipocrisia elargiscono fallace cortesia,nessuna eloquenza profuma di onesta coerenza.

Chi sono ?

un’ anima fragile e ribelle che indossa virtù belle,non una forza che sfida la sorte,convive pacificamente con un silenzio prezioso che ne fan spesso un essere decoroso , resiste a fatiche ed avversità dietro ad un’ apparente cecità.

Chi sono ?

un’ immagine riflessa che nella pace dei pensieri,auspica determinazione, rifugge una crescente tribolazione e richiama un monito laconico di resilienza con maestria e coerenza .

Chi sono ?

una coscienza con cuore, attenta a non perdere pudore, un occhio vigile che ammira uno specchio senza timore. Talvolta
un riflesso ricettivo con un nome per antonomasia che sviluppa angosciosa fobia, talvolta note, voci celate,con lacrime infuse, talvolta un fievole palpito confuso, confermato da luci soffuse.

Chi sono ?


un essere umano, dalle reazioni esplosive che suscita energia avvincente e si ancora disperatamente all’ affetto coinvolgente .

Chi sono ?

specchio, ombra,anima immagine, coscienza, occhio, essere, che libra sospeso in aria, che rifugge dall’ altrui compagnia e preferisce una tana solitaria, non un asociale eremita ma un’essenza che ha lambito diverse volte la sanguinante ferita; smarrito, predilige spostarsi faticosamente e protrarsi in quella trappola misteriosa del tempo, che scorre lentamente nell’ estremità del burrascoso lembo.

18/04/2022
Marilù Murra





Auguste Toulmouche vanità 1889

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Non sminuiamo la bellezza e il successo dell’operato altrui soltanto perché non è il nostro o perché non siamo stati altrettanto abili. È vano lasciarsi sopraffare dal sentimento dell’invidia, poiché non serve certamente a farci acquisire delle qualità che, per natura o per pigrizia, non ci appartengono.

( Leonarda Brancato)

William-Adolphe Bouguereau, (1825-1905)
“Dante e Virgilio all’Inferno”, (1850)
Olio su tela, 280.5×225 cm
Musée d’Orsay, Parigi

I colori della primavera di Marilù Murra

Un pesco in fiore sorride al primo bagliore , il mandorlo decora la natura con cura. Lo sguardo curioso si divincola dal gelo insistente e sfuma i colori di una stagione accogliente.

L: erba tenera è un pasto delizioso per un gregge fazioso, appena recisa emana un odore forte, dopo il temporale si diffonde l’ effluvio della terra , la rugiada brilla sul prato incolto , il candore del passante attraversa l’ inerzia di ogni desiderio sepolto.


Il profumo della rigogliosa vegetazione lambisce le amare note del tempo e suscita un profondo sentimento .

La capinera prudente, sbocconcella con ardore e un canto melodioso gorgheggia nell’ aria con amore, un profumo di rose, gardenie e magnolie, inebriano campi e giardini e scostano il gelido magone.

La natura si risveglia, gli animali escono dalle loro tane, gli alberi danno i primi frutti, le campane suonano a festa e la pace sia desta, siam tutti fratelli, non esaltiamo orpelli ,uniti dobbiamo condividere pesanti fardelli.

Verde bianco e rosso sono i colori della primavera che con amore incarnano l’ emblema della nostra bandiera, a braccetto con il giallo e rosa dipingono una scena fantasiosa ed infine con il glicine realizzano una stagione fragorosa.

Claude Monet, Primavera, 1886

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Provate a immaginare come sarebbe stata la nostra vita senza che avessimo mai commesso alcun errore.
Se è vero che ci saremmo potuti vantare di avere mantenuto una condotta indubbiamente irreprensibile, è anche vero che l’intero corso della nostra esistenza, oltre a risultare verosimilmente perfetto, ci sarebbe oltremodo apparso come assolutamente noioso e prevedibile.

Augustus Leopold Egg (1816-1863)
“The Travelling Companions” (1862)
Olio su tela, 65,3×78, 7cm
Birmingham Museum and Art Gallery

Caino e Abele di Marilù Murra

Ci sono tormenti che si tramutano in silenzi annegati in taciti assenzi, sono danze chimeriche tra il sommerso e il vecchio irrisolto, che muovono le fila di un bisogno stolto.


Si cammina in bilico come i funamboli, in un complesso di squilibri, gli equilibri sono intricati e talvolta incombono veleni consolidati .


Ci si muove liberamente senza smarrire la via , in un mondo
fragile, pieno di insidie e minacce per vivere con se in armonia.


Bisogna virare pericolosamente e suo malgrado, tuffarsi nel vortice di un violento tornado, senza farsi tarpare le ali, incoraggiare una dimensione di sano egoismo, che non sia narcisismo o estrema seduzione.

Con estenuazione si attraversa un terreno fangoso che non sarà mai un piacere grazioso , con occhi profondi si scava nell’ acquitrino e si appura di non specchiarsi con Caino ma nel soffio evanescente di Abele, che non era un essere crudele.

Caino e Abele eran fratelli che han combattuto cruenti duelli ,Caino era un agricoltore e Abele un pastore, l’ ira e la gelosia provocò in loro eterna amnesia, che li divise, così Caino il sangue fraterno uccise .

I due fratelli vivevano in una babele, erano uno un peccatore e l’ altro un traditore, non si biasimavano e non percepivano tra loro, un fraterno calore .


05/04/2022
Marilù Murra

La seguente opera d’ arte …Autore
Tintoretto
Data
1550-1553 circa
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
149×196 cm
Ubicazione
Gallerie dell’Accademia, Venezia

Un tempo fugace di Marilù Murra

In un rigoglioso manto zampilla acqua fresca,
una manina laboriosa si rinfresca,
appare un prodigio dopo una miriade di giorni che hanno accolto un manto grigio.

Scandisce un ‘allegra danza
che ogni ragazzino volteggia con esuberanza, non vi sono shiamazzi da cortile ma un aria gentile in una brezza primaverile.

Fan capolino boccioli di papaveri e margherite che cancellano le tetre zolle sbiadite, ogni albero si colora a festa e di novelli frutti ne colma ogni cesta.

Donna Primavera emana un intenso odore ed infonde un tiepido calore ,adulti e piccini si risvegliano da un torpore profondo e odono suonare un violino giocondo .

È fantasia o presunta magia?

Un fascino suggestivo preannuncia un nuovo arrivo , lo sciabordio del mare che si fa rimbalzare in una conchiglia,sembra essere uno spedito battito di ciglia , mentre la ruota del tempo ancora un’ altra foglia gialla nuovamente librerà.

Le sfumature del tempo sono ciclicità tutte han delle affinità,sono esperienze e sensazioni , che in ogni istante offrono preziosi doni .

Poi riecco messer inverno
pare esser eterno
barba bianca,freddo e pioggia non manca ,ognuno s’ accoglie nelle dimore ma c ‘ e’ un vecchietto nella coltre del freddo ,ricorda fratello di tendere la mano ,lui è un errabondo senzatetto.

28/03/2022
Marilù Murra

Ph web

Un tempo fugace di Marilù Murra

In un rigoglioso manto zampilla acqua fresca,
una manina laboriosa si rinfresca,
appare un prodigio dopo una miriade di giorni che hanno accolto un manto grigio.

Scandisce un ‘allegra danza
che ogni ragazzino volteggia con esuberanza, non vi sono shiamazzi da cortile ma un aria gentile in una brezza primaverile.

Fan capolino boccioli di papaveri e margherite che cancellano le tetre zolle sbiadite, ogni albero si colora a festa e di novelli frutti ne colma ogni cesta.

Donna Primavera emana un intenso odore ed infonde un tiepido calore ,adulti e piccini si risvegliano da un torpore profondo e odono suonare un violino giocondo .

È fantasia o presunta magia?

Un fascino suggestivo preannuncia un nuovo arrivo , lo sciabordio del mare che si fa rimbalzare in una conchiglia,sembra essere uno spedito battito di ciglia , mentre la ruota del tempo ancora un’ altra foglia gialla nuovamente librerà.

Le sfumature del tempo sono ciclicità tutte han delle affinità,sono esperienze e sensazioni , che in ogni istante offrono preziosi doni .

Poi riecco messer inverno
pare esser eterno
barba bianca,freddo e pioggia non manca ,ognuno s’ accoglie nelle dimore ma c ‘ e’ un vecchietto nella coltre del freddo ,ricorda fratello di tendere la mano ,lui è un errabondo senzatetto.

28/03/2022
Marilù Murra

Ph web

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Tra tutte, la primavera è senza dubbio la stagione che predispone l’animo alla gioia di vivere. Al suo arrivo, siamo pervasi da una sorta di ottimismo che ci lascia intendere di essere simili ai fiori che fanno capolino dalle zolle di terra.
Finalmente pronti ad avere la meglio sul torpore di un qualsiasi gelido e lungo inverno.

(Leonarda Brancato)

Vincent van Gogh (1893-1890)
“Iris”, (1889)
Olio su tela, 71×93 cm
Getty Museum, Los Angeles

Voci mute di Marilù Murra

Voci mute si aggrappano in un assordante silenzio ,si ode un rombo e un boato, un sospiro profondo travolge un giovine adirato.

Dipinge con tempere colorate questo mondo screanzato che non lascia scampo al vivere giocondo , solingo rimane inerme nel suo silenzio fragoroso e la notte infrange il suo pensiero chiassoso .

Spunta l’alba, bianco e’ lo spuntar del sole ,la sua voce rotta dal pianto, non preannuncia un giorno di incanto, aleggia la morte nei suoi occhi spenti che ammaliano con portamenti ridenti.

Vorrebbe allungare la mano con il palmo volto verso l ‘ Alto, la ritira e stinge il pugno ,serra le dita e si chiude nella quiete della solitudine,
vorrebbe urlare per alleviare il dolore
ma mente per celare il pudore .


Corre per ricominciare,si allontana dai soprusi per dimenticare ,attacca per istinto, osserva l’ orizzonte variopinto,approfitta del ritmo sinuoso , recupera un fil di voce nel profondo
riposo; filtra le urla di un terreno fangoso e avanza in un silenzio misterioso.

21/03/2022
Marilù Murra

Il Silenzio è una delle opere più significative di Giorgio Kienerk e ci trasporta agli inizi del Novecento, quando gli artisti esploravano l’imperscrutabile per cercare di sopportare meglio le avversità del reale.

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Trascorriamo buona parte della nostra vita a provare un inutile rancore per ciò che ci ha impedito di essere felici, dimenticando che, in ogni mancata occasione, abbiamo inconsciamente studiato una strategia per raggirare gli eventuali ostacoli alla felicità del tempo che ci rimane.

Leonarda Brancato

Demetrio Cosola (1851-1859)
“Lezione” (1891)
Olio su tavola, (95×185 cm.)
Galleria Civica d’arte Moderna e
Contemporanea (Torino)

Un sonno fallace di Marilù Murra

Una fioca luce spegne un sonno fallace,
danza il rumore dei pensieri,
sulle ali di una notturna falena,
effluvio e ombra leggiadra, balena nella dimora amena.

Notte insonne,amara di emozioni,
in un groviglio di silenzio
erompe nel buio, stringe nelle mani la fragilità in cerca
d'inestinguibile verità.

In uno squarcio di cielo nero
grida alto un rapace austero,
si espande in vertiginose emozioni,si disperde fugace,
in scompigliate conciliazioni.

L' inquietudine e'
presagio infernale
di una sconcertante
vibrazione fatale, è
frenesia vagante,
prigioniera di una quiete agghiacciante.

Non tarpare le ali
di una farfalla impazzita,
lasciala volare!
a lungo ha vissuto
la vita di crisalide scalfita,
non sfaldare l'eco di una roccia frantumata ,aleggia una leggera
brezza rovistata a ragionevolezza.



15/03/2022
Marilù Murra

Gli aforismi di Leonarda Brancato

È inutile cercare risposte riguardo l’amore.
In tale sentimento non c’è niente di logico, piuttosto esso ha la facoltà di esistere e di resistere caparbiamente in qualsiasi forma, malgrado ogni limite imposto dal buon senso.
E ogni volta che la mente prova a spiegare con ragionevoli parole la sua sostanza, abbiamo soltanto provato a dare un nome a ciò che non può essere chiamato in altro modo se non non amore.

Leonarda Brancato

Ambrogio Antonio Alciati (1878-1929)
“Il convegno” (1918)
Olio su tavola, cm 64 x 57
Museo del Paesaggio di Verbania

Il calice della speranza di Marilù Murra

Mescere amore e rancore 
mescere Caino e Abele
mescere fratellanza e ostilità
mescere sapori e dissapori
mescere tormento e godimento
mescere concordia e discordia
mescere avanzata con ritirata
mescere comunicazione con interruzione
mescere accoglienza con coscienza
mescere stoltezza con ragionevolezza

Mescere un mondo proficuo di morte per liberarlo da ogni cruenta sorte.

Trabocca la goccia e c' è la fuga con una vuota bisaccia, ci sono donne e bambini che bussano al cuore dei vicini , inermi si abbracciano gli indifesi fratellini.

Il cielo è funesto, suona una sirena e lo stridore porta a rifugiarsi nelle profondità delle dimore .
Sguardo attonito e muto
s'imprime nell' animo ,il terrore paralizza l' ardimento e non trasmette un funzionale movimento.

Mescere amore e valore aiuta a non far strabordare il gioco di potere, allontana l' artificiere e a non disfare famiglie intere , non ammorba il malsano tepore .

Spaiare le carte non denota esser di parte ,tornare in pace, è strategia audace, siam tutti fratelli in questa sfera fugace ma inghiottiti da un ' onda vorace.

8/03/2022
Marilù Murra


Creazione Marilù Murra

Gli aforismi di Leonarda Brancato

Siamo talmente occupati a proteggerci dalle paure e dalle nostre stesse insicurezze da non accorgerci che è il cucirsi addosso l’invisibile armatura della diffidenza che ci impedisce di cogliere ciò che di rassicurante riesce a donarci chi ci ama così, fragili come siamo.

Leonarda Brancato

John Everett Millais (1829-1896):
“Giovanna d’Arco” (1865)
Olio su tela 82×62 cm
Collezione privata

Un fazzoletto di gentilezza!di Marilù Murra

Da una finestra 
appare un' ombra
che copre una gialla ginestra,
sconfigge la malinconia
e aiuta ad affrontare ogni agonia.

Un lembo di tristezza in un fazzoletto di gentilezza e riflessione
sarebbe offuscato da un' agghiacciante visione.

Le parole trascinano fuori le righe, le disfatte seminano tempeste
ed alimentano vicende funeste .

I cuori appaiono addormentati
in un cielo di colori sfumati,
agli antipodi vi è il tormento , il prigioniero è serrato in un guscio, oltre l' uscio non c' è sentimento cullato ma un tiepido incontro malato.

Gli esseri umani, devastati da pensieri vani, attendono l' aurora, lentamente l' alba riaffiora, non si arrendono ai nuvoloni di brutali azioni.

27/02/2022
Marilù Murra


Ragazza alla finestra 105 × 74,5 cm realizzato nel 1925 dal pittore spagnolo Salvador Dalí. È conservato nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid

La danza dell’ amazzone di Marilù Murra

Sei un essere speciale, la tua salubrità giova  la tua famiglia
rammenta di essere una donna che ogni gioia e tribolazione piglia.

Quando l' apprensione devasta la tua ragionevolezza perfeziona la tua bellezza ,che non è frivolezza ma una danza leggiadra che ti rende una Cleopatra, attenzione ! devi incarnare l'immagine agile e non la sua disfatta fragile.

Infila la chiave nella toppa e quando l' uscio si apre lentamente manda nell' oblio la bufera e scalda l' anima con tepore e amore.

Il tuo nido è un luogo ameno,le tue urla stridule annegano senza riserve in un baule di belve , concentrati alla tua rinascita ed ogni valore che dentro palpita.


Principessa non deve essere un uomo il tuo bastone, anche se pensi di essere solidale con la creazione; la vita è una magia ma il tuo anelito taglia lo sguardo da paladina in uno specchio infigardo, con spavalderia frantuma i pezzi che disprezzi.

Supera il limbo , lanciati nell' universo senza paracadute con le tue trepidazioni,attenua giudizi e pregiudizi e ospita in te salvezza e profonda fermezza.

20/02/2022
Marilù Murra

Fotogallery di F antico!!!

Tempo Attenzione 5 minuti

Quando la fotografia è considerata arte?

La questione della possibile ontologica “artisticità” della fotografia fu aspramente discussa da pittori, poeti e intellettuali, che a fatica l’hanno fatta parte del mondo delle arti. Il legislatore, chiamato a dover stabilire la proteggibilità o meno dell’opera fotografica tramite diritto d’autore non trovò dunque gioco facile. Il diritto infatti il più delle volte non fa che ratificare quello che si è già affermato sul piano socio-culturale: se questo non è chiaro e univoco, la macchina legislativa va in tilt.
La fotografia vede la sua tutela autorale piena in Italia quindi solo alla fine degli Anni Settanta, con l’entrata in vigore del d.p.r. 8 gennaio 1979, n. 19 che modificò la Legge Autore del 1941.
Da quel momento la Legge Autore opera una distinzione tra la c.d. opera fotografica di carattere creativo (protetta ex art. 2) e la c.d. semplice fotografia, cioè quella priva del carattere creativo (protetta dagli artt. 87 e ss.). 

Chi sono i primi inventori della fotografia?

Nel caso della fotografia, quello che possiamo considerare il vero inventore è Joseph Nicéphore Niépce, ricercatore francese che deve la sua notorietà soprattutto per essere stato l’autore del primo scatto fotografico.

Come si è sviluppata la fotografia?

Fissare le immagini del mondo in tempi brevi è stato il sogno e l’obiettivo di Louis Jacques Mandé Daguerre, l’inventore della prima forma di fotografia: il dagherrotipo, nato nel 1839. Questo strumento era composto da due scatole che scorrevano l’una dentro l’altra e da una fessura sul retro.

Quando e dove è nata la fotografia?

Lunedì 19 agosto 1839le prime fotografie dal 1839 fino al 1880. Lunedì 19 agosto 1839 è oggi riconosciuto come il giorno in cui è nata la fotografia. In questo giorno, infatti, questa nuova invenzione fu presentata ufficialmente ai Parigini presso l’accademia delle scienze e quella delle arti visive.

Una foto è “opera” quando l’autore non si limita, tramite lo strumento meccanico, a riprodurre la realtà, ma riesce a carpire dal dato reale ciò che corrisponde al suo personale modo di vederlo, sentirlo e interpretarlo“.

Tiziana Megna Domenico ComparatoSonia CeruttiImma AnnaSabrina BrioliOrazio Di MartinoLeonarda BrancatoMarilù Murra

Appuntamento alla prossima settimana!

La comunicazione tra scuola e famiglia! di F. Antico

Capita davanti alla scuola, come al parco, che gli adulti parlino tra loro dell’esperienza scolastica dei propri figli; pertanto i figli di ascoltare che i genitori si lamentino del loro personale rapporto con la scuola e in particolare con gli insegnanti.
Emergono difficoltà nel comunicare, nel chiedere informazioni o momenti dedicati, oppure difficoltà a condividere punti di vista differenti sui bambini, o ancora emergono un uso di linguaggi poco compatibili, scontri su quale sia la corretta visione dei bambini e dei loro comportamenti.


Due istituzioni cruciali per la crescita dei bambini, la famiglia e la scuola

Sembrano avere spazi angusti per comunicare e modalità lasciate al buon senso, laddove invece sarebbe utile un confronto accurato inteso come parte integrante della relazione professionale scuola – famiglia.
Crescere è un processo complesso e i bambini hanno – oggi più di ieri – bisogno di una rete educativa che li orienti e li sostenga lungo il percorso, una rete fatta di alleanze e di competenze complementari in dialogo tra loro.
Se lo sforzo maggiore per una comunicazione più efficace va senz’altro affidato alla scuola in quanto comunità di professionisti che si occupa del benessere e degli apprendimenti dei nostri figli, molto possono fare anche le famiglie in relazione, coinvolte pienamente nell’esperienza scolastica dei bambini e aperte agli stimoli che la scuola ci può offrire.
Come genitori alla ricerca di maggiore dialogo con la scuola si può provare a stabilire un clima di fiducia con gli insegnanti comunicando loro che abbiamo bisogno di momenti dedicati di confronto sull’esperienza scolastica dei nostri bambini, anche se non sono stati programmati a breve; 

Se riteniamo che gli spazi e i tempi per le comunicazioni siano troppo esigui, chiediamo momenti più estesi esprimendo le nostre reali necessità senza imposizione, ma per cortesia, con formule di cortesia

(Vorrei capire meglio…, Mi piacerebbe essere rassicurato su…).

Per poter valutare in modo più sereno e consapevole metodologie o strategie didattiche dei docenti dei nostri figli, dedichiamo un po’ di tempo a dialogare con i nostri bambini, facendoci raccontare come si trovano, che cosa è piaciuto loro di più o di meno della loro giornata a scuola. È importante – senza che diventi però un interrogatorio – aprire presto un dialogo con i bambini che ci aiuti a capire meglio cosa accade in classe. Ricordiamoci, infatti, che una delle finalità della scuola è essere un ambiente di apprendimento accogliente, che suscita il desiderio di apprendere e stimola la curiosità.
A volte siamo timorosi perché non abbiamo abbastanza informazioni su che cosa avviene in classe e sul perché di alcune scelte (adozione alternativa al libro di testo, oppure il lavoro a gruppi come modalità prevalente, o ancora la scelta di non mettere voti o di non correggere tutti gli errori negli scritti dei bambini, oppure la scelta di dare o non dare compiti a casa, e in quale misura…).
In caso di dubbi di questo tipo, una buona scelta è sicuramente quella di chiedere un confronto aperto con gli insegnanti, esplicitando i nostri dubbi, ma al tempo stesso ascoltando le loro spiegazioni. Spesso le loro scelte hanno motivazioni pedagogico-didattiche che non erano state esplicitate e che è utile condividere. È probabile che esplicitando reciproche aspettative e reciproci desideri, si arrivi a una condivisione del percorso che tranquillizza e rassicura
.


E’ prezioso “fare rete” tra genitori e scuola, perché insieme si possa valorizzare l’esperienza dei singoli che magari hanno già vissuto e affrontato momenti delicati, passaggi difficili o al contrario successi nello stabilire un confronto utile sull’esperienza scolastica.

F. Antico

Fotogallery di F. Antico

Tempo attenzione 5 min.

Cos’è la fotografia?

La fotografia è l’immagine che immortaliamo con la macchina fotografica, pertanto ogni immagine è arte .

“La fotografia ha sempre avuto un posto speciale nel mondo dell’arte sin dai suoi esordi, ha cercato di essere riconosciuta come forma artistica che si avvaleva di tecniche differenti. Ma ancora oggi troviamo detrattori che sostengono il contrario, affermando che sia più tecnologia che arte. In parte questo fenomeno è dovuto alle sue origini, che raccontano il desiderio di catturare la realtà più che un impulso creativo . Essa condivide alcuni dei principi fondamentali che caratterizzano la pittura. Mentre l’arte classica emula l’inespressiva forma umana perfetta, la fotografia sovverte questo principio, poiché i fotografi cercano proprio di trasmettere la natura umana. «La scelta della composizione, gli effetti tecnici, la luce sono tutti elementi importanti, ma gran parte del potere della fotografia deriva dal fatto che gli artisti creano immagini che ci toccano nel profondo e ci affascinano. Alcune foto hanno un vero e proprio potere estetico che va oltre la semplice rappresentazione. Rivelano il potere empatico della fotografia, quello di creare un’emozione. Le immagini nascono da un’espressione personale che risiede in ciò che il fotografo vuole trasmettere e ha bisogno di raccontare»

Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia.

Helmut Newton

Appuntamento alla prossima settimana con Fotogallery

Felice Antico

Gli aforismi di Leonarda Brancato!

Dovremmo guardare gli affetti a noi più cari, come ad un meraviglioso giardino di fiori profumati. Adagiarci con la stessa leggerezza di una farfalla sui delicati petali colorati, avendo cura di non danneggiarne alcuno. E rimanere così, per il tempo che ci è dato di fermarsi, a inebriarci del loro profumo. Come se ciascuno fosse il fiore più raro del creato.

Leonarda Brancato

L’angolo della poesia! di M. Murra

La poesia è una forma speciale di testo, fatti di ritmi e rime che sanno suscitare armonie ed effetti sonori e possono usare un effetto magico. Il poeta utilizza le parole in un modo speciale, un po’ magico. Le sceglie non solo per il significato, ma anche per l’effetto sonoro che creano.

La poesia, suscita diverse emozioni che variano da persona a persona, può nascere da un semplice gesto, da un semplice evento e può trattare argomenti infiniti. Può riguardare l’amore, l’amicizia, la morte, la fiducia, la guerra, la famiglia e tanto altro.

Marilù Murra

Che cos’è il registro elettronico, come si usa quando si usa! di F.Antico

Come nasce il primo atto normativo che parla dell’ uso del registro elettronico è riferito all’articolo 7 comma 31 del DL 95/2012 che recita così: “A decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 le istituzioni scolastiche e i docenti adottano registri on line e inviano le comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico”.

Tuttavia si riscontrano ancora molte criticità dovute principalmente a:

  • scarse competenze informatiche, che crea difficoltà nella compilazione e nell’accesso ai registri, da parte dei docenti e delle famiglie.
  • mancanza di fondi adeguati, che rende impossibile la dotazione informatica in tutte le scuole italiane e in ogni famiglia.
  • problematiche in merito alla privacy e al trattamento dei dati personali.

A causa di questi problemi, in molti istituti si utilizza ancora il registro cartaceo o il doppio binario, ossia entrambi le tipologie di registro. Tuttavia il tradizionale registro cartaceo del docente rimane ancora uno strumento efficace di rilevazione, molti insegnanti “tradizionalisti” ne difendono l’ utilità attribuendogli una valenza significativa nel proprio lavoro. Un tema su cui si è discusso molto riguarda l’obbligatorietà del registro elettronico. Per comprendere meglio è opportuno andare con ordine, e partire dal momento in cui è stato introdotto il nuovo registro, con il Decreto Legge n. 95 del 2012 che prevedeva l’obbligo dell’utilizzo del registro elettronico a partire dall’ a.s. 2012/2013. Tuttavia, quest’obbligo non è mai stato del tutto attuato a causa del mancato piano di dematerializzazione previsto dal decreto stesso che doveva regolamentare la digitalizzazione delle procedure amministrative nelle scuole.

Un altro aspetto non trascurabile è quello relativo alla connessione internet funzionante all’interno delle scuole, elemento che in diversi casi lascia alquanto a desiderare. Ne deriva che l’uso del registro elettronico dovrebbe essere deliberato in collegio docenti solamente nei casi in cui il docente venga messo nelle condizioni dalla scuola di poter operare correttamente dal punto di vista tecnologico.

ll registro elettronico scolastico è una piattaforma online che permette al docente di inserire i principali dati sull’andamento scolastico dei propri alunni. In particolare il docente, tramite un pc o un tablet, può inserire informazioni su:

  • presenza e assenze;
  • voti delle interrogazioni e dei compiti in classe;
  • ritardi, uscite anticipate e giustificazioni;
  • compiti assegnati e verifiche programmate;
  • orario delle lezioni;
  • pagelle in formato elettronico;

Registro elettronico per i genitori

Le famiglie possono consultare in qualsiasi momento l’andamento del proprio figlio e avere informazioni generali sulla sua classe. Per accedere al registro elettronico anche per i genitori serve un nome utente e una password che solitamente vengono forniti dalle segreterie didattiche all’inizio del primo anno scolastico.

 La scuola è cambiata e un simbolo di questo cambiamento è il registro elettronico.

Felice Antico

La pinacoteca di Dali’di Leonarda Brancato!

Crogiolarsi al sole mattutino è una delle attività preferite dei gatti di strada. Così, mentre stava pigramente sdraiato sul davanzale di una finestra, il nostro Dalì notò tra i passanti una fanciulla che camminava a passo spedito con un quadro tra le mani. Pensó allora, fissando la ragazza dai lunghi capelli rossi con i suoi occhietti vispi, che sarebbe stato interessante scoprire quale fosse la destinazione e cosa mai era raffigurato in quella tela. Magari, con un pó di fortuna, sarebbe riuscito ad ammirare poter ammirare un campo di papaveri o il tramonto in riva al mare… Insomma, qualcuna di quelle immagini così travolgenti che un gatto di città non riesce a trovare se non dentro una galleria d’arte. E così, lesto lesto, si mise a seguire la ragazza del quadro, finché, ancora una volta, fingendosi un gatto da compagnia, riuscì a passare sotto i baffi del custode Beppe e si ritrovò, guarda il caso, all’interno della Pinacoteca di Tertuliaweb.
I quadri in mostra quel giorno erano, come al solito, un’esplosione di colori e c’era tanta di quella meraviglia in ogni tela da rimanere dentro quel posto in contemplazione per l’intera giornata.

Assunta Tammaro
Contro corrente Tecnica mista su foglio da disegno . Realizzato Febbraio 2021
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Marcella Molea
Val Gardena. Tecnica :olio e acrilico su tela. Dimensioni : 13×18
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Cesare Scarpa
Olio su tavola 80×60…prima della pesca notturna in laguna…colori luci ..riflessi mai uguali..il paesaggio rimane sempre uguale .
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Paola Passantino
Pastelli a olio su carta 35×50 cm
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Elisa Campisi
Divenire, olio su tela 100×120 cm
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Cinzia Corti
Il mare d’inverno 2018 Tela in acrilico con pezzi di legno e stucco 30×30
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Carmen Trigiante
Fantasia: Valle d’Itria. Olio su tela cm140x60
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )
Assunta Tammaro
Viale ventoso Realizzato con colori ad olio e spatola su mensola di recupero. Le dimensioni sono lunghezza 90 Altezza 26 Profondità 2.5
( Per informazioni contattare in messanger l’artista )

Ma ecco che la ragazza dai capelli rossi, consegnato il quadro, stava per andare via.. Meglio sgattaiolare verso l’uscita con lei e continuare a fare il gatto di compagnia prima di incappare tra le grinfie di Beppe.
E voi, amici, non dimenticate il prossimo appuntamento con la Pinacoteca di Tertuliaweb  per ammirare ancora una volta in compagnia del nostro amico Dalì  le straordinarie opere dei nostri bravissimi Artisti!!!

Leonarda Brancato

I segreti di Nonna Peppa e Pino il contadino!




Pino il contadino è orgoglioso del suo giovane vigneto,ogni giorno rovista in cantina, prepara i tini, ultima i lavori prima della nuova vendemmia.
Tra i filari taglia l’erba per consentire una buona percorribilità
e un facile accesso ai vendemmiatori, bisogna prestare attenzione a non smuovere il terreno, a ridosso della vendemmia, per evitare un’eccessiva sofficità del suolo, per non affondare e non rendere più difficoltoso il lavoro. Prepara e lava i secchi, le cassette e i contenitori per la raccolta manuale e il carretto destinato al trasporto delle uve.
Nonna Peppa, amica di famiglia di Pino il contadino,non soltanto si prodiga a partecipare alla gran festa della vendemmia,di buon ora taglia l’ uva e canticchia a squarciagola, ma prima del desinare aiuta a preparare il companatico per gli amici affamati e stanchi.
Ma non ha dimenticato il taccuino nel cassetto, come da consuetudine è pronto un pentolone … per ufficializzare il rito annuale.


Il vincotto d’uva:


basta recuperare pochissimi ingredienti per realizzare il vincotto d’uva . (Tradizione annuale di ogni famiglia contadina).

Pronti alla sua preparazione?

Ingredienti:
mosto di uva
zucchero


Procedimento:


Era necessario mosto di uva che si passava attraverso un colino a maglie molto strette.
Pesato il liquido e aggiunto uguale quantitativo di zucchero. Si cominciava la lavorazione…
Si versava il composto in una pentola e si faceva cuocere lentamente, per qualche ora (2 o 3 ore ), rimescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Il vincotto era pronto quando si addensava s

e filava, proprio come il miele.
Ancora caldo si imbottigliava, (mi raccomando, non bollente) e quando il composto si é raffreddato chiudete le bottiglie ermeticamente.
Si può tranquillamente utilizzare anche, dopo molto tempo dalla sua preparazione (lo si può usare anche dopo un anno sulle cartellate o per ciuffate le pittole e sulle tagliatelle con il vincotto,ottimo dolce natalizio).

Curiosità:


Se vi è capitato di fare un giro per i mercatini di Natale del Trentino, sicuramente avrete assaggiato questo ottimo vino caldo: un vin-cotto, appunto, che viene fatto bollire con spezie varie (cannella, chiodi di garofano e altre) e zucchero. Caldo e corroborante! Se vogliamo andare oltreconfine, troviamo diversi cugini del vincotto, ossia il vin brulè, come il punch o la sangria. Ma torniamo da dove tutto ebbe inizio, ovvero in Puglia!

Il vincotto in Puglia


In Puglia, il vincotto nasce come mosto d’uva che, in autunno, viene cotto e messo da parte per l’inverno: serve come accompagnamento per pettole, cartellate ed altre golosità tipiche di questa splendida regione situata nell’estrema propaggine sudorientale del nostro Bel Paese.

Oggi ho deciso di postare un’ulteriore ricetta, unica…inedita…


Tagliatelle al vincotto ( lasagna con il cotto)!!!


E’ un dolce povero tipico pugliese, che ormai nessuno più della nostra generazione sa fare, infatti è una ricetta rinvenuta dal ricettario di Nonna Peppa, un tesoro da imparare ma anche da tramandare.
Non ha dosi precise, come tutte le ricette delle nonne, tra l’altro, la cosa importante è quella di aver un ottimo cotto d’uva (il nostro è fatto in casa da Nonna Peppa e la moglie di Pino il contadino!)
Si preparano le tagliatelle soltanto con farina bianca e acqua.
Si diluisce il cotto con l’acqua e si mette sul fuoco, quando arriva a bollore si calano le tagliatelle, si mette un pò di sale, un pò di zucchero e si girano di continuo fino a cottura, si deve anche assorbire l’acqua e quindi molto importante la dose iniziale (meglio di meno e poi se serve si aggiunge).
Una volta cotte si metteno noci a volontà e qualche buccia di mandarini e/o di arancia, mescolare un’ultima volta e metterle nei piatti oppure in un’unica grande sperlunga! Fare raffreddare un pò e cospargere con la cannella.


Nonna Peppa ci ha insegnato un dolce della tradizione natalizia del suo paese…


Odori e sapori!


Il profumo che emana il cotto durante la cottura ricorda molto l’ infanzia dei nostri nonni e l’atmosfera magica del natale!!
Sempre in Puglia, esiste un’altra versione del vincotto preparato stavolta non con il mosto d’uva, ma con i fichi.

Appuntamento alla prossima settimana con altri segreti ed amici di Nonna Peppa!

“Nonna, eredità di intenti, sogni e speranze, riposo del cuore in una carezza, gioia infinita di rispecchiarmi nei tuoi occhi.”
STEPHEN LITTLEWORD

(Un augurio a tutti i nonni per il 2 Ottobre, giornata in cui ricorre la festa dei nonni 💐)

Marilù Murra

Fotogallery di F. Antico!

Ogni essere umano ha un proprio mezzo speciale per potersi esprimere e trasformare in energia il proprio vissuto, pertanto decide di fermare un istante, con o senza tecnica, oppure semplicemente per passione. La fotografia è esattamente questo, un modo per raccontare ciò che percepiscono i propri occhi e lo stupore che un momento evoca con emozioni, decidendo di condividerlo con il mondo…

F.Antico

Nella fotografia c’è una realtà così sottile che diventa più reale della realtà.
(Alfred Stieglitz)

Sfoglia l’album e vota per la foto che preferisci 👍

Roberta Alberti
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Imma Anna
Imma Anna
Marilù Murra
Marilù Murra
Sonia Cerutti
Tiziana Megna
Sonia Cerutti
Sonia Cerutti
Sonia Cerutti
Tiziana Megna
Tiziana Megna
Tiziana Megna
Tiziana Megna
Rosy Costa
Sabrina Brioli
Sabrina Brioli
Imma Anna
Domenico Comparato
Caterina Semeraro
Caterina Semeraro
Caterina Semeraro

I nostri fotografi danno appuntamento alla prossima settimana!!! 📷📷📷

Gli aforismi di Leonarda Brancato!

Ci sono amori che vivono al di là dello spazio fisico. Si nutrono di silenzi e fanno della consapevolezza di non trovarsi mai, la loro forza. E ogni istante strappato al mondo è smisurato, quanto l’eternità, poiché bastano due cuori che in un attimo battono all’unisono per dare vita ad un amore che è capace di esistere oltre l’umana logica del tempo.

(Leonarda Brancato)

L’angolo della poesia di Marilù Murra!

VOTA LA POESIA CHE PREFERISCI…

Che cos’è la poesia?

A mio parere, é uno sfogo, la voglia e il coraggio di esternare ciò che agita il cuore e offusca la mente, con l’auspicio di essere compresa da qualcuno che sa raccogliere perché sa ascoltare o perché ha vissuto esperienze simili.
La Poesia è l’arte di esprimere e rappresentare fatti, immagini, sentimenti, con parole, poste in un certo ordine, secondo una certa logica, oppure totalmente libere, senza alcuna logica che le possa intrappolare in uno schema predefinito.

Che cosa rappresenta la poesia nella società odierna, dominata dalla tecnologia?

È un’arte riservata solo a pochi illuminati? Oppure oggi, tutti possono scrivere versi, rime, pensieri?

A mio parere la poesia è come la musica, deve avere una sua logica, deve essere interpretabile, deve stimolare sensazioni, emozioni, ricordi, attraverso le parole.

La poesia è libera, esprime il pensiero, non ha confini delimitabili…

La poesia è nell’aria, la poesia è dentro di noi, la poesia è intorno a noi!!!

💐💐💐

Anima
di Salvatore Malfitano
Visioni
di Roberta Alberti
Il Faro saggio!
di Marilù Murra
La forza dell’ Amore di
Angela Natilla
Dicono che non ci sei
di Maria Mollo
La felicità è fatta di istanti
di Beatrice Di Paola
La notte tra i silenzi
di Andrea Pietralunga
A te piccola donna
di Rossella Patti
Terra di Assunta Tammaro
La mia mente brilla
di Assunta Tammaro
Il tempo fugge via
di Beatrice Di Paola
Luna malinconica!
di Chiara Leone