Oltre il buio di Jack Lion recensione di Elisabetta Bonaudi

“Oltre il buio” è una spaventosa traversata nelle tenebre che il lettore compie in compagnia di dieci originali e sconvolgenti racconti horror, dove la morte regna sovrana.
Lion, al suo esordio letterario, apre il sipario con la fiaba maledetta “Creature allucinanti. Qui il giovane violinista Russel, si ritrova nel suo vagabondare in una desolata e macabra boscaglia, circondato da esseri malvagi dall’aspetto mostruoso; dovrà fare ricorso a tutta la sua astuzia per cercare di sfuggire a un destino che sembra inevitabile.
In “Storia di un serial killer” viene delineata la figura di Mark, un uomo privo di scrupoli dal curriculum inimmaginabile che da perfetto criminale rinnegherà persino l’inferno.
In “Spauracchi assassini” il piccolo Sergey, ogni sera si ritrova solo nella sua cameretta a osservare impaurito la fila di pupazzi posti sullo scaffale di fronte; guidati da una forza maligna, questi fantocci inquietanti prenderanno vita e…
“I saltimbanchi della morte” narra di una giovane coppia di sposi: Frank e Julia, che diventano genitori di tre gemelli. In verità si tratta di tre ripugnanti mostriciattoli che da loro rifiutati, vengono affidati inizialmente alle cure non proprio “amorevoli ” della nonna; una volta cresciuti, troveranno rifugio in un vecchio Luna Park abbandonato, dove la loro sete di vendetta sarà implacabile.
In “Loro” due ragionieri comunali, Pixon e Nixon, trovano in alcune fatiscenti rovine della storica città, un fantomatico manoscritto contenente raccapriccianti segreti (viene proposto un bizzarro episodio realmente accaduto nel 1919).
In “Vecchie pietre” si parla di alieni.
Questa storia vera è successa nell’oscura Oma-Loma, nel cuore delle valli lomalifere, dove viene riportato un discorso registrato su audiocassetta tra il professor Artur Nolan, specialista in ipnosi e il signor “Jo” unico testimone dell’incontro ravvicinato con questi esseri ; il suo stato mentale ha subito delle gravi e irreversibili ripercussioni.
In “Lucy” Ernest, il nostro protagonista, una sera investe accidentalmente con la sua auto una gatta. Ma non una qualunque, infatti la misteriosa targhetta recante il nome Lucy sul collare del felino, rievocherà in lui un passato che credeva ormai dimenticato.
“La parte migliore “. Questo è in assoluto il mio preferito: si tratta di una novella in parte autobiografica, dove l’orrore e la poesia si intrecciano in un quadro narrativo dal quale è difficile scindere il certo dal fittizio; si arriva grazie alla sua straripante fantasia a un finale metafisico ultraterreno.
Per finire “Buio”. Cosa porta il quindicenne Kevin a un’ irresistibile sete di buio? Qual è il significato della presenza angosciosa delle cornacchie di Dark-Town?
Jack Lion sa scrivere storie spaventose ricche di contenuti grazie ai suoi personaggi così ben tratteggiati. Si parla di diversità e di emarginazione, creando il giusto punto d’incontro tra due mondi: l’onirico e il reale, dove in ogni episodio si perde il confine tra il possibile e l’impossibile, tra la follia e l’equilibrio.
La narrazione scorre fluida, il testo risulta accurato nei dettagli, molto buone le descrizioni tanto da assumere un carattere cinematografico.
In queste creature oggettivamente terrificanti, c’è dell’umano e di conseguenza troviamo anche una certa mostruosità in alcuni esseri umani: spesso quello che sembra non è!
In definitiva questa lettura è gratificante per chi desidera vivere un’avventura spettrale, garantendosi quella sana catarsi che solo il genere horror sa offrire.
Ognuno di noi ha paura di qualcosa, ciò che può spaventare me non spaventa voi e viceversa, ma di sicuro non vi lascerà indifferenti immergendovi per qualche ora fra le sue pagine.

Elisabetta Bonaudi

La belva di Garait di Mauro Zanetti, recensione di Elisabetta Bonaudi

Al questore di Trento, Fabrizio Gerola, viene fatta recapitare una lettera scritta a mano recante una data molto significativa in riferimento alla scomparsa di Sabrina e Chiara, due ragazzine dodicenni inghiottite nel nulla cinque anni prima.Tutto fa supporre che a scriverla sia stato il loro rapitore,  facendo così riaprire ufficialmente il caso rimasto irrisolto. Gerola e la sua squadra studiano attentamente un piano e organizzano nella massima riservatezza una caccia all’uomo che li conduce su indicazione dello stesso autore della lettera a Frassilongo, un paesino di montagna poco distante da Trento. Inaspettatamente l’uomo misterioso si palesa a loro, ma riesce scaltramente a fuggire nei boschi (che conosce come le sue tasche).Sembra solo più una questione di tempo,  ma nuovi e inquietanti scenari fanno emergere un’altra verità in un’ indagine ad alto rischio che trascinerà i nostri protagonisti in una spirale di violenza e crudeltà. “La belva di Garait” è un giallo intricato, incentrato sul senso di colpa, sul passato che ritorna più vivido che mai e dove regna l’illusione nell’omicida di farla franca. Il ritmo narrativo incalzante unitamente alla facilità di linguaggio, trascinano chi legge in una discesa graduale verso l’abisso più nero. I personaggi sono ben tratteggiati con i  loro pregi e difetti,  con quella normalità e voglia di ricercare la verità a tutti i costi. Incominciando dai gemelli De Vecchi: Antonio “lo sportivo” e Alessandro “il raffinato”, due investigatori privati che collaborano come consulenti con la polizia locale,  accanto a loro troviamo l’ispettore Michele Zanni,  un trentenne timido ma che si è affermato professionalmente grazie anche alla presenza indispensabile di Mara Petrosi, la poliziotta dallo sguardo severo e dall’intuito infallibile; infine lui Fabrizio Gerola, il questore a cui non sfugge mai niente, determinato a risolvere questo cold case che reclama giustizia una volta per tutte. Una storia attuale che racconta il MOSTRO di una piccola realtà di provincia, dove tutti si conoscono e non immaginano minimamente di aver per vicino di casa il carnefice. È proprio nella fragilità della mente umana in cui il bene e il male coesistono che si annida il peccato.Mauro Zanetti si è laureato in Storia del Trentino presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo “Vellutum, di seta e di altri intrecci ” per I.B.U.C edizioni. “Tracce Parallele” ha segnato nel 2021 il suo esordio con NULLA DIE,  seguito da “La belva di Garait”. Elisabetta Bonaudi